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POLITICA

L'audizione

Speranza: il caso AstraZeneca non incrina la fiducia nei vaccini, risposte dall'Ema già domani

"Facciamo un pressing quotidiano sulle aziende e sull'Unione europea, che ha costruito gli accordi, perché i contratti vengano rispettati"

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"Il governo italiano considera i vaccini la prima vera chiave per chiudere la stagione difficile che stiamo vivendo nell'ultimo anno". Lo dice il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione davanti alle commissioni riunite Affari sociali di Camera e Senato, sulle linee programmatiche del suo dicastero, come riporta LaPresse. Quanto accaduto con i vaccini AstraZeneca, "non incrina la nostra fiducia nell'arma più importante di cui disponiamo per sconfiggere il virus", spiega.

"Il nostro auspicio, e quello di altri Paesi europei, è che già nella giornata di domani possano arrivare dal'Ema i chiarimenti e le rassicurazioni necessarie per superare le difficoltà degli ultimi giorni" sul caso AstraZeneca. "Ribadisco - aggiunge -: il nostro auspicio è avere entro domani risposte da Ema per poter rilanciare senza esitazione la campagna di vaccinazione".

"Il governo ha la massima fiducia nell'Ema e nell'Aifa, pretendiamo il massimo di sicurezza e abbiamo il massimo di attenzione su quello che è successo". "La campagna di vaccinazione va avanti e deve accelerare anche grazie all'aumento delle dosi", aggiunge

"Se nel secondo trimestre l'attesa è di circa 50 milioni di dosi di vaccino in arrivo, nel terzo trimestre l'attesa è di circa 80 milioni. Ciò significa che siamo nelle condizioni di sviluppare una accelerazione molto significativa della campagna vaccinale".

"Stiamo lavorando a due interventi normativi, uno per favorire il maggior protagonismo delle farmacie e l'altro per un maggior protagonismo degli infermieri".

"Sul vaccino Johnson & Johnson l'auspicio è che dopo la metà di aprile possano arrivare le prime dosi".

"E' necessario mettere in campo un Piano nazionale di ricostruzione della salute, che tiene insieme prevenzione, assistenza e cura. Un piano da strutturare in cinque assi, che rappresentano gli ambiti in cui è più urgente intervenire". "Il primo asse riguarda gli interventi da realizzare sul territorio, attraverso il potenziamento dei servizi assistenziali territoriali, per garantire l'esigibilità dei Lea", aggiunge, "costruendo un modello condiviso assolutamente necessario".

"Implementare una assistenza di prossimità significa mitigare la povertà sanitaria". Un "altro intervento significativo del primo asse riguarda la creazione della 'Casa di comunità' - aggiunge -, presidio della salute per dare risposte alle necessità più basilari come una visita medica o un consulto" e servirà come "rete per riorganizzare strutture ora frammentate sul territorio".

"Per garantire livelli di assistenza omogenei su tutto il territorio nazionale e per consentire la ridefinizione dei percorsi assistenziali adatti ai fabbisogni sanitari emergenti saranno attuate opere di ammodernamento e potenziamento della rete ospedaliera, con interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico". "La vetustà del patrimonio tecnologico e digitale della rete, in alcuni casi è tale da pregiudicare la produttività e la modalità di erogazione delle prestazioni alle persone - aggiunge -. È un limite a cui porre in fretta rimedio".

"Abbiamo una fase oggettivamente straordinaria, in cui provare a non gestire solo l'emergenza, che pure è la priorità, ma 'utilizzare' - e penso alle parole di Papa Francesco - questo passaggio storico di rinnovata centralità del Ssn per provare a costruire un progetto di riforma e rilancio. Questo è il momento. C'è consapevolezza diffusa per dire che bisogna chiudere definitivamente la stagione dei tagli e aprirne una di investimenti". "Poi penso che non bastino le risorse, perché senza non si fanno riforme", aggiunge.

"Facciamo un pressing quotidiano sulle aziende e sull'Unione europea, che ha costruito gli accordi, perché i contratti vengano rispettati".

"Se da qui a fine legislatura riuscissimo a governare l'epidemia e contemporaneamente riprogettare il Ssn, lasceremmo un segno nel nostro Paese". "Il Recovery è un pezzo di questo disegno - spiega -. Ma avremo bisogno di continuare a investire con il bilancio tradizionale dello Stato e in altri ambiti che ci sono. In questo quadro, però, avere uno strumento come il Recovery va nella direzione giusta".

Sul tema della responsabilità per il personale sanitario impegnato in prima linea nella campagna vaccinale "c'è la massima attenzione del governo, con un'interlocuzione in corso al nostro interno, per costruire una risposta che sia capace di un intervento anche di natura normativa". Lo dice sempre il ministro della Salute, Roberto Speranza, in audizione davanti alle commissioni riunite Affari sociali di Camera e Senato, sulle linee programmatiche del suo dicastero, come riporta LaPresse. "Riprendendo anche il lavoro fatto nei mesi scorsi", aggiunge.

Sul vaccino Curevac "l'auspicio di tutti noi, dei nostri tecnici e chi ci lavora ogni giorno, è che entro la fine maggio ci possa essere una data da Ema, che consentirebbe gli arrivi alla fine del secondo trimestre". "Quando c'è una rolling-review bisogna essere sempre prudenti - spiega -, ma queste sono le indicazioni che ci arrivano dalle istituzioni europee".

"Stiamo lavorando in questo ore a una norma che consente la partecipazione eccezionale degli infermieri alla campagna di vaccinazione, ne stiamo parlando con l'Ordine".

"Gli assi fondamentali del Recovery restano gli stessi, non c'è una modifica di fondo. Provo a valutare se si possono aumentare le risorse per l'assistenza domiciliare, perché lo ritengo un punto strategico".

"Il percorso di autorizzazione delle mascherine in Italia avviene attraverso l'Iss e l'Inail, per alcuni tipi, e mi sento di poter dire che da questo punto di vista ci sono elementi per rassicurare chi usa questi dispositivi". "I controlli ovviamente devono essere sempre efficaci - aggiunge -, vorrei a tal proposito esprimere il mio apprezzamento per il lavoro che i Nas svolgono tutti i giorni a servizio del nostro Paese".