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EUROPA

Strappo M5S-Dem sul Mes all'Europarlamento

Recovery Fund, la task force annunciata dal premier non convince gli alleati

Conte "accerchiato" su fondi europei. Il Pd chiede una bicamerale

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E' ormai "ufficiale" l'accerchiamento al premier Giuseppe Conte per la gestione delle risorse europee. Il pressing dei partiti, dal Pd a FI, cresce di ora in ora e sembra convergere sulla necessità di istituire una Commissione bicamerale per il Recovery Fund. Sul fondo, tra l'altro, la spaccatura che potrebbe registrarsi in Parlamento vede una plastica anticipazione a Strasburgo, in occasione del voto su un emendamento sull'uso del fondo Mes: il M5S vota "no", assieme a Lega e Fdi. Pd, Iv e FI votano favorevole. 

In queste ore, in realtà, Conte si sta muovendo su un doppio binario. Quello del Recovery Plan, che sarà presentato solo dopo la pausa estiva. E quello del decreto agosto che prevede uno scostamento di 25 miliardi, sul quale il 29 luglio Camera e Senato si esprimeranno. Proprio a Palazzo Madama, la maggioranza assoluta necessaria per il sì al nuovo extra-deficit è tutt'altro che scontata. Nei corridoi parlamentari, in realtà, non tira aria di ribaltone ma i numeri sono stretti. Pd, M5S, Leu e Iv necessitano dell'aiuto di una parte dei componenti del Misto e dei senatori a vita. E non è detto che basti. Per questo, "silenziosamente", il governo cerca il placet anche di FI, l'opposizione "dialogante" più volte citata da Conte. Ma gli azzurri, per ora, alzano la posta. "Il nostro soccorso non è scontato, servono garanzie su come e dove verrà speso l'ulteriore debito", sottolinea la capogruppo a Palazzo Madama Anna Maria Bernini. Ancor più lontano il sì di Lega e Fdi. "O proposte nero su bianco o non voteremo lo scostamento", avverte la leader di Fdi Giorgia Meloni. "Lo voteremo solo se saranno accolte le nostre proposte", alza l'asticella Matteo Salvini. 

Ma all'indomani del successo italiano a Bruxelles è un po' tutto l'arco parlamentare a ribollire. La task force annunciata da Conte continua a non convincere gli alleati. Di fatto il tema non è stato ancora ufficialmente messo sul tavolo del governo mentre il gruppo Pd, oggi, passa all'attacco presentando una mozione in Senato per l'istituzione di una commissione Bicamerale sul Recovery, posizione sulla quale Dem, renziani e Fi sono pienamente allineati. La proposta, nel M5S, viene accolta nel silenzio. "L'ipotesi è che del Recovery Plan se ne occupi la task force, con il coinvolgimento e il voto poi del Parlamento", spiega una fonte di governo pentastellata. Ma il pressing dei gruppi è destinato a crescere, con effetti ignoti sulla stabilità di governo. 

Il Movimento 5 Stelle, con il passare delle ore, sembra compattarsi sulla trincea anti-Mes. Eppure, oggi è il ministro della Sanità Roberto Speranza a portare a galla l'opportunità del sì al fondo. "Per la sanità sono necessari almeno 20 miliardi. Va bene anche il Mes o qualunque altro strumento, l'importante è avere risorse", spiega il capo delegazione Leu. A rispondergli, seppur indirettamente, è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mario Turco. "Abbiamo risorse già stanziate sulla Sanità, e abbiamo necessità di spenderle. Un ulteriore indebitamento è superfluo", sottolinea svelando la prudenza di Palazzo Chigi sull'attivazione del fondo. Ma sul Mes, ormai, sembra che Conte sia chiamato a decidere prima della pausa estiva, per evitare quella spaccatura Pd-M5S che oggi già l'Europarlamento ha registrato.