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ITALIA

Il sisma in Italia centrale

Continuano le scosse di terremoto. Frana sulla Via Salaria, riaperto il traffico tra Rieti e Ascoli

Nella notte ci sono stati altri piccoli crolli e per molte ore è stata difficile la viabilità tra Ascoli Piceno e Rieti

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La terra continua a tremare in tutta l'area dell'Italia centrale colpita dal devastante terremoto del 24 agosto.

L'ultima scossa più forte è stata di magnitudo 3.4, registrata dai sismografi alle 7.08 in provincia di Ascoli Piceno. La scossa, che ha avuto epicentro fra Arquata del Tronto e Norcia, e' stato localizzata dalla sala sismica dell'Ingv-Roma ad una profondita' di 10 chilometri. Dopo un'ora, all 8.02 si e' verificata nella stessa area una seconda scossa, questa volta di magnitudo 2.1 e sempre ad una profondita' di 10 chilometri. Sull'area insiste anche un'area depressionaria che sta portando condizioni di maltempo.

Riaperta la Salaria, interrotta da una frana
E' stata riaperta in tarda mattina la Via Salaria, interessata da una frana la notte scorsa,  al km 159, fra il comune di Acquasanta terme e la frazione di Quintodecimo. Nella notte ci sono stati altri piccoli crolli, e la transitabilita' e' stata critica per tutta la mattinata, con deviazioni a tratti e conseguenti lunghe code lungo tutto il percorso. Vigili del fuoco, operai e tecnici sono intervenuti insieme alla Protezione civile e hanno ripristinato il traffico.




Renzi, piano 10 anni, spendere bene,no battaglie 
 Sara' un lavoro di anni e serve la collaborazione di tutti "senza che su questo si giochi alcuna battaglia politica". Lo ha detto ieri il premier Matteo Renzi che, a due settimane dalle prime scosse che hanno stravolto l'Italia centrale, ha convocato le parti a Palazzo Chigi per cominciare a ragionare di ricostruzione, di prevenzione, di riqualificazione degli edifici.

Un lavoro che andra' avanti "almeno per un decennio", dice il presidente del Consiglio. Sono invece i professionisti a stimare che un'operazione del genere, quella complessiva che si vuole fare con 'Casa Italia', potra' costare dai 100 ai 300 miliardi di euro.

Renzi pero', ospite di 'Porta a Porta' precisa: "Il problema non sono i soldi: ci sono, bisogna spenderli bene ed evitare che la gente ci mangi sopra, che siano fatti interventi a capocchia. Non ho detto cifre, non iniziero' a farlo adesso".

Vertice su Casa Italia. Tecnici stimano costi 100-300 mld
E poi l'appello affinche' sia un "percorso bipartisan": "litighiamo su tutto, sulla legge elettorale o altro, ma non su Casa Italia".    Una decina d'anni il piano complessivo mentre la ricostruzione delle zone interessate potrebbe essere realizzata "in 3-4 anni", calcola il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.  

 Il premier, che ha anche incontrato il Commissario alla ricostruzione Vasco Errani, ha poi sottolineato che la questione dell'assicurazione obbligatoria sulle abitazioni per i terremoti "nel breve termine non e' all'ordine del giorno". Una ipotesi, questa, che ciclicamente viene discussa e anche portata in Parlamento ma che non ha mai riscosso consensi.    Regioni, imprenditori, sindacati, associazioni, tecnici del settore: tutti sono stati chiamati dal governo per questo primo confronto, al quale ha partecipato anche il possibile futuro coordinatore del progetto Casa Italia, il rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone. La ricostruzione post terremoto e' "una scommessa infrastrutturale" che deve tenere "insieme interventi sulle scuole, bonifiche, banda larga, dissesto idrogeologico, periferie, impianti sportivi, tutto articolato insieme per un progetto complessivo che abbia linee guida chiare e una regia di insieme", ha sottolineato Renzi. "Casa Italia - ha aggiunto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti - vuole essere una strategia complessiva per il nostro Paese".    Sono quattro i tipi di azione fondamentali in cui si articolera' il progetto. Per Giovanni Azzone la prima linea di azione prevede la "messa a regime delle informazioni sul Paese", anche attraverso l'uso di 'big data' che le rendano disponibili ai cittadini. La seconda e' l'indicazione di "linee guida di intervento preventivo", con il coordinamento del gruppo di lavoro del senatore e architetto Renzo Piano. La terza riguarda finanziamenti e procedure. La quarta e' la formazione, con la Scuola nazionale di amministrazione a fare da 'soggetto pilota'.    Positiva la reazione delle parti: dall'Anci, con Piero Fassino che parla di "salto di qualita'" nel confronto, all' Unione delle Province che vede in questo la possibilita' di parlare di "sistema-paese", fino alle Regioni che chiedono pero' precise "linee guida". Del piano Casa Italia "abbiamo apprezzato l'approccio, il metodo e anche il sottolineare che siamo capaci in momenti di emergenza di esprimere il meglio del paese", ha commentato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia; e di "incontro positivo" hanno parlato anche Cgil, Cisl e Uil.    

Intanto nelle tendopoli la vita e' diventata ancora piu' difficile non solo a causa delle scosse, che non accennano a terminare, ma anche dal maltempo. Le persone assistite dalla Protezione Civile sono attualmente 4.637 ma gli sfollati molti di piu'. Sole nelle Marche se ne contano 5.292.   

Ecco come saranno le case degli sfollati: acciaio e poliuretano, 7 mesi chiavi in mano
Migliaia di sfollati aspettano un tetto. Tra poco farà freddo ad Amatrice e negli altri paesi colpiti dal sisma del 24 agosto 2016. Per questo si continuano a studiare soluzioni abitative provvisorie, come quelle diffuse dal Consorzio Nazionale Servizi di Roma (Cns). Si tratta di strutture realizzate in acciaio e poliuretano. Tempi di attesa? 7 mesi chiavi in mano.  Nel frattempo, alla tendopoli di Accumoli sono già stati allestiti due sportelli mobili del comune dove i cittadini possono fare domanda per essere ospitati negli alberghi di San Benedetto del Tronto o per chiedere di fruire del contributo per chi decide di organizzarsi con sistemazione autonoma. Stando agli ultimi numeri diffusi dalla protezione civile gli sfollati sarebbero 2688, di cui 995 nel Lazio, 938 nelle Marche e 755 in Umbria. Sfollati nelle Marche: 2076 persone dislocate nelle 11 tendopoli, ma gli sfollati sarebbero 5292. "Negli 11 campi allestiti nelle Marche per accogliere gli sfollati delle zone terremotate dopo il violento sisma, sono ospitate attualmente 2076 persone. Complessivamente sono state installate 294 tende che possono accogliere fino a 3.338 posti letto. Ad oggi, nelle tendopoli marchigiane dove operano 619 volontari (118 provenienti da altre regioni) sono stati preparati 2495 pasti. Gli sfollati del post-sisma nelle Marche sono 5292", ha ribadito durante il consiglio regionale l'Assessore alla Protezione civile Angelo Sciapichetti.   



L'Appennino si è "allargato" di 3-4 centimetri
Quanto alle conseguenze geofisiche, si e' appreso che il terremoto ha provocato 'l'allargamento' dell'Appennino di circa 3-4 centimetri tra il Tirreno e l'Adriatico: e' quanto mostrano i dati delle stazioni Gps che hanno misurato lo spostamento del suolo causato dal sisma.    

L'ultimo saluto alla piccola Marisol
Ieri ultimo saluto ad Ascoli Piceno alla piccola Marisol Piermarini, la bambina di 18 mesi morta sotto le macerie, mentre i genitori sono rimasti feriti. La bara della piccola e' stata portata ai funerali dai vigili del fuoco, fra i gonfaloni dei sei sestieri listati a lutto. Tanta la gente che ha voluto essere presente alla cerimonia.