Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Trump-svela-il-programma-dei-suoi-primi-100-giorni.-E-vuole-Nigel-Farage-come-Ambasciatore-negli-USA-275500f8-3112-4ec5-8c4b-0117e17a95c8.html | rainews/live/ | true
MONDO

#RaiHouseofTrump

Trump svela il programma dei suoi primi 100 giorni. E vuole Nigel Farage come Ambasciatore negli USA

Non c'e' la costruzione del muro col Messico ne' l'abolizione dell'Obamacare nel piano dei primi 100 giorni di governo di Trump, che vuole invece togliere gli Usa dal Tpp. Il presidente eletto su twitter auspica che la Gran Bretagna nomini il leader euroscettico Farage come ambasciatore britannico a Washington: "Farebbe un gran lavoro". Giuliani in pole come capo dell'intelligence

Condividi
Due minuti e trentotto secondi per delineare i suoi primi cento giorni alla casa Bianca. Donald Trump affida a un breve video diffuso sui social media il suo attesissimo programma di governo. E a giudicare dalle sue parole tra le priorità non c'è né il discusso muro con il Messico né l'altrettanto controversa abolizione del programma sanitario che ha contraddistinto la presidenza del suo predecessore, il cosiddetto Obamacare.

Il Presidente eletto sembra concentrarsi sul lavoro. Annuncia la revisione della politica dei visti, per individuare e reprimere gli "abusi che mettono a rischio i lavoratori americani". Significativamente Trump denuncia il Tpp, l'accordo transpacifico del quale con lui gli Stati Uniti non faranno più parte. "E' un disastro per i nostri interessi nazionali", dice il futuro Presidente.





Farage, i campi da golf e l'attacco alla stampa corrotta
E torna anche la questione del conflitto di interessi, con la stampa che accusa Trump di utilizzare la sua nuova posizione per fare affari e gestire da una posizione dominante il suo impero personale. Come nel caso dei campi da golf in Scozia di proprietà di Trump che sarebbero minacciati da un progetto per l'energia eolica e che, come scrive il New York Times, il nuovo presidente avrebbe chiesto di bloccare, anche grazie ai buoni uffici del suo alleato a Londra, l'euroscettico Nigel Farage che non  a caso è stato il primo europeo a varcare la soglia della Trump Tower lo scorso 12 novembre.

Richiesta di intervento che - si badi bene - Trump non smentisce, limitandosi a dire che prima del voto tutti sapevano degli interessi personali del magnate in tutto il mondo. "Solo la stampa corrotta ne fa uno scandalo", scrive su twitter:




Farage ambasciatore a Washington
L'amicizia personale con il leader dell'Ukip Nigel Farage spinge il presidente eletto a una mossa inconsueta: a chiedere via twitter al governo britannico di Theresa May di nominare lo stesso Farage ambasciatore del Regno Unito a Washington: 






Dopo l'elezione cresce la popolarità
La popolarità del presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, è in crescita. Secondo un sondaggio di Politico/Morning Consult, il 46% degli elettori ne ha ora un'opinione molto o in qualche modo favorevole, mentre il 12% sfavorevole e il 34% molto sfavorevole.

Ciò significa che l'appoggio al magnate è aumentato di 9 punti percentuali, dal 37% al 46%, rispetto al medesimo sondaggio condotto prima del voto.

Sale anche l'approvazione al presidente Barack Obama: il 54% degli elettori esprime opinione favorevole alle sue azioni, mentre il 43% le disapprova. Prima delle elezioni, i dati erano rispettivamente il 50% e il 48%. Il sondaggio è stato condotto intervistando 1.885 elettori registrati tra 16 e 18 novembre, ha un margine d'errore del 2%.

Trump, storico: il nonno fu espulso dalla Baviera
Il nonno del neo-eletto presidente americano Donald Trump fu espulso dall'allora regno di Baviera, nell'attuale Germania, per un problema burocratico creatosi al momento di andare in America come emigrante. L'espulsione che impedì a Friedrich Trump di tornare a stabilirsi in terra tedesca emerge da un documento di oltre cento anni fa rinvenuto nell'archivio di Spira, in Germania, da uno storico locale. Lo riferiscono il quotidiano Bild e l'agenzia Dpa.   

Friedrich Trump (1869-1918), dopo la sua emigrazione negli Usa del 1885, voleva tornare in patria nella città di Kallstadt, ora in Renania-Palatinato ma all'epoca inclusa nel regno di Baviera (quello con capitale Monaco), ha riferito il ricercatore Roland Paul basandosi sul documento rinvenuto nell'archivio regionale di Spira. La re-iscrizione all'anagrafe come cittadino gli fu però negata perchè si era "non si era cancellato regolarmente" al momento della partenza verso gli Stati Uniti. Il documento in questione è una lettera dell'Ufficio distrettuale di Duerkheim all'Ufficio del sindaco di Kallstadt del 27 febbraio 1905 in cui si chiedeva di intimare al nonno del presidente di lasciare il territorio bavarese entro il "primo maggio c.a." (corrente anno) pena "la sua espulsione". Trump scrisse una supplica al principe reggente di Baviera, Luitpold, ma non servi': con la consorte Elisabeth l'ora illustre progenitore, il primo luglio, si imbarcò dal porto di Amburgo sul piroscafo "Pennsylvania". Tre mesi dopo, a New York, nacque il padre del nuovo presidente americano. Il ricercatore che ha scoperto la lettera oggetto di un saggio sulla rivista "Pfaelzer Heimat" è un ex-direttore in pensione dell'Istituto per la storia e il folklore del palatinato.