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MONDO

Accuse reciproche tra il tycoon e il principale candidato dei democratici

Stati Uniti, i democratici attaccano Trump per il caso Ucraina e valutano l’impeachment

Si parla di pressioni del presidente americano su quello ucraino per il figlio di Biden

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Joe Biden, candidato dei democratici alle presidenziali del 3 novembre del 2020, e i suoi colleghi che presiedono le commissioni investigative della Camera, vogliono leggere la trascrizione della telefonata che Donald Trump fece il 25 luglio scorso con il presidente ucraino e magnate delle televisioni Volodymyr Zelensky. Motivo: per Biden & Co. il dialogo tra i presidenti contiene prove di reato e questo potrebbe provocare l’impeachment (lo stato di accusa) nei confronti del presidente degli Stati Uniti, mettendo fine in anticipo al suo mandato. "Un nuovo grave capitolo di illegalità", lo ha definito la speaker della Camera, Nancy Pelosi.

Di cosa viene incolpato il presidente americano
Trump, secondo un "whistleblower", una talpa della comunità dell'intelligence americana poi ripresa da diverse testate americane e di seguito mondiali, è "colpevole" di aver fatto pressioni sul presidente ucraino Zelensky per avviare un’indagine (si parla di otto richieste) su Joe Biden e su suo figlio Hunter, ex membro del consiglio di amministrazione di una società ucraina del gas e dell'energia (Burisma). Quindi una nuova sollecitazione di un paese straniero in vista del voto, come era già accaduto con la Russia per le elezioni presidenziali del 2016 (in quel caso si aprì l'inchiesta giudiziaria Russiagate).

Trump e il suo consigliere per la sicurezza informatica Rudy Giuliani, riterrebbero Joe Biden - secondo gli ultimi sondaggi americani non è più il democratico favorito alla presidenza, sorpassato da Elizabeth Warren - coinvolto nel licenziamento di Viktor Shokin, il procuratore ucraino che aveva indagato sulla società ucraina del gas in cui lavorava Hunter.



Trump avrebbe voluto un'inchiesta giudiziaria capace di azzoppare il rivale democratico, in cambio di aiuti militari americani verso l'Ucraina. Si tratterebbe quindi di reato di corruzione. Jim Hemes, membro democratico, ha parlato di "estorsione".

La risposta dei repubblicani
Trump ha ammesso di aver parlato al telefono con Zelensky - i due si vedranno a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York - ma ha respinto ogni accusa di interferenza, parlando della “solita caccia alle streghe”. Anche il ministro degli Esteri ucraino, Vadym Prystaiko, ha smentito qualsiasi tipo di pressione sul presidente Zelensky da parte di Trump: “Si tratta di un tentativo teso a coinvolgere l’Ucraina nel confronto tra democratici e repubblicani che sta avendo luogo negli Stati Uniti”.



A detta di Trump, la denuncia da parte del "whistleblower" su presunte "promesse" è semplicemente "ridicola". Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha detto che se Biden "si è comportato in modo inappropriato con la dirigenza ucraina proteggendo suo figlio, bisognerebbe approfondire". Giovedì il capo dell’Intelligence, Joseph Maguire, dovrà testimoniare davanti al Congresso.