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FIFA 2014

Terremoto ai vertici del calcio italiano. Dimissioni irrevocabili per Prandelli e Abete

La brutta sconfitta contro l'Uruguay non lascia spazio a scuse. "Ci siamo sentiti aggrediti", dice il ct togliendosi un sassolino dalla scarpa: ''Non voglio sentir dire che rubo''. Convocato consiglio federale per venerdì o lunedì, annuncia Abete

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di Nicola Iannello
Terremoto ai vertici del calcio italiano. Si dimettono sia il ct Cesare Prandelli sia il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. L’eliminazione della Nazionale al primo turno dei Mondiali brasiliani provoca un’assunzione di responsabilità da parte di entrambi. 
Prandelli scandisce in conferenza stampa: "Il progetto tecnico è di mia responsabilità, rassegno le mie dimissioni. Quando un progetto tecnico fallisce, è giusto prendersi le responsabilità". Poi il ct si toglie un sassolino dalla scarpa: "Ci siamo sentiti aggrediti, non ho mai rubato i soldi. Non voglio sentirmi dire che rubo i soldi ai contribuenti", dice Prandelli riferendosi al clima che avrebbe accompagnato la Nazionale verso i Mondiali. Il ct ha firmato il nuovo contratto, valido fino al 2016, prima della spedizione in Brasile.

Abete convoca consiglio federale tra venerdì e lunedì prossimi
Accanto a lui, Abete prende atto della decisione del commissario tecnico: "Il ct Prandelli ha rassegnato le dimissioni, io convocherò un Consiglio federale tra venerdì e lunedì. Spero che Cesare ritiri le dimissioni, penso che al di là del risultato che amareggia tutti, sia stato fatto il possibile all'interno dei livelli di competitività del nostro calcio. Il secondo posto agli Europei e alla Confederations, le brillanti qualificazioni non vanno sottovalutate alla luce del risultato di oggi", dice il numero uno del calcio italiano, prima di soffermarsi sulla propria posizione. "Io andrò in consiglio federale presentando le mie dimissioni irrevocabili. Avevo già preso questa decisione prima dei Mondiali, a prescindere dal risultato. Lo faccio con grande serenità, continuerò a fare politica sportiva”.