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ITALIA

Il sisma in Italia centrale

La nuova vita in albergo di chi ha perso tutto nel terremoto. Le scuole? "Riapriranno senza ritardi"

Mentre continuano le scosse di assestamento, nei paesi colpiti dal sisma ci si attrezza per la ripresa delle attività. A cominciare dalla scuola

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Ancora lievi scosse nella notte nelle zone terremotate. Dopo la mezzanotte sono state 5 le scosse registrate dall'Ingv, comprese tra magnitudo 2 e 2.4. In particolare, alle ore 6.19 di questa mattina una scossa di magnitudo 2.4 è stata registrata in provincia di Macerata, con epicentro a 12 km da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), mentre un'altra scossa di magnitudo 2.4 è stata rilevata dall'Ingv alle 6.20 nel reatino e i comuni piu' vicini all'epicentro sono stati Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto.    

I primi sfollati di Accumoli a San Benedetto del Tronto
Arrivano alla spicciolata, con mezzi propri, per iniziare una fase della loro vita lontano dai loro paesi terremotati. Sono gli sfollati di Accumoli (Rieti) e di Spelonga di Arquata del Tronto, che man mano raggiungono San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) per prendere posto negli hotel che hanno dato la disponibilita' ad ospitarli, rispondendo al bando del Comune rivierasco. Staranno qui fino alla posa delle prime casette di legno.    Ad accoglierli c'e' il sindaco sambenedettese Pasqualino Piunti, che, in contatto con il collega di Accumoli Stefano Petrucci e la Protezione civile, coordina un maxi trasloco che nei prossimi giorni portera' complessivamente 250 cittadini della provincia di Rieti sul litorale ascolano.



Per gli sfollati non c'e' solo l'accoglienza in albergo, ma anche uffici comunali che verranno allestiti presso una scuola, una ludoteca e una sede per la banda di Accumoli e le altre associazioni che ne faranno richiesta. "Vogliamo tenere coeso il tessuto sociale di Accumoli e tutto quello che facciamo va in questo senso" sottolinea Piunti. Da una settimana all'Hotel Excelsior vive gia' Bruno. Ha 58 anni ed e' arrivato da Spelonga insieme ai genitori anziani. La sua famiglia, moglie e figli, si e' salvata perche' al momento del crollo della loro casa, il 24 agosto, era in Romania. Bruno ha perso l'abitazione ma la sede della ditta edile per cui lavora ha retto. "Qui ci stanno trattando con i guanti bianchi, ma speriamo di tornare presto a casa - spiega -. Per chi viene dalla montagna non e' facile abituarsi alla citta'".    Da Accumoli in serata arrivano nove famiglie, ciascuna con la propria auto o minivan. Il grosso e' atteso nei prossimi giorni. La priorita' va ai bambini, come ha deciso il sindaco Petrucci. Per ora sono dieci, hanno tutti meno di 16 anni, il piu' piccolo ne ha 13. "Speriamo che il tempo migliori, almeno potranno godersi un po' il mare dopo tanta sofferenza per il terremoto" osserva un cameriere dell'hotel. "L'obiettivo e' non sradicarli dal loro contesto di vita ma accompagnarli nel percorso di riorganizzazione del post terremoto" aggiunge Lorenzo Alessandrini, un operatore della Protezione civile. Gli sfollati alloggiano in camere singole, doppie, quadruple. Hanno colazione, pranzo e cena, merenda pomeridiana per i minori, pasti differenziati per particolari esigenze, la lavanderia e stireria, la tv. I titolari degli hotel riceveranno giornalmente dai 25 euro (pernottamento e prima colazione) ai 40 euro (pensione completa) per ogni sfollato ospitato (il 50% per i minori), soldi stanziati dal Governo. Per i terremotati che lavorano fuori sono a disposizione bus navetta 24 ore su 24.     Davanti all'Hotel Relax si ferma una vettura. Scende una giovane coppia di Accumoli e punta dritta alla reception per le formalita' di ingresso. A seguire altri terremotati. Spuntano telecamere, giornalisti, ma pochi hanno voglia di parlare. Si percepisce benissimo il senso di incertezza per il futuro immediato e il bisogno di recuperare un minimo di serenita'. Il mare, dicono i vecchi pescatori di San Benedetto, "in questo puo' fare miracoli". Se solo smettesse di piovere.

La scuola inizia senza ritardi
 Ad Amatrice il 13 settembre suonera' la campanella, come nel resto del Lazio. I ragazzi prenderanno posto non in una tenda ma nella nuova scuola, tirata su a tempo di record dalla Protezione Civile di Trento. "Hanno posizionato i moduli, sono in grado di finerla, forse mancheranno le rifiniture", spiega Maria Rita Pitoni, neodirigente di Amatrice. "Tempo permettendo", precisa Giovanna Boda, dirigente generale della direzione studente del Miur, che dal 1° settembre si e' trasferita nelle zone colpite dal terremoto: "facciamo un passo alla volta, l'ultima cosa di cui c'e' bisogno qui sono le false speranze". Di fatto pero' il 13 settembre in Lazio e il 15 nelle Marche la scuola ricomincia, non ci sono proroghe. Si comincia dove si puo', ma ovunque e comunque. Mentre terminano di montare i moduli, in alcuni casi le lezioni verranno fatte nelle tensostrutture, tante scuole si sono offerte di accogliere provvisoriamente gli studenti, anche solo per una settimana, ad esempio l'alberghiero di Amatrice potrebbe essere ospite dell'Istituto industriale di Rieti .
"Stiamo valutando, insieme ai dirigenti e alle famiglie", spiega la dirigente Boda. E per andare a scuola, "ogni alunno dall'infanzia alle medie avra' un kit donato dal Miur con libri, quaderni, tutto cio' che serve", aggiunge Patrizia Palanca, la dirigente di Arquata del Tronto. La scuola nelle zone colpite dal terremoto partira' dunque nei tempi previsti, e' certo. Il terremoto non togliera' ai bambini e ai ragazzi anche questo diritto e questo pezzo di vita.

Nel versante marchigiano gia' da lunedi' lo scuolabus ha ripreso ad arrampicarsi per le 54 frazioni di Acquasanta e le 34 di Arquata,