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MONDO

Alle 23 di sabato il cessate il fuovo

Ucraina, scatta la tregua. Putin rassicura i leader europei

Debaltsevo in fiamme. Poroshenko chiama Merkel, Hollande e Obama. I ribelli annunciano che rispetteranno gli accordi, ma si dicono pronti a reagire in caso di violazioni. Poroshenko: "Ultima chace per la pace". Obama: "Tutte le parti rispettino la tregua"

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E' scattato poco dopo le 23 il cessate il fuoco  in Ucraina orientale. Il presidente Poroshenko, dopo aver ordinato la tregua, avverte in diretta tv che si tratta "dell'ultima chance per un processo politico e per una soluzione pacifica del conflitto nel Donbass" con i ribelli filorussi. Il presidente Usa Barack Obama ha parlato oggi sia con Poroshenko sia con la cancelliera tedesca Angela Merkel, sottolineando la sua preoccupazione per il protrarsi delle violenze, in particolare nei pressi di Debaltsevo. In entrambi i casi Obama ha rimarcato la necessità che tutte le parti coinvolte implementino il cessate il fuoco e gli accordi di Minsk.

Le ore precedenti la tregua
Nel centro di Donetsk una lunga scia di esplosioni - circa 8 come si sente dalle immagine trasmesse in esclusiva da Rainews24 - ha provocato la morte di almeno tre persone. Sul cessate il fuoco scattato alla mezzanotte ucraina, le 23 italiane, i separatisti facevano i primi distinguo. A Debaltsevo ad esempio, nodo ferroviario strategico tra Kiev e gli indipendentisti, si continuerà a combattere perché, dice il capo dell'autoproclamata repubblica di Donetsk, Oleksandr Zakharcenko, "gli accordi di Minsk non dicono una parola al riguardo".  Un portavoce del ministero della difesa dei ribelli aveva già riferito che i separatisti non avrebbero lasciato uscire dalla città i circa 8 mila soldati dell'esercito ucraino.



Separatisti: ordine formale di cessate il fuoco dalle 24 ucraine
Zakharcenko, comunque, intanto aveva ordinato formalmente che il cessate il fuoco entrasse in vigore dalla mezzanotte ucraina. I separatisti si sono detti pronti a reagire in caso di una violazione degli accordi. Poi hanno invitato Kiev ad iniziare un dialogo sulle modifiche alla costituzione ucraina in un prossimo incontro del gruppo di contatto. Gli accordi di Minsk prevedono una riforma costituzionale entro la fine del 2015 per concedere un ampio decentramento ad alcuni distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk, quelli controllati dai separatisti.

Poroshenko: "Se non sarà pace, legge marziale"
Se in Ucraina non si arriverà alla pace, sarà introdotta la legge marziale in tutto il Paese, aveva detto nella giornata di sabato il presidente ucraino, Petro Poroshenko, mentre nella parte orientale del Paese infuriavano i combattimenti: 120 singoli attacchi nelle ultime 24 ore. 

Mosca: "Kiev deforma gli accordi"
In un comunicato del ministero degli Esteri russo, Mosca accusa Kiev di deformare gli accordi insieme ai partner  occidentali. ''Il fatto che i responsabili ucraini, come pure quelli di certi Paesi occidentali, in particolare gli Usa, si siano mostrati solidali con l'opinione dei nazionalisti radicali della Rada e abbiano cominciato a deformare i contenuti degli accordi di Minsk, suscita una forte preoccupazione'', si legge nel comunicato.

Putin intanto ha confermato in una telefonata a François Hollande e ad Angela Merkel il suo impegno al rispetto di un cessate il fuoco in Ucraina orientale che sta per entrare in vigore. Lo ha riferito l'Eliseo. Putin ha quindi concordato una nuova conversazione, allargata a Petro Poroshenko, per "fare un primo punto" sulla tregua. 

G7:  nuove misure contro chi viola accordi
In un comunicato diffuso dall'Eliseo si legge che i Paesi del G7 "restano pronti ad adottare misure appropriate contro coloro che violeranno gli accordi di Minsk, in particolare contro quelli che non osserveranno il cessate il fuoco globale e il ritiro delle armi pesanti". 

Ficth abbassa rating del credito ucraino a CC
Intanto, alla vigilia dell'entrata in vigore del cessate il fuoco nell'est del Paese è rimbalzata a Kiev la notizia che l'agenzia finanziaria americana Fitch ha abbassato il rating del credito sovrano ucraino da CCC a CC, ad un passo dal default, nonostante il piano di aiuti finanziari annunciato giovedì scorso dal Fmi a favore di Kiev.