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ITALIA

Tragedia in Salento. Lo studente aveva 19 anni, lo attendeva un viaggio-premio

Salento, muore in discoteca dopo aver bevuto un drink

La Movida salentina, folle di giovani e tante polemiche.  Sindaco di Gallipoli: "Colpa delle famiglie". I gestori dei locali: "Il problema è il disagio sociale"

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Lorenzo Toma
Pochi sorsi dati alla bevanda contenuta in una bottiglietta mentre ballava vicino alla consolle e poi improvviso il malore che di lì a poco risulterà fatale. E' morto così Lorenzo Toma, 19 anni non ancora compiuti, leccese fresco di maturità. E' morto in una delle discoteche più gettonate del Salento, il 'Guendalina' di Santa Cesarea Terme, ritrovo durante l'estate di migliaia di giovanissimi.
   
Lo studente era arrivato in compagnia di tre amici per trascorrere il sabato sera in una serata-evento denominata 'Techno Experience'. La telefonata di richiesta di soccorso è arrivata alla centrale del 118 alle 6.40, quando la 'serata' è ancora in pieno svolgimento. Al telefono si fa riferimento ad un giovane in preda ad un malore ma vigile. L'ambulanza partita da Poggiardo (Lecce) arriva dopo 10 minuti. Poco dopo una seconda telefonata segnala che il ragazzo è in arresto cardiaco. Questa
volta da Scorrano (Lecce) parte un mezzo con medico a bordo che arriva sul posto verso le 7, minuto più minuto meno. Il giovane viene trovato riverso per terra all'interno del locale e si sposta il corpo nella piazzola esterna dove i sanitari cercano
in ogni modo di rianimarlo. Le manovre praticate durano oltre un'ora fino a quando, alle 8, arriva il decesso per arresto cardiocircolatorio.
   
Ai soccorritori la ragazza che era con lui dirà di averlo visto crollare per terra pochi istanti dopo aver bevuto una bevanda. Versione confermata anche ai carabinieri che poche ore prima, nell'ennesimo servizio antidroga, avevano arrestato all'interno della discoteca due pusher: un giovane di 21 anni della provincia di Bari, con precedenti specifici, sorpreso in flagrante mentre spacciava e trovato in possesso di cinque
involucri contenenti stupefacente 2,5 grammi di 'mdma', comunemente chiamata ecstasy, cinque involucri contenenti 1,5 grammi di cocaina e una decina di grammi di hascisc, e un 24enne della provincia di Brindisi, bloccato mentre cedeva cocaina ad
un giovane, anche lui in possesso di una dose di 'coca' e una dose di ecstasy. Per gli inquirenti al momento gli arresti e la tragedia di Lorenzo non sarebbero in relazione.
   
Il magistrato inquirente Stefania Mininni, della Procura di Lecce, ha disposto l'esame autoptico, fondamentale per capire le cause della morte del giovane studente: se cioè questa sia stata provocata dall'ingestione di qualche sostanza stupefacente
oppure sia dovuta a cause naturali quanto impreviste e se in qualche modo possa aver contribuito un piccolo problema cardiaco di cui sembra il giovane soffrisse, senza comunque particolari impedimenti, sin da piccolo. Tra pochi giorni Lorenzo sarebbe dovuto partire col padre Vincenzo per un viaggio in Spagna; un premio per la maturità appena conseguita allo Scientifico.

Questa sera la discoteca resterà chiusa. In cartellone non erano previste serate. La prossima è fissata per il 12 agosto con il Cocoricò night, in gemellaggio con la nota discoteca di Riccione.

Il commento più duro è arrivato dal sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, che guida una delle capitali della 'movida' salentina. "Se le famiglie esercitassero un po' più di controllo sui figli - ha scritto su Twitter - non morirebbe un 18enne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare". In molti puntano il dito sul disagio sociale in cui vivono i giovani, e c'è chi chiede un giro di vite sino a prospettare l'utilizzo di cani antidroga agli ingressi delle discoteche.
 
La morte di Lorenzo trascina rabbia, rimpianti e polemiche sul significato della 'movida' salentina. Era accaduto anche pochi giorni fa per la morte di un ragazzo sedicenne al Cocoricò di Riccione. La replica al sindaco non si è fatta attendere. "La
dichiarazione è di una tale mediocrità e volgarità oltre che lesiva del dolore di coloro che piangono i loro figli da non meritare alcuna risposta" ha detto l'avvocato Roberto Bianchi, legale della famiglia di Lamberto Lucaccioni, il ragazzo morto
dopo una serata a Cocoricò.
   
"E' stato un fulmine a ciel sereno - ha commentato Maurizio Pasca, salentino e presidente nazionale del Silb (Sindacato locali da ballo) - ho incontrato il ministro dell'Interno Angelino Alfano martedì scorso per discutere di questi problemi che non sono riconducibili alle discoteche. C'è un disagio sociale diffuso e i primi a pagarne conseguenze sono i contenitori come le discoteche, che dovrebbero essere gioia di
vita".