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MONDO

In serata l'incontro con Putin

Siria, Obama all'Onu: "Non si può agire da soli, l'Iraq ne è la prova"

Il presidente Usa parla all'Assemblea Generale e critica la politia della Russia su Ucraina e Siria, ma poi dice: "Non vogliamo un ritorno alla guerra fredda, pronti a collaborare con tutti"

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Dopo l'intervento del segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha sottolineato che "non c'è soluzione militare al conflitto in Siria" e auspicato "compromessi" tra le parti, alla 70esima sessione dell'Assemblea generale dell'Onu è intervenuto il presidente degli Usa, Barack Obama, sottolineando che l'Iraq ha insegnato "che non possiamo risolvere problemi da soli". Un lungo intervento quello del presidente degli Stati Uniti, persino più lungo del previsto, in cui Obama ha toccato i punti più caldi dell'agenda internazionale criticando duramente la politica estera russa.

"Gli Stati Uniti non possono risolvere da soli" i problemi del mondo, ha spiegato Obama durante il suo discorso: "Sono alla guida delle maggiori forze armate al mondo e non esiterò mai a proteggere il mio paese e i nostri alleati", ha aggiunto il presidente degli Stati Uniti che non ha esitato a definire il presidente siriano Bashar al-Assad un "tiranno", ricordando come il suo regime abbia "ucciso donne e bambini", e come "Bashar Al Assad ha brutalizzato il suo popolo: una soluzione in Siria deve essere la transizione da Assad a un nuovo leader". 

Il presidente americano, dicendosi fiducioso che il Congresso abolirà l'embrago verso Cuba, ha ammonito: "Nessuna nazione può isolarsi dal flusso di migranti o dai pericoli del riscaldamento climatico".


"Disponibili a lavorare anche con Mosca e Teheran"
E, subito, è partita una stoccata alla Russia, che vorrebbe mantenere il presidente siriano al suo posto durante un’eventuale transizione verso la pace: "Ci sono delle potenze internazionali che agiscono in contraddizione con il diritto internazionale - ha ammonito Obama - C’è qualcuno che ci dice che dovremmo sostenere dei tiranni come Assad, perché l’alternativa è molto peggio". Nonostante questo, gli Stati Uniti "sono pronti a lavorare con qualunque nazione, comprese Iran e Russia, per risolvere la crisi siriana". La posizione del suo omologo Vladimir Putin sarà sicuramente al centro anche dell’incontro privato che i due leader avranno lunedì sera, semprea New York. Obama ha poi sottolineato come con l'accordo sul nucleare iraniano si sia evitata una guerra in futuro.

"Russia viola sovranità Ucraina", dobbiamo agire
"Non possiamo stare a guardare mentre la Russia viola la sovranità dell'Ucraina. Oggi è l'Ucraina domani potrebbe essere qualche altro Paese", ha detto il presidente Usa difendendo la decisione di adottare le sanzioni contro Mosca. Queste, ha detto il presidente americano, "non rappresentano il desiderio di tornare alla guerra fredda" ma una risposta alle "violazioni della sovranità" di cui la Russia si è resa responsabile in Ucraina. "Il popolo ucraino - ha aggiunto - è più interessato ad allinearsi all'Europa che alla Russia" e se Mosca "avesse tentato la strada della diplomazia sarebbe stato meglio per l'Ucraina, e anche per la stessa Russia e per tutto il mondo".

Libia, "la coalizione avrebbe potuto fare di più"
Riguardo all’intervento in Libia, secondo il presidente americano la coalizione "avrebbe potuto, e avrebbe dovuto fare di più per riempire i vuoti (di potere) che vi sono rimasti", vuoti di potere che sono stati usati dallo Stato Islamico, "un culto apocalittico" per il quale "non c’è posto".