Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/Ucraina-Crimea-1467cf39-1eab-46e5-a871-f608b01c41f2.html | rainews/live/ | true
MONDO

Crimea, assalto ai negozi dai russi della terraferma per differenza dei prezzi

Crisi Ucraina, impennata dei prezzi

Condividi
Secondo alcuni mass media ucraini, come il canale televisivo TSN e il portale Segodnya.ua, a Kiev continua l’impennata dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità, soprattutto del pane. Il maggior produttore del pane, il consorzio “Kievhleb”, ha aumentato i prezzi per il pane dal 6 a 20%, lasciando invariati i prezzi soltanto di tre tipi di pane di bassa qualità, sovvenzionati dallo Stato.

In generale l’aumento dei prezzi dei generi alimentari di maggior consumo e che fanno parte del paniere – cereali, olio e burro, carne di maiale, di pollo, uova, latte e pasta – sono aumentati di una volta e mezza rispetto a marzo scorso. I produttori e i distributori danno la colpa all’aumento dei prezzi della benzina che ha influito sui costi per i consumatori.

Intanto, la TV ucraina TSN ha lanciato in onda uno speciale sulla situazione alimentare negli asili nido a Kiev. Secondo i giornalisti ucraini, la situazione è molto allarmante. Da quasi un mese i bambini che frequentano asili nido nella capitale ucraina sono denutriti. La razione quotidiana alimentare si è impoverita: il menù dei piccoli ucraini è composta di pappe cereali con pochi ortaggi. Manca completamente il pesce e, nelle rare occasioni quando viene servita la carne, si tratta di pollo in piccole quantità.

In alcuni casi i genitori sono costretti a portare negli asili da casa perfino pane e zucchero. Le autorità locali si sono rifiutate di essere intervistate in merito al problema, attribuendo la colpa alla mancata gara d’appalto per il rinnovo dei contratti per le forniture alimentari alle mense scolastiche.

I fornitori invece attribuiscono la colpa alle autorità, affermando che le gare d’appalto si fanno prima dell’inizio dell’anno scolastico per le forniture che coprono intero anno. Ora invece, a causa dell’impennata dei prezzi, i fornitori non sono semplicemente più in grado di mantenere gli impegni assunti un anno fa perché non rientrano nei prezzi che continuano a crescere.

Gli abitanti della Crimea invece devono confrontarsi con il problema opposto: l’assalto dei russi della terraferma ai negozi della penisola, dove i prezzi sono più bassi.
I russi, provenienti dalla regione di Krasnodar, situata vicino alla Crimea, si recano su un traghetto a Kerc (Crimea) in shopping tour, spazzando via le merci, soprattutto alcolici e sigarette. I prezzi in Crimea sono tuttora agganciati all’Ucraina e sono molto più bassi rispetto alla terraferma russa. Mentre prima l’incetta di tabacchi lavorati e bevande alcoliche portati in Russia sarebbe stata considerata contrabbando, trattandosi di un altro Stato, ora che la Crimea è ufficialmente russa non esiste alcun limite o vincolo di acquisto e trasporto sulla terraferma. Molti banchi dei negozi, oltre ai generi alimentari anche quelli per l’edilizia, abbigliamento e calzature, sono stati svuotati dai russi della terraferma.

I crimeani si lamentano: in tal modo non potrebbero trarre alcun beneficio economico dal passaggio al rublo e dall’aumento degli stipendi, delle pensioni e dei sussidi sociali.