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POLITICA

Il dibattito

Unioni civili Renzi a 'Porta a Porta': "Ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo"

"Sulla legge delle unioni civili l'atteggiamento negativo di parte della gerarchia e di parte del mondo cattolico era ovviamente atteso - ha detto Renzi - ma se una legge è giusta la devi fare a dispetto della contrarietà di alcuni"

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"Io sono cattolico ma faccio politica da laico: ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo. Ma ho rispetto di tutti e conoscendo il mio mondo sapevo che le polemiche ci sarebbero state. E' assolutamente rispettabile che ci sia chi non è d'accordo". Queste le parole del premier Matteo Renzi ospite al programma di Rai 1 'Porta a porta', parlando delle unioni civili. "L'atteggiamento negativo di parte della gerarchia e di parte del mondo cattolico era ovviamente atteso" ha aggiunto. 

Renzi ha ribadito il concetto che "se una legge è giusta la devi fare a dispetto della contrarietà di alcuni e se per questo devo pagare le conseguenze in termini elettorali ne pagherò le conseguenze. E' così su tutto quello che facciamo".

Per quanto riguarda l'utilizzo della fiducia per far passare i provvedimenti, che tante polemiche ha prodotto, il premier ha spiegato che "la fiducia serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento ma è anche un rischio: significa dire 'su questa cosa mi gioco la faccia del governo, perché se non funziona vado a casa'".

Rispetto poi alle reazioni di parte del mondo cattolico sulla legge delle unioni civili che hanno minacciato di boicottare il referendum costituzionale, Renzi ha detto che "il collegamento con il referendum costituzionale lo trovo un po' forzato. Dire 'gliela facciamo pagare al referendum di ottobre' è una cosa un po' strana ma assolutamente rispettabile. Inoltre non darei una lettura politicistica perché da trent'anni si discute di tante questioni, le riforme costituzionali, le tasse, il lavoro e da qualche anno in meno si discute del riconoscimento dei diritti alle coppie dello stesso sesso, anche con opinioni che sono cambiate. Io stesso ho avuto modo di riflettere e valutare come tanti nella società italiana: negli ultimi 15 anni le cose sono cambiate".

"La legge è equilibrata, di compromesso, non tutti possono esultare",  ha aggiunto il premier che ha riconosciuto: "E' una festa per tutti? No perché molti dicono non ci sono pieni diritti, altri dicono che è stato fatto troppo. Però adesso è realtà, prima si chiacchierava e basta".

In merito alla protesta dei sindaci leghisti che hanno minacciato di rifiutarsi di celebrare le unioni omosessuali, Renzi ha sottolineato che "un sindaco non è obbligato a celebrare sempre i matrimoni, io celebravo il 2 per cento dei matrimoni il sabato mattina, poi possono farlo altri. Il punto è l'istituzione: se c'è la legge, si rispetta, siamo, invece, 'à la carte', ognuno fa come gli pare".

Che Ala voti le riforme è un dato di fatto oggettivo
"Il fatto che Ala voti le riforme è un dato di fatto oggettivo, indubitabile che deriva dalla particolarità di questa legislatura, nata dopo che nessuno ha vinto le elezioni. Andare alle Camere a verificare maggioranza? Ho chiesto la fiducia 55 volte, il punto vero è che la gente chiede se facciamo le cose" e per evitare "grandi inciuci" in futuro, il premier ha rivendicato l'Italicum dove "la prossima volta chi arriva primo vince e governa".

Giustizia, giustizialismo e il rapporto con la politica
Renzi ha affrontato anche il tema del rapporto tra la politica e la giustizia. "Io - ha detto - mi fido dei giudici italiani, i giudici possono dire la loro su tutto non solo sulla riforma ma credo che il punto chiave del rapporto politica-giustizia sia di arrivare finalmente ad un limite che è stato superato in passato, più per responsabilità della politica, cioè di considerare l'avviso di garanzia una sentenza". Perché ha aggiunto, l'avviso di garanzia "per me non rileva ai fini della valutazione se rimanere o no al proprio posto: rivendico con grande tranquillità che il mio governo per primo lo ha teorizzato in Parlamento. Per anni c'è stata la strumentalizzazione dell'avviso di garanzia anche da parte del centrosinistra che secondo me ha sbagliato". "Serve giustizia e non giustizialismo, serve un sistema di garanzia: se arriva un avviso di garanzia, tutti dobbiamo ricordare che si è innocenti fino a sentenza passata in giudicato. Tutto qui il resto è una discussione autoreferenziale a cui non partecipo".

Il referendum costituzionale, non si spacchetta, non è il Tetris
Spacchettare il referendum costituzionale in più quesiti? "E' una valutazione che non devo fare io. Ma a mio parere assolutamente no, perché se volevi spacchettare la riforma facevi quattro voti diversi in Aula. Ma non è come il gioco Tetris, non è che ognuno prende un pezzettino e lo mette dove gli pare", ha sottolineato il presidente del Consiglio, spiegando che "le posizioni di chi sostiene il no sono legittime, c'è un professore di diritto costituzionale con cui ho studiato, De Siervo, che ha spiegato motivazioni in modo attento ma io non sono d'accordo: la riforma federale fatta del centrosinistra ha distrutto secondo me un pezzo di economia del Paese". Alla domanda se si andrà alle elezioni anticipate nel caso il no dovesse prevalere nel referendum, il premier ha risposto: "Deciderà il presidente della Repubblica".
 
Marco Carrai entrerà nello staff di Palazzo Chigi e non c'è alcun problema con gli americani
"Non c'è alcun problema" con gli americani sulla nomina di Marco Carrai: "per lui si profila un ruolo di lavoro assieme a me. Non ho mai pensato a un ruolo diverso. Quello staff ha un ruolo operativo importante. In tutti i governi il team dei principali collaboratori dei capi di governo è molto importante" e "definire amico d'infanzia una persona che ha creato un'azienda di big data a cui deve rinunciare se vuole venire con noi, mi pare riduttivo. Se le faccio l'elenco degli uomini del team di Obama che vengono da Chicago...". Così Renzi risponde alle voci e alle polemiche che si sono innescate non appena si è appreso che a capo della costituenda Agenzia per la sicurezza informatica sarebbe andato il suo amico Carrai. "Sono molto orgoglioso delle nomine che abbiamo fatto finora, i risultati si vedono. Lavoro con le persone che conosco e con  le quali ho imparato ad avere un rapporto di stima. Carrai non ha alcun problema rispetto alle sue società e se viene con noi deve lasciare con un blind trust o altro strumento", ha aggiunto. Poi lasciando la Rai dopo la registrazione di Porta a Porta, ha spiegato ai giornalisti che se Marco Carrai entrerà nello staff di Palazzo Chigi "verrà ad occuparsi di Big data e cyber".

L'accordo con la Turchia sugli immigrati "funzionicchia" ma i soldi dovrebbero andare alla Grecia
L'accordo sui migranti con la Turchia? "Funzionicchia. Dobbiamo essere molto prudenti perché oggettivamente il flusso si è ridotto. Con la Turchia abbiamo anche una grande questione di verificare se dopo le dimissioni del primo ministro questo accordo, come auspico, possa andare avanti". Secondo il premier però, "se c'è un Paese che ha diritto ad avere soldi per il numero di migranti è la Grecia. Se uno vede le immagini di Idomeni deve vergognarsi di essere uomo". E infine "basta buttare via i soldi dell'Europa in tanti progetti che non servono: mettiamoli nell'Africa, in Ghana, in Niger".

La Russia deve essere riportata a bordo
"Sulle sanzioni alla Russia si deciderà tutti insieme sulla base del miglioramento degli accordi del protocollo di Minsk. La mia posizione è che spero che il protocollo di Minsk vada avanti", questo l'augurio di Renzi perché "se non riportiamo la Russia a bordo - ha sottolineato - facciamo un errore. Dal punto di vista generale, Putin sta cogliendo un punto importante investendo sulla questione culturale. Putin ha fatto lo speech introduttivo al concerto di Palmira, ed è molto importante".
 
 Abbasseremo le tasse nel 2017
"Nel 2017 mi impegno a dire che le tasse continueranno a scendere ma non dirò come finchè non avremo numeri chiari".