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MONDO

Legale attentatore: niente faceva pensare a cellula radicale

Nizza, Isis rivendica la strage del 14 luglio. Si teme per la sorte di 31 italiani

Le indagini, le ricerche e il confronto dei dati - fanno sapere dalla Farnesina - proseguono. Il console generale a Nizza, Serena Lippi, ha invitato alla calma ricordando che non c'è ancora una lista ufficiale delle vittime

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L'Isis ha rivendicato l'attentato di giovedì scorso a Nizza. E' stato "un soldato dello Stato islamico" a compiere la strage. Lo sostiene l'agenzia Amaq, affiliata all'Isis, che cita "fonti di sicurezza". Il messaggio è stato rilanciato dal gruppo Site, che monitora le attività jihadiste sul web.




Timore per gli italiani
Sono 31 gli italiani ancora da rintracciare dopo l'attentato terroristico compiuto giovedì sera a Nizza. Lo si apprende dall'Unità di crisi della Farnesina, di cui tre funzionari sono giunti la notte scorsa nella città della Costa azzurra e sono al lavoro per incrociare i nomi delle varie liste di italiani presenti nell'area. Oggi è anche arrivato a Nizza l'ambasciatore italiano in Francia, Giandomenico Magliano. Il console generale a Nizza, Serena Lippi, ha invitato alla calma ricordando che non c'e' ancora una lista ufficiale delle vittime: "Gli accertamenti sono complessi e procedono con lentezza. Siamo in attesa dei dati ufficiali", ha precisato. Resta per ora a tre - ha aggiunto il console - il numero dei nostri connazionali feriti Intanto i familiari dei dispersi continuare a postare appelli sui social, in particolare su Twitter attraverso l'hashtag #RechercheNice lanciato dopo l'attentato.

Tre italiani ricoverati
Tre italiani sono tutt'ora ricoverati all'ospedale Pasteur di Nizza a causa delle ferite riportate nell'attentato terroristico sulla Promenade des Anglais. Lo ha riferito il console generale a Nizza, Serena Lippi. Il più grave è Andrea Avagnina di Mondovì (Cuneo), che è ricoverato in rianimazione per traumi e lesioni interne, e Gaetano Moscato, di Chiaverano (Torino) che ha subito l'amputazione di una gamba ma le sue conduzioni non destano preoccupazione, così come quelle di una 14/e di cui non è stata resa nota l'identità, che ha riportato la frattura di un arto inferiore.

Indagini in corso per stabilire la dinamica dell'attentato
Proseguono intanto le indagini per stabilire l'esatta dinamica dell'attentato di Nizza dove giovedì sera - secondo un bilancio provvisorio - hanno perso la vita 84 persone e 202 sono rimaste ferite. Questa mattina sono state fermate cinque persone della "stretta cerchia" del killer Mohamed Lahouaiej-Bouhlel. Lo riferiscono fonti vicine alle indagini. L'ex moglie, fermata ieri, è ancora agli arresti.

Padre killer rivela: mio figlio in passato ha avuto problemi psichici
Mohamed Bouhlel, il killer della strage di Nizza, in passato ha sofferto di gravi problemi psichici. Lo rivela a Rtr il padre: "Ha passato dei periodi difficili, l'ho portato da uno psichiatra. Ha fatto dei trattamenti (mostrando documenti del 2004) e il medico ci disse che era affetto da una malattia grave". Ha aggiunto che il figlio a volte era "instabile, perfino violento". Ma i contatti tra il 31enne tunisino e il padre si erano rarefatti da quando si era trasferito in Francia. "Qualche telefonata di tanto in tanto. L'ultima volta che l'ho sentito è stato è la scorsa settimana, ha salutato tutti. Non abbiamo notato nulla di strano, sembrava normale", ha concluso.

Legale attentatore: niente faceva pensare a cellula radicale
L'avvocato Corentin Delobel, che aveva difeso l'attentatore di Nizza Mohamed Lahouaiej Bouhlel in un caso di delinquenza comune in cui era stato coinvolto in passato, ha detto che nulla lasciava presagire allora che il suo cliente avrebbe potuto commettere un attacco di questo tipo e che il suo assistito non aveva fatto alcuna particolare dichiarazione che potesse lasciare pensare che appartenesse a una cellula radicale islamica. "Era un individuo normale, senza niente di particolare, non più particolare di altri casi a cui prestiamo assistenza regolarmente io e i miei colleghi quando siamo chiamati d'ufficio", ha spiegato il legale all'emittente francese Bfmtv. 

Delobel aveva difeso Bouhlel nell'ambito di una disputa sul traffico avvenuta a gennaio e per la quale a marzo scorso l'uomo era stato condannato a sei mesi di carcere con pena sospesa. "In questo tipo di processi rapidi non si fanno esami psicologici. È stato analizzato da un investigatore che raccoglie elementi sulla sua situazione personale e non c'era nessuno per compiere una indagine psicologica o psichiatrica più profonda", ha aggiunto Delobel.

Il presidente francese presiede un nuovo vertice sulla sicurezza
Hollande, presiede stamane un nuovo consiglio "ristretto" con i responsabili di sicurezza e difesa per affrontare le conseguenze dell'attacco di giovedì a Nizza.Tra i partecipanti, il premier, Manuel Valls, e il titolare degli Esteri, Jean-Marc Ayrault. Al termine della riunione, il capo dello Stato riunirà sempre all'Eliseo tutti i ministri e segretari di Stato.

Entrambe le riunioni cadono nella prima delle tre giornate di lutto ufficiali decretato in Francia, e quando gli inquirenti proseguono le indagini per capire le motivazioni dell'attentato, opera di un cittadino tunisino del quale non si conoscevano i legami con il jihadismo. Nessun gruppo ha rivendicato l'attentato, ma le autorità francesi ritengono che il 'modus operandi' corrisponda alle indicazioni date da organizzaziono come l'Isis

Obama: appoggio alla Francia. Vinceremo contro il terrorismo
Barack Obama torna a garantire il suo appoggio alla Francia, colpita da un altro attacco terroristico mentre celebrava il 227esimo anniversario della Presa della Bastiglia. Il Presidente statunitense ha ribadito che gli Usa restano vicini al suo "alleato di più lunga data". "Saremo uniti", ha detto parlando dalla Casa Bianca, "mentre difendiamo le nostre nazioni dai terroristi".

Il Commander in chief è tornato a dire che la lotta contro l'Isis e i gruppi terroristi sarà vinta "rispettando lo stato di diritto e i nostri valori di pluralità, di libertà di parola e di riunione". Obama ha promesso la vittoria contro i terroristi, definiti "un affronto a tutta l'umanità". E usando toni simili a quelli della candidata democratica alle presidenziali Hillary Clinton  "non ci faremo intimidire" - ha detto con determinazione: "Non ci faremo scoraggiare" e "continuare a  lavorare insieme per distruggere il terrorismo". Gli Usa e le nazioni alleate intendono farlo "costruendo , anzichè distruggere, senza rinunciare alla diplomazia".