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ECONOMIA

Il premier greco al Parlamento: "Piano migliore rispetto al precedente"

Tsipras difende il suo piano:"Non ho svenduto il popolo greco"

Così il primo ministro ellenico davanti al Parlamento per il voto sul piano di proposte presentato a Fmi, Bce e Commissione europea. Tsipras sottolinea che il suo governo è stato costretto a scegliere misure che non erano in programma. Ma è spaccatura nel suo partito Syriza: alcuni deputati potrebbero infatti votare contro. Fuori dal Parlamento greco manifestazione per il 'no' all'austerity

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Alexis Tsipras
Atene (Grecia)
"Non sto svendendo il popolo greco e il 'no' del referendum non era per uscire dall'euro, ma per rafforzare i negoziati". Il premier greco Tsipras parla al Parlamento di Atene e difende così il piano da lui presentato ai creditori internazionali.

Le misure inserite nella sua proposta da 12 miliardi di tagli in cambio del piano di salvataggio da 53,5 miliardi "non erano certamente in programma". E questo Tsipras lo dice apertamente in vista del voto in Parlamento che sarà indispensabile per potere negoziare in sede di Eurogruppo. Come l'abolizione dello sconto Iva sulle isole, ritenuta da sempre la linea rossa invalicabile. Il suo partito, Syriza, è infatti spaccato. Mentre diversi partiti di opposizione lo appoggiano, c'è invece il rischio che alcuni deputati del suo partito non votino a favore. Il primo ministro richiama quindi il Parlamento alla responsabilità nazionale, soprattutto i colleghi di Syriza per mantenere il popolo greco in vita: "Siamo di fronte a una decisione cruciale - dice - e in questa decisione siamo tutti insieme". 

Sottolinea poi che il suo piano è decisamente migliore rispetto a quello Juncker oggetto di referendum sotto diversi punti di vista e che è stato fatto ciò che umanamente era possibile fare. "Abbiamo raggiunto la soglia limite, da questo momento in poi - dice Tsipras - davanti a noi si estende un campo minato". Poi l'ammissione: sono stati fatti degli errori durante i mesi di negoziazione e le misure proposte sono "lontane" dagli impegni pre-elettorali. Ma, sottolinea il premier ellenico, siamo stati forzati a prendere queste decisioni. E "per la prima volta - aggiunge - "abbiamo ricevuto un impegno reale per ristrutturare il debito". 

Manifestanti in piazza per dire 'no' all'austerity
Intanto, a Piazza Syntagma, davanti al Parlamento impegnato nel voto sul piano, ieri sera c'è stata una manifestazione per  ribadire il 'no' alle misure di austerity. La protesta è sostenuta dal sindacato comunista PAME.

Renzi: accordo forse già all'Eurogruppo
All'intesa ci credono, a Roma, il premier italiano Matteo Renzi e quello irlandese Enda Kenny, che entrambi, dopo un colloquio a Palazzo Chigi, dicono di sperare che l'accordo maturi già durante l'Eurogruppo convocato per le 15 ora italiana. E mentre il ministro dell'Economia Padoan assicura che l'Italia continua a lavorare per "una soluzione condivisa", il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, colora di rosa l'attesa: preannuncia possibili "decisioni importanti" e, pur senza entrare nel merito, definisce le proposte di Atene "un testo accurato ed esauriente": quando il ministro delle Finanze greco era Yanis Varoufakis, un giudizio così positivo non era mai stato espresso; il suo successore Euclides Tsakalotos parte col piede 'europeo' giusto.

Il piano Tsipras
La Grecia ha presentato all'Europa un piano di riforme che prevede tagli per circa 12 miliardi di euro, il 50% in più di quanto finora messo sul piatto delle riforme e dei sacrifici. In pratica prevede il taglio dello sconto Iva alle isole, tagli alla Difesa, tasse su armatori e lusso, innalzamento dell'età pensionabile. ln cambio ha chiesto ai creditori 53,5 miliardi per onorare i prestiti in scadenza fino a giugno del 2018, oltre che altri alleggerimenti delle attuali condizioni.  Con questi 53,5 miliardi verranno coperti gli obblighi del debito per i prossimi tre anni più un pacchetto di 36 miliardi per rilanciare la crescita in cambio di tagli per circa 13 miliardi. Il piano di salvataggio - il terzo dal 2010 - secondo fonti europee costerà ai creditori internazionali circa 74 miliardi di euro.