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ECONOMIA

Tribunale del lavoro riconosce diritto a rapporto subordinato

Torino, Lavoratori rider vincono causa contro Uber Italy

La società condannata a corrispondere la retribuzione dovuta come lavoro subordinato ai fattorini in bicicletta, oltre alle indennità.  

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Una sentenza del Tribunale del lavoro di Torino che riconosce la natura di rapporto subordinato ai riders - i fattorini in bicicletta - che lavorano per la Uber Italy, al termine di una causa intentata da 10 ciclo-fattorini del capoluogo. Sentenza che - se confermata nel probabile appello - apre un precedente importante nel riconoscimento dei diritti del lavoro per la categoria. Uber Italy dovrà "corrispondere la retribuzione per l'attività svolta oltre alle relative indennità". 



Pagati 3 Euro a consegna
Nelle loro varie iniziative giudiziarie, i ricorrenti -spesso di nazionalità straniera e reclutati per lo più nei centri di accoglienza - hanno affermato che erano pagati tre euro a consegna, soggetti a ritmi di lavoro "massacranti" e multati senza vere giustificazioni.   

"Condizioni di lavoro massacranti senza tutele"
"Si lavorava - ha raccontato all'ANSA dopo la sentenza un rider 21enne di origine nigeriana -  sotto la pioggia, al freddo, ma senza assicurazionee nè tutele. Se capitava un incidente e si chiamava l'azienda non si ricevevano risposte.  

Riconosciuto il lavoro subordinato
Il Tribunale ha riconosciuto il rapporto di lavoro subordinato dei rider con Uber anche se risultavano assunti dalla società "Frc". I giudici hanno intimato ad Uber Italy di versare a ciascuno dei 10 fattorini che hanno fatto il ricorso al tribunale del lavoro, la retribuzione e le indennità corrispondenti al periodo di lavoro svolto. Non sono stati però riconosciuti i danni per mancata applicazione delle misure di sicurezza ed il mancato rispetto della privacy. 

Una causa pilota: "altri 753 con gli stessi diritti"
"Si tratta di una causa pilota" - così uno degli avvocati del pool legale, Giulia Druetta - "oltre a questi 10 lavoratori in Italia ce ne sono in tutto 753, ed hanno tutti diritto allo stesso inquadramento e trattamento economico riconosciuto dal Tribunale di Torino.

La replica di Uber Italy
"La decisione odierna riguarda una situazione passata e ben specifica che coinvolge una società di delivery con cui abbiamo collaborato fino al 2019" - così la società dopo la lettura della sentenza - "da allora abbiamo smesso di lavorare con loro e più in generale con le società di delivery". "Dal 2020 abbiamo rivisto e rafforzato i nostri processi - ha aggiunto la società - introducendo una serie di modifiche per fornire ai corrieri indipendenti un ambiente di lavoro sicuro gratificante e flessibile. Siamo in attesa di ricevere le motivazioni della sentenza dopodiché valuteremo l'opportunità di ricorrere in appello"

Nel frattempo è in corso a Milano un procedimento penale per caporalato per il quale si tornerà in aula il prossimo 17 Dicembre.