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CULTURA

Insieme al gruppo G124

Torino, Roma e Catania. Le tre periferie rammendate da Renzo Piano

In Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani la presentazione del lavoro svolto dai sei giovani architetti a cui il senatore a vita ha devoluto il suo stipendio

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di Laura Squillaci
In Grecia gli eletti ateniesi, non appena nominati, facevano una promessa. "Restituiremo la città migliore di come ce l’avete consegnata". Renzo Piano è partito proprio da lì quando, un anno fa, giunto sullo scranno di Palazzo Madama in qualità di senatore a vita, ha deciso di devolvere il suo stipendio a sei giovani architetti ai quali ha affidato il compito di "rammendare le periferie urbane".  
 
"Dobbiamo occuparci della città che sarà. La bellezza naturale del nostro Paese non è merito nostro, quella antropizzata dei centri storici neppure, visto che ci è stata lasciata in eredità. Quello che può essere merito nostro è migliorare le periferie, che sono la parte fragile della città e che possono diventare belle", disse a quei ragazzi il giorno del loro arrivo in Senato.
 
I sei giovani architetti
Michele Bondanelli, Eloisa Susanna, Roberto Giuliano Corbia, Roberta Pastore, Federica Ravazzi e Francesco Lorenzi, sono stati nominati dopo un concorso via internet, tra 600 candidati. Per un anno hanno fatto squadra, sotto il nome G124 come il numero di stanza del senatore Piano. E ora svelano quello che sono riusciti a fare in 12 mesi di lavoro, assistiti da tre tutor: Massimo Alvisi, Mario Cucinella e Maurizio Milan.
 
Nord, Centro e Sud. Sono tre i progetti di riqualificazione delle periferie realizzati dal gruppo G124. Il primo a Torino, in Borgata Vittoria, quartiere residenziale dove dagli anni '50 abitano famiglie di operai della Fiat. Da allora quelle case sono diventate dormitori, senza neppure un luogo di incontro. Il rammendo qui ha significato semplicemente ridare vita a un giardino pubblico, che era stato costruito sopra un parcheggio interrato e da tempo abbandonato. Nel progetto anche la bonifica di una scuola, un prato da destinare a campo calcio e un marciapiede-lavagna tutto da colorare. 
 
Il secondo progetto nasce a Roma. Qui l'intervento ha riguardato il viadotto dei Presidenti nella zona Nuovo salario (pensato negli anni '90 come asse di collegamento tra Roma Nord e Roma Sud attraverso una ferrovia leggera) trasformato in una sorta di high line newyorkese con tanto di pista ciclabile, un corridoio circondato da piante dove camminiare e una piazza dove incontrarsi.
 
Il terzo rammendo è a Catania. Precisamente nel Campo San Teodoro di Librino, ricettacolo della malavita, luogo di spaccio dove da tempo gli abitanti denunciavano di sentirsi abbandonati, esclusi, considerati serbatoio di voti e nello stesso tempo cittadini di serie B. Quello che G124 ha fatto è stato restituire ai cittadini una palesta finora occupata dall'associazione Briganti del rugby ma praticamente inutilizzata perché il comune non rilasciava l'autorizzazione. Al centro sportivo, nel progetto, si collega anche uno spazio all’aperto utilizzato per orti sociali.
 
Dopo questi tre progetti ora si ricomincia, la palla passa ad altri sei giovani architetti e ad altre periferie da rammendare.