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MONDO

Febbri emorragiche

Uganda. Operatore sanitario muore per il virus Marburg, 'fratello' di Ebola

L'uomo, 30 anni, aveva contratto la febbre emorragica 'Marburg', una malattia virale grave il cui agente responsabile appartiene alla stessa famiglia del virus che sta facendo strage in Africa. Sarebbe stato contagiato anche il fratello della vittima

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Kampala (Uganda)
In Uganda una persona è morta a causa di un virus indigeno dell'Africa, molto simile a ebola. Si tratta di un operatore sanitario che è stato trovato positivo alla febbre emorragica di Marburg, una malattia virale grave, con alto tasso di mortalità, il cui agente responsabile appartiene alla famiglia Filoviridae, la stessa del virus che sta facendo strage. Il Paese dell'Africa centrale ha una lunga e triste storia di febbri emorragiche, tra cui un focolaio di Ebola nel 2000 che ha ucciso almeno 224 persone. Nel 2012 invece fu proprio Marburg a causare la morte di 9 persone nelle provincie ugandesi di Kamwenge e Kabale. 

La vittima è un 30enne
Il ministero della Salute ugandese ha diramato un comunicato in cui spiega che la vittima è un uomo di 30 anni che lavorava come tecnico di radiologia in un ospedale di Kampala. i sintomi sono febbre emorragica, forti dolori addominali, mal di testa, diarrea e vomito. 

Contagiato anche un fratello della vittima
Almeno 80 persone che sono entrate in contatto con l'operatore sanitario sono state messe in quarantena e vengono costantemente monitorate. Dai dati preliminari, resi noti dalle autorità sanitarie locali, risulta che un fratello della vittima, presenterebbe già diversi sintomi della malattia, ed è stato messo dunque sotto osservazione e in quarantena. 

Il virus Marburg
Esattamente come Ebola, il virus - che ha un periodo di incubazione dai due ai 21 giorni - provoca emorragie repentine dalle conseguenze drammatiche che può causare la morte nel giro di pochi giorni. Allo stato attuale, il tasso di mortalità per infezioni da Marburg è tra il 24 e l'88%. 

La prima epidemia nel 1967 in un laboratorio in Germania
Indigeno dell'Africa, il virus di Marburg prende il nome dall'omonima città tedesca dove fu isolato nel 1967 a seguito di un'epidemia di febbre emorragica tra il personale di un laboratorio addetto alle colture cellulari che aveva lavorato con reni di scimmie verdi ugandesi (Cercopithecus aethiops). Si ammalarono 31 persone, sette delle quali morirono. Episodi simili si verificarono anche nelle città di Francoforte e di Belgrado, nell'ex Jugoslavia.