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ITALIA

Il fascicolo è a carico di ignoti

Silvia Romano: "Sono serena" ha detto al Pm, malgrado le minacce ricevute

Anche le lettere sono al vaglio di Pm e Ros nell'inchiesta aperta per le minacce ricevute dalla giovane cooperante. La casa dove la giovane è rientrata ieri dopo la prigionia viene sorvegliata da poliziotti e carabinieri. In un'intervista il portavoce di Al Shabaab commenta la conversione della ragazza: "Ha visto mondo migliore"

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Ha detto di "essere serena" malgrado le minacce Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e liberata sabato scorso in Somalia e che nel pomeriggio è stata sentita dal responsabile dell'antiterrorismo di Milano, Alberto Nobili, che coordina l'indagine affidata al Ros. Indagine che al momento vede la raccolta e il vaglio di tutti i messaggi minatori, non solo i post sui social ma anche alcune lettere. Inquirenti e investigatori hanno sentito anche la madre. L'audizione della giovane e di sua madre, portata avanti dalla Procura di Milano e dagli investigatori del Ros dei carabinieri dopo aver contattato i pm romani che indagano sul sequestro, ha riguardato soltanto il capitolo delle minacce, anche di morte, rivolte in queste ore alla 24enne. Sia Silvia Romano che la madre hanno spiegato che, malgrado le intimidazioni ricevute, sono tranquille, serene, compatibilmente con la situazione che soprattutto la giovane sta vivendo in queste ore. Gli inquirenti dovranno verificare anche se alcuni messaggi possano essere riferibili a gruppi di estrema destra. 

La Procura di Milano indaga per minacce aggravate in relazione agli insulti ricevuti da  
Il fascicolo è a carico di ignoti. La casa dove Silvia Romano, la giovane cooperante rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e liberata in Somalia sabato scorso, è rientrata ieri dopo la prigionia in Kenya, è stata sorvegliata per tutta la notte e anche stamattina da poliziotti e carabinieri. Un provvedimento precauzionale preso anche alla luce dei numerosi insulti social. Già da domenica, al suo arrivo in Italia, è sorta una campagna di odio. 

Al vaglio dei pm di Milano, che indagano sugli insulti e sulle minacce a Silvia Romano, c'è anche un post di Vittorio Sgarbi, il quale ha scritto che la giovane "va arrestata" per "concorso esterno in associazione terroristica". Del post, tra l'altro, ha parlato, da quanto si è saputo, la stessa 24enne nell'audizione di oggi pomeriggio, come persona offesa, davanti al pm di Milano Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo, e agli investigatori del Ros dei carabinieri. 

Al Shabaab su conversione: "Ha visto mondo migliore"
Silvia Romano si è convertita senza costrizioni, "perché ha sicuramente visto con i suoi occhi un mondo migliore di quello che conosceva in precedenza". Lo ha detto, in un'intervista a La Repubblica, Ali Dehere, portavoce del gruppo terrorista Al Shabaab, nelle cui mani la giovane cooperante italiana è rimasta 18 mesi.  "Da quanto mi risulta Silvia Romano ha scelto l'Islam perché ha capito il valore della nostra religione dopo aver letto il Corano e pregato", ha aggiunto il portavoce, escludendo che la ragazza si sia convertita per opportunismo o perché vittima della sindrome di Stoccolma.

Consigliere comunale su Facebook: "Impiccatela"
Ha postato una foto di Silvia Romano e sotto ha scritto "impiccatela" un consigliere comunale di Asolo (Treviso), Nico Basso, un 'venetista' capogruppo della civica "Verso il futuro", ex assessore della giunta comunale leghista del comune trevigiano. Un post su Facebook che ha subito cancellato, ma che era accompagnato da altri messaggi di odio e offese volgari alla giovane cooperante italiana liberata in Somalia dopo 18 mesi di prigionia. Il post, riferisce la stampa locale, è stato duramente condannato anche dal sindaco di Asolo,Mauro Migliorini, che ora sta valutando le richieste di dimissioni di Basso arrivate da più parti. L'uomo non è nuovo ai messaggi d'odio contro politici e rappresentanti delle istituzioni e, sempre sulla liberazione di Silvia Romano, ha pubblicato commenti offensivi anche verso il premier Giuseppe Conte e il ministro Luigi Di Maio.

La madre: "Cerchiamo di dimenticare"
"Cerchiamo di dimenticare, di chiudere un capitolo e aprirne un altro". E' quanto ha detto Francesca Fumagalli, la madre di Silvia Romano, intervistata telefonicamente dal Tg3 della Rai.

Chiuso il suo profilo Facebook
Non è più visibile su Facebook il profilo di Silvia Romano.