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MONDO

Il caso

Crimea, Putin e Berlusconi per un costosissimo vino rosso spendono quanto al supermercato

Secondo il Centro di giornalismo investigativo ucraino nella storica cantina vinicola “Massandra”, di proprietà dello Stato, ai due leader sono state "vendute" oltre 30 bottiglie di vino da collezione a prezzi irrisori. La Procura aveva già aperto un'inchiesta

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S’infittisce lo scandalo che accompagna la visita di Silvio Berlusconi in Crimea. Il Centro di giornalismo investigativo ucraino è riuscito a ottenere una copia della nota spese aziendale della celebre cantina vinicola “Massandra”, che essendo un'azienda pubblica che custodisce un deposito di vini da collezione con prezzi da capogiro, è tenuta a rendicontare tutti i consumi e le vendite di ogni singola bottiglia.

Da questa nota spese risulterebbe che una bottiglia di vino spagnolo “Jerez de la Frontera” vendemmia del 1775, una chicca da 100-150 mila dollari portata in Crimea dal fondatore della cantina “Massandra”, il conte russo Mikhail Vorontsov, è stata venduta al prezzo di 44 rubli, ossia poco meno di 1 euro.

Una bottiglia analoga fu battuta da Sotheby’s nel 2001 al prezzo di 50 mila dollari e da allora il suo prezzo è raddoppiato, se non addirittura triplicato.

La stessa direttrice della “Massandra”, Yanina Pavlenko, cioè colei che ha offerto il vino a Putin e Berlusconi, aveva dichiarato in un’intervista all’agenzia giornalistica pubblica russa TASS che intendeva mettere all’asta una bottiglia simile, dalla cui vendita voleva ricavare un milione di euro.

Oltre al vino spagnolo, inoltre, pare che agli ospiti siano state offerte, “nell’ambito di un incontro da protocollo”, 31 bottiglie di vini rinomati, tra cui vini da collezione “Masandra”, annate 1936 e 1955. Incredibilmente, il costo totale del banchetto è stato complessivamente "modico" e per le 31 bottiglie da collezione i commensali hanno pagato appena 935, ossia all’incirca 20 euro.