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ECONOMIA

Prevista chiusura di ben 883 sportelli in meno

Unicredit: via libera ad aumento capitale. Trattativa su 3.900 nuovi esuberi

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E' pari a 3.900 nuove uscite l'ipotesi del piano di esuberi comunicata da Unicredit ai sindacati. Il numero si aggiunge ai 5.600 già annunciati nei precedenti piani, per un totale di 9.400 uscite al netto di alcune assunzioni, vale a dire un taglio del 21% sull'organico.

L'assemblea di Unicredit ha intanto  approvato l'aumento di capitale da 13 miliardi e il conseguente raggruppamento delle azioni, ordinarie e di risparmio, nel rapporto di una azione nuova ogni 10 possedute. L'operazione dovrà essere conclusa entro giugno 2017 ma si lavorerà per chiuderla entro il primo trimestre.

Per la parte ordinaria confermata la nomina in Cda, dopo la recente cooptazione, di  Jean Pierre Mustier, Ad del Gruppo, Sergio Balbinot e Martha Dagmar Böckenfeld, che resteranno in carica sino all'Assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'esercizio 2017.

Presente il 52% del capitale e passaggio a grande maggioranza per tutti tre i punti sottoposti al voto dei soci. A libro soci figurano 359mila azionisti. Presenti con quote superiori al 3%, Capital Researcha al 6,7% e Aabar al 5,04%. Il fondo Blackrock è al 4,8%.

Trattativa sugli esuberi al via. Ben 883 sportelli in meno
In questa prima fase della trattativa (al momento c'è stato un solo incontro, ne seguirà un altro all'inizio della prossima settimana), non è nota la distribuzione geografica delle uscite previste, che sarà probabilmente legata al piano di chiusura di filiali nel Paese, ben 883 sportelli in meno. La discussione tra azienda e sindacati è ancora alle prime battute e si sta concentrando sui numeri.

Ai 3.900 esodi richiesti devono essere sottratti 800 dipendenti - spiegano i sindacati - che potranno uscire con condizioni frutto di precedenti accordi (di questi 150 di loro usciranno già nel 2019 perché raggiungeranno l'età pensionabile, per altri 500-600 l'azienda vuole riaprire una procedura). Togliendo anche i 200-300 casi 'sociali' di dipendenti con difficoltà evidenti (famiglie monoreddito o persone con disabilità o altre difficoltà nelle uscite) rimangono circa 2.400 esuberi: 1009 dipendenti che potrebbero uscire a partire dal primo dicembre 2018, 778 a partire dal primo giugno 2019, 613 dal primo dicembre 2019.

"Si tratta - spiega il segretario generale della Uilca, Massimo Masi - di numeri strettissimi: le cui uscite corrisponderebbero nella quasi totalità a quelli che hanno i requisiti. Qui non si può più parlare di uscita volontaria, diventa obbligatoria". "Ieri l'azienda, però, ci ha comunicato che è disponibile ad ampliare la platea di chi potrà essere interessato dal piano ma ancora non ci ha comunicato i numeri - ha aggiunto -. L'ipotesi è ampliare la platea in modo tale che comprenda non più solo coloro ai quali mancano dai tre ai cinque anni all'ottenimento della pensione ma anche coloro cui mancano 4-6 anni. Questa è una correzione che giudichiamo positiva, che porterebbe ad ampliare la platea di riferimento di circa mille persone (non più 2.400 esuberi su circa 2.500, ma 2.400 su circa 3.500) e ridarebbe il carattere di volontarietà alle uscite. Chiaramente questo comporta un costo molto maggiore per l'azienda (perché la banca, con l'esodo paga tutti i soldi il primo giorno)".