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MONDO

L'uccisione sabato nell'est dell'Ucraina

Le salme di Rocchelli e del suo interprete via da Sloviansk

Hanno lasciato l'obitorio su un camioncino diretto a Kharkiv, dove le spoglie di Mironov saranno consegnate al consolato russo, mentre quelle di Rocchelli saranno portate a Kiev. Il racconto dell'autista che accompagnava il fotoreporter italiano e il suo interprete: "Corpi dilaniati dai colpi di mortaio". Putin a Renzi: "Cordoglio per la morte di Rocchelli"

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L'auto su cui viaggiava Rocchelli
Le salme del reporter italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete russo Andrei Mironov, uccisi sabato scorso nel villaggio di Andreevka, nell'est Ucraina, hanno lasciato l'obitorio di Sloviansk su un camioncino diretto a Kharkiv, dove i due corpi saranno posti su due carri funebri. Le spoglie di Mironov saranno consegnate al consolato russo, quelle di Rocchelli saranno portate a Kiev, dove domenica sono arrivati i genitori. Lo hanno riferito all'Ansa fonti dell'ambasciata italiana in Ucraina. 

Putin a Renzi: "Cordoglio per la morte di Rocchelli"
Intanto il presidente russo, Vladimir Putin, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, a cui ha espresso il suo cordoglio per l'uccisione del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli. Lo ha reso noto il Cremlino. Nella stessa telefonata, Putin ha chiesto che le autorità di Kiev fermino l'operazione militare nell'est dell'Ucraina, dove ha perso la vita il giovane, e avviino un dialogo con i leader delle regioni russofone per cercare una soluzione alla crisi

Il racconto dell'autista: "Corpi dilaniati dai colpi di mortaio"
"I loro corpi sono stati dilaniati dai colpi di mortaio". È il drammatico racconto dell'autista che accompagnava Andrea Rocchelli e Andrey Mironov intervistato da Russia Today.
 
"Quando siamo arrivati sono scesi dalla macchina, con le mani alzate. Poi hanno iniziato a scattare delle foto. Hanno iniziato a spararci addosso. Ci siamo buttati in un fosso, ed è iniziato il bombardamento di artiglieria", racconta l'uomo, rimasto illeso. "Un colpo è arrivato vicino. L'interprete non si muoveva, mentre l'italiano ha provato a trascinarsi verso di me, poi è rimasto immobile", racconta.  "Uno di loro è stato colpito alla testa, credo, che è stata ridotta a teschio, e lasciata là. L'altro sembrava letteralmente falciato, fatto a pezzi dalle schegge delle bombe”.
 
Scambio di accuse tra Kiev e i filorussi
Intanto è scambio di accuse tra Kiev e i filorussi sulle responsabilità della morte di Rocchelli e di Mironov. “Sono stati uccisi dagli elementi ‘radicali’ che stanno prendendo piede all'interno dell'esercito ucraino. E' quanto sostiene Igor Strelkov, leader della milizia popolare di Sloviansk, intervistato dalla Komsomolskaya Pravda . A detta di Strelkov nell'esercito regolare è in corso una programmata sostituzione dei soldati professionisti con gli elementi più radicali della Guardia Nazionale, tra cui i sostenitori del gruppo paramilitare nazionalista ucraino Pravi Sektor e gli attivisti del Maidan.
 
Rocchelli e Mironov  - ha ricostruito Strelkov - "erano andati a fare un reportage al confine della città, in territorio neutro, nel villaggio di Andreevka. Dato che ora lì i militari ucraini sparano a tutto ciò che si muove, i reporter stati notati e colpiti dal fuoco dell'artiglieria". Secondo il leader dei filorussi, l'esercito ucraino ora non fa differenza, "non capisce chi siano i civili e chi no, chi la stampa e chi no" e "spara su tutto ciò che gli viene incontro".
 
Da parte sua, Kiev nega ogni accusa. Le truppe ucraine "non sono da accusare" per la morte del giornalista italiano Andrea Rocchelli e del suo interprete nell'est del Paese. Lo sostiene il vicepremier ucraino, citato dalle agenzie russe.

Aperta un'inchiesta
Intanto è stata aperta in Ucraina l'inchiesta sull'uccisione del fotoreporter e del suo interprete. Lo ha reso noto domenica il ministro degli esteri Andrii Deshchytsia in un tweet in cui ha assicurato che "tutti i colpevoli devono essere puniti".