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MONDO

Corte dei diritti umani

Unioni gay, Strasburgo condanna Italia: riconosca coppie dello stesso sesso

Il giudizio è stato emesso all'unanimità nell'ambito del caso sollevato da tre coppie omosessuali che hanno fatto ricorso contro l'impossibilita di vedersi riconoscere l'unione in Italia. 

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Gay pride a Torino (ansa) immagine archivio
L'Italia deve introdurre il riconoscimento legale per le unioni gay. A stabilirlo è la Corte europea dei diritti umani. I giudici di Strasburgo hanno condannato il nostro Paese per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali, in particolare dell'articolo 8 della convenzione europea dei diritti umani, ovvero il diritto al rispetto per la vita privata e familiare. 

Il giudizio è stato emesso all'unanimità nell'ambito del caso sollevato da Oliari e altri contro l'Italia. Si tratta di tre coppie omosessuali, guidate da Enrico Oliari, presidente di Gaylib (l'associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra) che hanno fatto ricorso a Strasburgo contro l'impossibilita di vedersi riconoscere in patria l'unione. Nei prossimi tre mesi i ricorrenti così come lo Stato italiano possono chiedere il riesame da parte della Grande Sezione.

Le coppie omosessuali "hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali. Per questo l'Italia e gli Stati firmatari della Cedu devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio. L'Italia è l'unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno ed è stata quindi condannata per violazione dell'art. 8 della Convenzione". C'è quindi un vuoto normativo da colmare. 

"La Corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile", si legge in una nota.

"È un risultato molto positivo che dice che una forma istituzionalmente definita a garanzia va data", affermano i legali delle tre coppie al centro del pronunciamento della Corte di Strasburgo. "Il governo - aggiungono - è stato condannato ad un risarcimento. La decisione non impone vincoli sullo strumento da individuare, si tratti di matrimonio, Dico o altro, ma uno strumento serve".

La condanna di Strasburgo arriva dopo il riconoscimento delle nozze gay come diritto costituzionale dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e dopo il voto favorevole al referendum in Irlanda per l'approvazione dei matrimoni tra coppie dello stesso sesso.