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ITALIA

478 persone rimaste in trappola in mezzo al mare

Norman Atlantic, le Procure di Bari e Brindisi aprono un'inchiesta per naufragio colposo

Aperti due fascicoli per l'incendio a bordo del traghetto Norman Atlantic mentre era in navigazione tra la Grecia e l'Italia. Forse un corto circuito o un problema a uno dei camion nel garage, carichi d'olio, potrebbe essere la causa

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Dopo la procura di Bari anche quella di Brindisi ha aperto un'inchiesta sull'incidente verificatosi nella notte tra sabato e domenica sul traghetto Norman Atlantic, in viaggio da Igoumenitsa verso Ancona. La notizia è stata diffusa dal procuratore Marco Di Napoli. Il fascicolo riguarda le ipotesi di naufragio colposo e omicidio colposo a carico di ignoti. A Brindisi è arrivata ieri sera la salma dell'unica vittima finora accertata, un uomo greco che ha perso la vita nel tentativo di abbandonare il traghetto insieme alla moglie, che è riuscita invece a salvarsi. Naufragio colposo è la stessa motivazione con cui la Procura di Bari ha aperto un fascicolo sulla tragedia del Norman Atlantic. Il procuratore Giuseppe Volpe, ha precisato che si tratta di una prima configurazione di reato. L'incendio partito dai garage della nave ha trasformato il traghetto in servizio tra la Grecia e l'Italia in un inferno di fuoco e fumo. 

Fiamme e fumo, 478 persone prigioniere in mezzo al mare
L'incubo inizia alle 4.30 del mattino a una ventina di miglia dalle coste dell'Albania: il traghetto, con a bordo 478 persone, di proprietà della società armatrice Visemar di navigazione, era partito da Patrasso e, dopo una sosta ad Igoumenitsa, era atteso ad Ancona alle 17. La Norman Atlantic era stata noleggiata dalla compagnia greca Anek Lines per sostituire la nave Ellenic Spirit, attualmente in manutenzione: il contratto sarebbe scaduto a metà gennaio.

Un'inchiesta per chiarire cos'è successo a bordo
Cosa abbia scatenato le fiamme saranno le inchieste a chiarirlo; forse un corto circuito, forse un problema ad uno dei 128 camion nel garage, alcuni carichi d'olio. Secondo alcuni camionisti il traghetto era sovraccarico e la "parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito con il soffitto del garage, può essere che una scintilla sia partita da lì". E sarà sempre l'inchiesta a chiarire se vi siano state delle carenze alle porte tagliafuoco: un'ispezione effettuata 10 giorni fa dall'organizzazione internazionale 'Paris Mou' aveva evidenziato un "malfunzionamento" proprio delle strutture che devono impedire alle fiamme di propagarsi. Ma l'armatore della nave, Carlo Visentini, smentisce: "il problema c'era ma è stato subito risolto. Il traghetto era pienamente funzionante".  

In trappola
Fatto sta che l'incendio si è propagato molto velocemente raggiungendo i ponti superiori. Il traghetto è diventato immediatamente ingovernabile e il comandante ha dichiarato l'abbandono nave. Nonostante questo da bordo sono riusciti a calare una sola scialuppa, con cui sono state messe in salvo una quarantina di persone. L'equipaggio sarebbe anche riuscito a contenere il fuoco al ponte 5, ma le altissime temperature e soprattutto il fumo denso rischiano di trasformare il traghetto in una bara d'acciaio per centinaia di persone.    

"Pavimenti bollenti, non so se ce la faremo"
"Siamo sul ponte, stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo, l'incendio si sta estendendo sempre di più, i pavimenti sono bollenti e non so se ce la faremo" ha raccontato Yorgos Stiliaras, uno dei passeggeri greci a bordo. "Le scarpe si stanno fondendo e non possono portarci via - ha aggiunto un altro - il tempo è troppo brutto, c'è molto fumo e abbiamo molte difficoltà a respirare, non si vede nulla".    

Il tweet di Renzi: "Seguiamo la vicenda col massimo coinvolgimento della Marina"
Il premier Matteo Renzi, rientrato a palazzo Chigi, ha sentito 2 volte il primo ministro greco Samaras e ha ricevuto il ministro degli Esteri Gentiloni. "Stiamo seguendo la vicenda - ha twittato - con il massimo coinvolgimento della nostra Marina". Poco dopo le 22 in un nuovo tweet, riferito anche allo scontro tra mercantili davanti alla costa romagnola, dice "Grazie a chi lavora da ore tra Ravenna e #normanatlantic. L'Italia è orgogliosa della vostra tenacia! Sarà una lunga notte: intanto grazie!".

A bordo 478 persone, 4 bambini e una donna incinta
Sul traghetto c'erano 478 persone, di cui 422 passeggeri e 56 membri dell'equipaggio. 44 sono italiani - tra cui il comandante Argilio Giacomazzi - 54 turchi, 22 albanesi, 18 tedeschi. E poi ancora francesi, svizzeri, russi, bulgari, siriani, afghani e soprattutto greci, che sono quasi la metà di quelli che si trovano sul traghetto. E greco è l'unica vittima al momento accertata: si tratta di Georghios Doulis, un uomo che è morto mentre cercava di raggiungere una scialuppa di salvataggio. Il suo corpo è stato recuperato e trasferito con una motovedetta a Brindisi dove sono stati portati anche i 4 feriti più gravi, due che erano a bordo della nave, un aerosoccorritore della Marina e un militare delle Capitanerie di Porto. Con gli elicotteri sono stati trasferiti in Italia anche diversi bambini e donne: assistiti dai medici e portati in ospedale, presentano sintomi di ipotermia ma nessuno di loro è in pericolo di vita.    Poco dopo le 22 i soccorritori avevano messo in salvo 190 persone mentre 287 si trovano ancora a bordo.    

Soccorsi possibili solo con gli elicotteri
A rendere ancora più difficili i soccorsi, coordinati dall'Italia, anche le condizioni meteo proibitive. Ier mattina il mare forza 7-8 ha alzato onde di oltre cinque metri, rendendo impossibile qualsiasi manovra di avvicinamento alla nave in fiamme. Secondo alcuni testimoni inoltre il traghetto si è anche inclinato rendendo ancora più difficili le oeprazioni di soccorso. Inoltre il vento di 35-40 nodi e la visibilità scarsa ha costretto i soccorritori ad operare solo con gli elicotteri. I velivoli della Marina, dell'Aeronautica e della Guardia Costiera italiana, per tutto il giorno e per tutta la notte hanno così fatto la spola tra il traghetto e le navi presenti in zona: quelle italiane, quelle greche e albanesi e i mercantili dirottati in zona. Per i soccorritori è una corsa contro il tempo: passeggeri e dell'equipaggio, che sono sui ponti scoperti della nave, sono allo stemo delle forze.