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Coronavirus

Dopo inizio lento ora l'Ue vaccina 30 persone al secondo

Stato dell'Unione, von der Leyen: "L'Italia chiese all'Ue di intervenire e aveva ragione"

Parla in italiano la presidente della Commissione europea in collegamento con Firenze per l'annuale appuntamento con "The State of the Union" e cita anche don Milani: "I care sia il motto dell'Unione europea"

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"A pochi chilometri da Firenze c'è un paesino, Barbiana, dove don Milani, sul muro della scuola, scrisse in inglese 'I Care'. Lui disse agli studenti che quelle erano le parole più importanti da imparare. 'I Care' significa assumere responsabilità. Gli europei hanno dimostrato con le loro azioni cosa significhi. Questo deve essere il motto dell'Europa. We Care"

Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso del  "The State of the Union", appuntamento annuale organizzato a Firenze dall'Istituto universitario europeo.

"Non potrebbe esserci posto migliore di Firenze per celebrare la Festa dell'Europa quest'anno" a detto von der Leyen in italiano, per sottolineare il passaggio all'interno di un discorso pronunciato in inglese, partecipando in videoconferenza alla decima edizione dell'evento.

"Firenze è la città del rinascimento, il luogo in cui tutto è iniziato, un nuovo inizio per le arti e la scienza dopo la grande epidemia di peste del tardo Medioevo. E da Firenze lo spirito del Rinascimento si sparse nel resto dell'Europa". "La storia d'Europa è una storia di Rinascimenti". "Dopo ogni crisi c'è stato un Rinascimento e di questo ha bisogno ora l'Europa. L'Europa è in grado di superare le crisi". "Oggi sono qui per dire che l'Europa ha dimostrato che l'Unione delle democrazie può raggiungere obiettivi per i cittadini europei e il resto del mondo".

"L'Italia aveva ragione"
"L'Unione europea non è stata progettata per combattere una pandemia", ma "ricordo molto bene i primi giorni della pandemia e la chiamata all'Europa arrivata dall'Italia. Il popolo italiano ha chiesto all'Europa di intervenire" e "aveva ragione".

Vaccino, successo Ue, consegne in aumento
"E' chiaro che la campagna europea di vaccinazione è un successo, perché' quello che conta non sono né i titoli confusi provenienti da certi Paesi stranieri e tantomeno le affermazioni sui social sulla cosiddetta diplomazia dei vaccini". "Quello che conta è la consegna quotidiana di dosi in costante aumento" a favore "della nostra gente e del mondo intero". 

Vacciniamo 30 persone al secondo
"Finora circa 200 milioni di dosi sono state distribuite nell'Unione europea", che sono abbastanza "per vaccinare la metà della popolazione adulta europea almeno una volta" e "al momento stiamo vaccinando 30 europei al secondo" e "tre milioni al giorno". "Né la Cina né la Russia si avvicinano a questi numeri", ha aggiunto. La presidente si è detta quindi "fiduciosa" che la l'Unione "riuscirà a fornire dosi per almeno il 70% della popolazione adulta Ue entro luglio".

Disponibili su proposta Usa per brevetti
"Siamo disponibili a discutere come la proposta degli Stati Uniti per una rinuncia alla protezione dei diritti intellettuali per i vaccini anti-Covid che possa aiutare" a contrastare la pandemia a livello globale. "Ma nel breve periodo chiediamo ai Paesi che producono vaccini di permettere l'export ed evitare misure che mettono in crisi la catena di produzione". 

GB e Usa più rapidi, Ue aperta al mondo
Nella campagna di vaccinazione "Paesi come gli Stati Uniti e il Regno Unito sono stati più rapidi all'inizio", ma "l'Europa ha raggiunto questo successo rimanendo aperta al resto del mondo" e oggi "è il principale esportatore di dosi a livello globale" con "oltre 200 milioni di dosi spedite verso il resto del mondo". 

1,8 miliardi di dosi Pfizer per evitare nuova ondata
"Sono felice di annunciare che siamo vicini alla firma di un nuovo contratto con BioNTech e Pfizer che permetterà la consegna di 1,8 miliardi di dosi fino al 2023 e altri contratti seguiranno". "I vaccini sono la nostra polizza assicurativa contro la prossima ondata di Covid-19".