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MONDO

Colpita la zona costiera

Terremoto in Ecuador. Il bilancio dei morti sale a oltre 240

Tantissimi sotto le macerie. Oltre 2500 feriti. Governo invia 10.000 soldati nella zona colpita. A Portoviejo crolla muro carcere, evadono detenuti. Il Papa ha esortato alla preghiera per quanto accaduto in Ecuador e Giappone. Renzi: "Protezione civile pronta a aiuti". Ue 'mobilita' macchina soccorsi. Da Caritas Italia 100mila euro alle vittime.

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Si è ulteriormente aggravato il bilancio provvisorio del devastante terremoto di magnitudo 7,8 che ha colpito la costa dell'Ecuador: i morti sono 246 e 2.527 i feriti. Lo ha riferito il vicepresidente Jorge Glas.  

Il presidente Rafael Correa ha seguito l'evolversi della situazione in Ecuador dal Vaticano, dove venerdì ha preso parte ad una conferenza della Pontificia Accademia delle Scienze sociali sull'enciclica "Centesimus Annus" di Giovanni Paolo II. "Forza paese! Abbiamo avuto un forte terremoto", ha sottolineato Correa in uno dei tweet inviati dopo aver saputo della scossa. "Le autorità sono nei posti di controllo, stanno valutando i danni e intervenendo. Sto seguendo la situazione", ha sottolineato in un altro messaggio il presidente, precisando che rientrerà a Quito quanto prima.

Diverse persone sarebbero intrappolate sotto le macerie a Pedernales, la città di 40mila abitanti vicina all'epicentro del terremoto. Lo riferisce il sindaco, Gabriel Alcivar. Il forte sisma ha raso al suolo decine di palazzi nella città, intrappolando i residenti, ha spiegato il sindaco. "Stiamo facendo il possibile, ma non c'è quasi nulla che possiamo fare", ha detto Alcivar il quale ha lanciato un appello alle autorità per l'invio di escavatrici e di squadre di soccorso nel tentativo di salvare gli intrappolati tra le macerie.


Il sisma, di magnitudo 7,8, ha colpito la zona costiera centrale dell'Ecuador, a circa 170 chilometri dalla capitale Quito. Il servizio geologico degli Stati Uniti ha comunicato che il terremoto ha avuto il suo epicentro 27 chilometri a sud-est di Muisne, in una zona turistica di porti di pesca, a una profondita' di 19 chilometri. A Quito il sisma e' stato
sentito per circa 40 secondi e le persone hanno lasciato le case in preda al panico per scendere in strada.

L'Ecuador ha dispiegato, per far fronte all'emergenza del terremoto 14mila elementi della Forza pubblica tra cui 10mila militari. Secondo quanto riportato dal ministro del Turismo, Fernando Alvarato, e' stata messa anche a disposizione il 100% della flotta aeronautica del Paese che stanno portando medicine e forze di polizia nelle zone affette dal sisma.
   
Tra le citta' piu' colpite del Paese Guayaquil dove almeno una decina di immobili hanno subito danni strutturali tra cui l'Hotel Oro Verde, collocato nel centro della citta'. A nord della citta' e' crollato un ponte. La capitale Quito e' stata invece relativamente risparmiata, ma alcuni quartieri sono rimasti senza elettricita'. Nelle strade della capitale, ma anche in citta' a centinaia di chilometri di distanza dall'epicentro, centinaia di persone sono fuggite in strada.

Crolla muro carcere, evadono detenuti
Un alto numero di detenuti è evaso da una prigione nell'ovest dell'Ecuador dopo il crollo di un muro in seguito al terremoto che ha colpito il Paese. Lo riferisce il ministro dell'Interno, José Serrano, citato dai media locali. I detenuti sono evasi dalla prigione di El Rodeo, nella città di Portoviejo che si trova a sud dell'epicentro del sisma. Il numero esatto dei prigionieri fuggiti non è noto, ma secondo i media locali, che citano la polizia, gli evasi sarebbero 130. La polizia sta ora dando loro la caccia.
   
Papa prega per Ecuador e Giappone
"Questa notte - ha ricordato il Papa dopo la preghiera del Regina Coeli - un violento terremoto ha colpito l'Ecuador, causando numerose vittime e ingenti danni. Preghiamo - ha esortato - per quelle popolazioni; e anche per quelle del Giappone, dove pure ci sono stati alcuni terremoti in questi giorni. L'aiuto di Dio e dei fratelli dia loro forza e sostegno". 

Da Caritas Italia 100mila euro a vittime
Un primo contributo di 100 mila euro è stato stanziato da Caritas Italiane per le popolazioni colpite dal terremoto. Anche Caritas Ecuador si è già attivata e in coordinamento con Mons. Heras, presidente della Pastorale Sociale, sta cercando di "monitorare la situazione e mettere a punto un piano di aiuti immediati. A causa delle piogge, molte strade sono inagibili ed è difficile raggiungere le zone colpite".
   
Caritas Italiana - che già da diversi anni collabora con Caritas Ecuador con il sostegno alle attività istituzionali e la realizzazione di micro progetti di sviluppo in tutte le diocesi del paese - ha subito espresso tramite Caritas Ecuador solidarietà e vicinanza alle comunità colpite. "Mentre ci accingiamo ad iniziare insieme a tutte le Caritas diocesane il nostro 38ø Convegno nazionale sul tema della misericordia - ha detto don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana - apprendiamo di questo violento terremoto che ha colpito l'Ecuador. Sentendoci pienamente parte dell'unica famiglia umana, assicuriamo vicinanza nella preghiera e come segno concreto mettiamo a disposizione di Caritas Ecuador un primo contributo di centomila euro per gli interventi di urgenza".
   
La provincia di Esmeraldas e gli altipiani andini della vicina provincia Imbambura sono tra le regioni più sismiche dell'Ecuador. Per ridurre la vulnerabilità della popolazione in caso di catastrofi naturali, la Caritas aveva avviato negli ultimi anni, progetti di preparazione alle emergenze, attività di prevenzione e piani di evacuazione che sono stati presentati anche nelle scuole. Più del 20% della popolazione dell'Ecuador vive al di sotto della soglia di povertà, l'undici per cento è considerato malnutrito.

Ue mobilita 'macchina' soccorsi. Renzi: "Noi pronti ad aiuti"
"La nostra protezione civile a disposizione per aiutare l'Ecuador e il suo popolo" scrive il premier Matteo Renzi in un tweet sottolineando che il Dipartimento "è già in contatto con Bruxelles".

"Su richiesta dell'Onu, l'Ue ha attivato il sistema di protezione civile europeo per fornire tutto l'aiuto possibile all'Ecuador. I Paesi che partecipano al sistema stanno valutando quale tipo di sostegno e assistenza mettere a disposizione". E' quanto si legge in una nota congiunta dell'Alto rappresentante Ue Federica Mogherini e del commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi Christos Stylianides, i quali hanno espresso tutta la solidarietà dell'Europa alle autorità e al popolo ecuadoregno "in questo difficile momento". 

Oxfam sul campo per l'emergenza
A poche ore dal violento terremoto che ha colpito l'Ecuador, Oxfam ha annunciato di "essere al lavoro, con una squadra sul campo, per valutare l'entità dei danni e decidere le prime misure d'intervento" in accordo con il governo. "L'area colpita è molto vasta e comprende 6 province dove è stato dichiarato lo stato di emergenza con ingenti danni a case, edifici e infrastrutture - ha riferito Andrea Cianferoni, portavoce di Oxfam in Ecuador -. Stiamo partendo per valutare direttamente i bisogni nelle zone colpite, in particolare per quanto riguarda l'accesso all'acqua potabile, le condizioni igienico sanitarie e l'accesso al cibo. Ogni tipo di intervento verrà valutato in coordinamento con le autorità locali e nazionali". "Non c'è un minuto da perdere e una donazione ora può fare la differenza", conclude Oxfam.