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MONDO

Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Anatolia

Turchia, 260 membri del Pkk uccisi in raid contro postazioni curde nel Paese e nel nord dell'Iraq

Finora il governo turco ha rifiutato di diffondere ufficialmente i dati delle vittime  

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Sono circa 260 i membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) che sono stati uccisi e centinaia quelli che sono rimasti feriti nella campagna di attacchi aerei lanciata da Ankara contro le postazioni curde in Turchia e nord Iraq. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Anatolia.

Senza citare le sue fonti, Anatolia ha fatto sapere che tra i feriti c'è anche Nurettin Demirtas, il fratello del leader della formazione pro-curda Partito democratico del popolo (Hdp) Selahattin Demirtas.

Ankara ha lanciato due offensive "anti-terrorismo" contro il Pkk e contro lo Stato islamico (Isis).

Negli ultimi attacchi di ieri, gli F-16 turchi hanno distrutto 65 obiettivi del Pkk, compresi depositi di armi e rifugi. Finora il governo turco ha rifiutato di diffondere ufficialmente i dati delle vittime. Ma la portata degli attacchi aveva fatto pensare e numeri importanti. 

Venerdì il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier ha esortato la Turchia a "non distruggere i ponti" costruiti nel corso degli ultimi anni con la minoranza curda.

Il Pkk finora ha dato notizia di cinque morti tra le sue file ma ha ammesso che ha perso il contatto con alcune aree colpite dai raid.