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POLITICA

Consegnata analisi costi-benefici

Tav e Venezuela sul tavolo del vertice a Palazzo Chigi

Sul clima dell'incontro l'ombra delle tensioni nel governo dopo i risultati del voto in Abruzzo. Torino-Lione, i 5 Stelle sarebbero decisi per il no. Salvini: non ho ancora letto il dossier. Assente Di Maio, che delega Fraccaro

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I dossier internazionali e la Tav Torinio-Lione sono stati al centro del vertice che si è tenuto a Palazzo Chigi: dal Venezuela, alle tensioni con la Francia, si è fatto il punto a poche ore dall'intervento del ministro Enzo Moavero Milanesi alle Camere e del discorso a Strasburgo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

Alla riunione hanno partecipato il premier Conte, il vicepremier Matteo Salvini, i ministri Moavero e Riccardo Fraccaro, e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Assente invece il vicepremier 5 Stelle Luigi Di Maio, che ha delegato Fraccaro.  

Tav, Salvini: non ho ancora letto il dossier
"Non ho ancora letto il dossier". Così il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, arrivando a Palazzo Chigi, ha risposto ai cronisti che chiedevano se avesse già letto l'analisi costi-benefici sulla Tav. 

Pesa il voto in Abruzzo
Sul clima dell'incontro l'ombra delle tensioni nel governo dopo i risultati del voto in Abruzzo. Il vertice è l'occasione - spiegano da M5s e Lega - per chiarirsi e decidere come andare avanti su tanti temi. 

Le divergenze sulla crisi in Venezuela
In cima all'agenda la politica estera, sia perché nel pomeriggio Conte parlerà a Strasburgo, sia per la necessità di raggiungere una posizione comune in Parlamento sul Venezuela: dopo la relazione di Moavero dovrebbe essere messa ai voti una mozione di maggioranza su cui però manca il sigillo politico e l'intesa finale tra M5s e Lega. 

Il duello sulla Tav
La settimana però è decisiva anche per altri temi delicati: dagli emendamenti al 'decretone', all'intesa sull'autonomia regionale (prevista in Cdm venerdì, potrebbe slittare), fino alla Tav. Ieri sera Danilo Toninelli ha consegnato a Palazzo Chigi l'analisi sui costi-benefici dell'opera ma è sul terreno politico che si cerca un accordo: Di Maio vorrebbe prendere subito una posizione per il no, mentre Salvini - rafforzato dal voto in Abruzzo - preme per il sì e alla fine la soluzione potrebbe essere un rinvio a dopo le europee.