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MONDO

La pista del terrore

L'America e l'incubo del terrore, dopo Manhattan una "bomba innescata" in una stazione in New Jersey

Il pacco sospetto è stato trovato nei pressi dei binari della stazione di Elizabeth, Lo zaino è stato trovato domenica sera alle 21:30 ora locale, da due uomini che hanno subito allertato la polizia, perché avevano visto fuoriuscire fili e un tubo. Intanto la polizia di New York ha fermato 5 persone. Si cerca un giovane di origine afghana

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Mentre New York si prepara ad accogliere i leader di tutto il mondo in città per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, proseguono e anzi si intensificano inquietanti episodi che fanno pensare a un disegno terroristico. Disegno tanto più preoccupante in quanto si delinea a poche settimane dal voto che deciderà il successore di Barack Obama alla Casa Bianca.

Le autorità americane ritengono che potrebbe esserci una cellula terroristica con molteplici componenti attiva nell'area di New York/New Jersey. Lo scrive la Nbc riferendo degli ultimi sviluppi nell'inchiesta sulle due bombe (una inesplosa) di ieri a New York e dopo il ritrovamento in New Jersey di altri cinque ordigni in uno zaino. 
 
Uno zaino con 5 bombe alla Stazione di Elizabeth in New Jersey
Nella notte italiana sono stati trovati cinque ordigni in uno zaino abbandonato in un cestino dei rifiuti vicino la stazione dei treni a Elizabeth, nel New Jersey. Lo ha detto il sindaco, Chris Bollwage, il quale ha reso noto anche che il pacchetto è stato fatto esplodere, mentre era esaminato da un robot del team di artificieri accorsi sul posto. Le autorità locali hanno a lungo esaminato lo zaino, che è stato trovato in un cestino di rifiuti vicino ai binari del treno nei pressi della stazione, all'esterno di un locale della zona. "Chiunque lo abbia lasciato nel cestino stava probabilmente cercando di disfarsene. Non è un'area troppo trafficata".
 
Lo zaino è stato trovato domenica sera alle 21:30 ora locale, da due uomini che hanno subito allertato la polizia, perché avevano visto fuoriuscire fili e un tubo. Vicino non sono stati trovati telefoni cellulari ne' dispositivi di cronometraggio, ha aggiunto il sindaco. Subito sono arrivati agenti di polizia e dell'Fbi e poco dopo l'ordigno, mentre era esaminato, è stato fatto esplodere. 




La polizia ha anche controllato tutti i cestini di rifiuti della zona, ma non ha trovato altri ordigni sospetti. 

La stazione, che si trova relativamente vicino a Staten Island e al Ponte di Verrazzano, ha fermato il traffico ferroviario. E' l'ennesimo episodio in una due giorni difficili. Sabato, prima dell'esplosione di Chelsea, un ordigno artigianale era esplosa in una città di Seaside Park, lungo il percorso di una corsa podistica. Non ha fatto vittime. Sul luogo sono stati trovati altri ordigni che non hanno funzionato. 




Ritrovate altre tre bombe nel New Jersey
Gli inquirenti che indagano sui cinque ordigni esplosivi trovati in uno zaino ad Elizabeth, nel New Jersey, hanno trovato altre tre bombe collegate tra loro con dei fili: lo riporta la Cnn spiegando che si tratta di ordigni tipo 'pipe-bomb' (tubo bomba), senza precisare dove è avvenuto il ritrovamento.


Nbc: ricercato 28enne per ruolo in esplosioni New York
Ahmad Khan Rahami, di 28 anni, afghano naturalizzato americano, sarebbe attivamente ricercato per il suo ruolo nelle esplosioni nel quartiere Chelsea. Lo rende noto Tom Winter, giornalista della Nbc su Twitter citando molteplici fonti di polizia. Il ricercato è di Elizabeth, in New Jersey.

Cinque arresti per l'esplosione a New York
Cinque persone sono state fermate ieri sera in connessione con l'attentato che ha colpito il quartiere di Chelsea, a New York, nel quale sono rimaste ferite 29 persone. Lo riferiscono diversi media Usa. I cinque sospettati sarebbero stati arrestati a bordo di un veicolo che circolava sulla Belt Parkway, un'autostrada che passa a sud di Brooklyn. Avevano attraversato il Ponte di Verrazzano, che unisce Staten Island a Brooklyn. L'Fbi di New York ha indicato sul suo profilo Twitter che ha fermato un veicolo collegato all'inchiesta, ma non ha confermato arresta e ha assicurato che "nessuno è stato incriminato". Un portavoce della polizia di New York non ha dato conferme dei fermi e s'è limitato a dire che "l'inchiesta prosegue".

Sabato, a inizio serata, una pentola a pressione è esplosa a Chelsea, facendo 29 feriti leggeri. Un altro ordigno, un'altra pentola a pressione,  è stato individuato inesploso nei dintorni. Secondo il New York Daily News, gli inquirenti avrebbero identificato un sospetto grazie alla videosorveglianza a Chelsea.

De Blasio e l'attacco di Chelsea: "Dobbiamo essere vigili" "
Non possiamo dire se è un atto di terrorismo o no". Il sindaco di New York Bill De Blasio è cauto e aspetta che siano le indagini a far luce sull'esplosione che sabato sera ha scosso Manhattan, causando il ferimento di 29 persone, dimesse dopo alcune ore dagli ospedali. E' stato lo stesso sindaco a dirlo in una conferenza stampa congiunta con la polizia. "Dobbiamo essere molto cauti e pazienti per capire di cosa si tratta. C'è stata un'esplosione, un grave incidente e questo è l'unica cosa che sappiamo. Non sappiamo quale sia la motivazione, se personale o politica, e chi siano gli autori. C'è un'indagine in corso e le indagini richiedono tempo", ha dichiarato il sindaco di New York.

De Blasio ha quindi invitato i newyorchesi a essere "vigili". Bill De Blasio ha detto anche che tutte le 29 persone rimaste ferite sono state dimesse dall'ospedale. Il sindaco ha confermato che si è trattato di un "atto intenzionale", anche se le ragioni restano "ignote". Anche il capo della polizia di New York, James O'Neill non ha comunicato nuovi elementi legati alle indagini. "Sappiamo che si è trattato di un atto criminale", ha detto. "L'ordigno è stato piazzato intenzionalmente, non sappiamo se ci siano motivazioni politiche: le indagini sono in corso", ha comunicato O'Neill. "Non c'è stata alcuna rivendicazione sull'esplosione di Chelsea e non stiamo scartando nessuna ipotesi per capire quale sia il movente e gli autori", ha dichiarato il capo della polizia. O'Neil ha precisato che gli agenti stanno continuando a raccogliere prove sia sul luogo dell'esplosione sia nella zona dove è stato trovato il secondo ordigno. Il capo della polizia ha annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza. "Vogliamo che i nostri cittadini si sentano al sicuro - ha detto -  e in occasione dell'Assemblea Onu che si apre martedì abbiamo deciso di rafforzare la presenza delle forze dell'ordine in tutta la città, ma soprattutto nelle stazioni ferroviarie e degli autobus, negli aeroporti e nella metropolitana".

Il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, aveva detto prima della conferenza stampa, che non vi erano al momento elementi per stabilire collegamenti con il terrorismo internazionale. Cuomo ha poi assicurato che, anche in vista dell'Assemblea generale dell'Onu, saranno schierati nella metropoli 1000 agenti supplementari.

La polizia ha anche chiarito che non ci sono prove di collegamenti tra l'esplosione di New York e l'accoltellamento avvenuto in Minnesota, rivendicato dall'Isis. Nell'attacco sono rimaste ferite 8 persone, nessuna in pericolo di vita, e l'aggressore è stato ucciso dalla polizia. Ieri sera, alle 20,30 ora di New York, è stato un ordigno piazzato all'interno di un cassonetto della spazzatura a detonare, causando 29 feriti, e gettando nel panico centinaia di persone. Nemmeno un'ora dopo, nelle vicinanze la polizia ha trovato un secondo ordigno, una pentola a pressione dalla quale fuoriuscivano dei cavi elettrici, poi rimossa.

Secondo la Cnn, accanto alla pentola sarebbe stato trovato un foglietto di carta con scritte che non sono ancora state rese note. Un video sembra mostrare una persona vicina al luogo dove è avvenuta l'esplosione e gli investigatori stanno cercando di capire se l'individuo sia legato alla deflagrazione. "Chiunque abbia informazioni sull'esplosione è invitato a condividerle con gli investigatori": è l'appello ai cittadini lanciato su Twitter dalla polizia di New York. La deflagrazione è avvenuta alla vigilia dell'assemblea generale dell'Onu, quando a New York sbarcano decine di capi di Stato e di governo. Barack Obama e Hillary Clinton parlavano in quel momento a un gala di raccolta fondi della Black caucus foundation a Washington.