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ITALIA

Disperazione dei famigliari al verdetto

Strage Viareggio: prescritti gli omicidi colposi,appello Bis

Nuovo processo di appello per gli ex vertici di Fs Mauro Moretti e Rfi Michele Mario Elia ma con la sola accusa di disastro, senza quella di omicidio colposo. È questa la decisione della Suprema Corte

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Cadono le accuse di omicidio colposo per tutti gli imputati e processo di appello bis per tutti per la strage di Viareggio del giugno 2009. La Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza della Corte di appello di Firenze annullando il reato di omicidio colposo, perché è caduta l'aggravante del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, e rinviando a un nuovo processo d'appello per disastro ferroviario colposo, che in alcuni casi, come quello dell'ex ad di Fs, Mauro Moretti, e dell'ex ad di Rfi, Michele Mario Elia, verificherà la sussistenza di eventuali profili di colpa, mentre per altre posizioni dovrà rivalutare la pena. 

La Corte ha confermato anche le assoluzioni, stabilite in appello, dei due dirigenti Rfi, Giorgio Di Marco e Giovanni Costa. Moretti ed Elia, nel processo di secondo grado, erano stati condannati rispettivamente a 7 e 6 anni di reclusione. 

Nuovo processo di appello, anche per l'ex ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano, che era stato condannato a sei anni, e per Francesco Favo (all'epoca certificatore della sicurezza per Rfi), condannato a 4 anni.  Giudizio di secondo grado bis anche per gli allora vertici di Gatx Rail Austria, di Gatx Rail Germania e delle Officine Jugenthal, società incaricate della manutenzione dei carri cisterna, uno dei quali deragliò provocando l'esplosione del gpl.

La disperazione dei familiari al verdetto
Scene di disperazione fra i parenti delle vittime della strage di Viareggio, davanti al palazzo dalla Corte di cassazione a Roma. Molti di loro sono scoppiati in lacrime quando hanno ricevuto la notizia del verdetto che dichiara prescritti gli omicidi colposi per il disastro ferroviario nel quale persero la vita 32 persone nel giugno del 2009, a seguito dell'esclusione dell'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro. "Grande amarezza" per la decisione della Cassazione, ma "non e' finita qui". Lo dichiara Tiziano Nicoletti, avvocato di familiari delle vittime, lasciando piazza Cavour, sottolineando che "non è tutto da rifare, ma in gran parte sì. Vedremo le motivazioni, per noi la cosa piùè stato l'annullamento dell'aggravante sulla sicurezza sul lavoro".

Familiari vittime: viviamo lo stesso dolore del 2009
"L'esito del processo è disastroso". Così Marco Piagentini, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime del 29 giugno 2009 Marco Piagentini. "Di fatto l'omicidio colposo è prescritto per tutti, l'aggravante sull'incidente sul posto del lavoro non è stato riconosciuto - aggiunge Piagentini -. Moretti e Elia torneranno in corte d'appello a Firenze ma solo per rideterminare alcuni elementi della colpa", ha detto."Come si faccia ad escludere l'incidente sul lavoro quando è di fatto un incidente sul lavoro, è una cosa che non si spiega - ha aggiunto Piagentini in diretta streaming -. Siamo affranti, siamo rimasti senza parole. Abbiamo capito in questo paese a cosa può portare la prescrizione. Viene da chiedersi che senso hanno avuto 11 anni di avvocati, tecnici, giuristi: ci ritroviamo oggi qua a sentirci dire che tutto è prescritto. Questa è l'amara conseguenza di quello che è avvenuto. E' mancato il coraggio di confermare le sentenze. Oggi stiamo vivendo lo stesso dolore che abbiamo vissuto il 29 giugno 2009".

Il legale di Moretti: rimesse a posto molte cose
"E' una sentenza che ha colpito in modo radicale il giudizio d'appello. La Cassazione ha rimesso molte cose a posto". Questo il commento di Franco Coppi, legale di Mauro Moretti, ex ad di Fs, dopo la pronuncia della Cassazione.

La notte della tragedia
Alle 23,48 del 29 giugno 2009 un treno merci partito da Trecate, in Piemonte, e diretto a Gricignano, in Campania, deraglia poco dopo aver superato la stazione ferroviaria di Viareggio. Una delle cisterne che trasportano Gpl si rovescia su un fianco e da un grosso foro fuoriesce gas. Pochi minuti più tardi, una violentissima esplosione: la zona della città più colpita è quella di via Ponchielli, quasi completamente rasa al suolo. Pesante il bilancio delle vittime, 32 in tutto, molte delle quali decedute nei giorni successivi a causa delle ustioni riportate.

Le indagini
La procura di Lucca apre un'inchiesta per verificare le cause del deragliamento e accertare eventuali responsabilità. Quattro anni dopo, nel luglio 2013, il gup di Lucca, Alessandro Dal Torrione, rinvia a giudizio 33 imputati, persone fisiche e giuridiche. Tra questi, Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Fs e Rfi, Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia.     

Il processo di primo grado a Lucca
Il processo si apre nel novembre 2013 nel polo fieristico di Lucca trasformato per l'occasione in aula di tribunale. I capi di imputazione più gravi sono quelli di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e violazione delle normative sulla sicurezza. Dopo tre anni di udienze, nel settembre 2016 dai pm giungono le richieste di condanna: 16 anni di reclusione per Mauro Moretti, 15 anni per Elia. Per quanto riguarda le società coinvolte, i pm chiedono ingenti risarcimenti a carico di Ferrovie dello Stato, Trenitalia, Fs logistica, Gatx Rail Austria (società titolare del carro che deragliò e prese fuoco) e delle officine Jugenthal di Hannover (dove fu fatta la manutenzione dell'asse del vagone). Il 31 gennaio 2017 la sentenza di primo grado: oltre venti su 33 gli imputati che vengono condannati. Sette anni a Moretti, 7 anni e mezzo a Elia e a Soprano. Condanne anche per i dirigenti delle societa' austriache e tedesche coinvolte nel procedimento.

L'appello a Firenze
Quasi due anni dopo, il 13 novembre 2018, inizia il processo d'appello a Firenze, sul quale incombe lo 'spettro' della prescrizione: l'11 febbraio 2019 l'accusa conclude la sua requisitoria, chiedendo una condanna a 15 anni e 6 mesi per Moretti - il quale annuncia di rinunciare alla prescrizione -, a 14 anni e mezzo per Elia e a 7 anni e mezzo per Soprano. Chiesta anche la condanna delle società straniere, seppur con una revisione delle pene legata ad alcuni reati prescritti. Il 20 giugno, la Corte d'appello di Firenze emette la sua sentenza: confermata la condanna a 7 anni inflitta in primo grado a Moretti, 6 anni a Elia e Soprano, condanne per gli imputati stranieri, assoluzione per alcuni dirigenti Rfi.   

La parola alla cassazione 
Il 2 dicembre 2020, in piena emergenza Covid, il processo sulla strage di Viareggio arriva al vaglio della Cassazione: udienze a porte chiuse, proprio per assicurare il rispetto delle misure attuate per far fronte alla pandemia, familiari in collegamento da Viareggio con i propri avvocati per avere notizie in tempo reale su quanto avviene al 'Palazzaccio'. Il sostituto pg Pasquale Fimiani, al termine della sua requisitoria, chiede un nuovo processo per Moretti e altri 3 imputati (Francesco Favo, ex responsabile certificazioni sicurezza Rfi, condannato in appello a 4 anni; gli ex dirigenti Rfi Giovanni Costa e Giorgio De Marco, assolti in appello) sollecitando l'annullamento con rinvio della sentenza di secondo grado per queste sole 4 posizioni. Per quanto riguarda gli altri ricorsi, invece, il pg ne chiede il rigetto, e, dunque, la conferma delle condanne.