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Coronavirus

La pandemia

Vaccini. Authority britannica: nessuna prova contro AstraZeneca

Ulteriori 5 rari casi di trombosi sono ancora oggetto di studio, ma "al momento non vi sono prove di una relazione causale" con il vaccino neppure "riguardo a questi casi"

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L'agenzia britannica del farmaco (Mhra) esclude formalmente che vi sia alcuna prova di un legame fra l'uso del vaccino anti Covid di AstraZeneca e i singoli casi di trombi sanguigni diagnosticati ad alcune persone dopo la somministrazione, e raccomanda quindi di continuare a inoculare questo medicinale mai sospeso nel Regno Unito e già ricevuto da milioni di individui. 

Lo riferisce Sky, anticipando la conferenza stampa a Downing Street a cui la numero uno della Mhra, dottoressa June Raine, parteciperà nel pomeriggio al fianco del primo ministro Boris Johnson. 

"Il nostro esame approfondito e minuzioso, parallelo alla valutazione critica di scienziati indipendenti di primo piano, mostra che non vi è alcuna prova che si possano produrre trombi sanguigni nelle vene in misura maggiore rispetto a quanto si attenderebbe in assenza di vaccinazioni", si legge in un comunicato sottoscritto da June Raine e diffuso dall'autorità di regolazione del Regno qualche ora prima del briefing. E la rassicurazione vale per "entrambi i vaccini" in uso al momento nel Paese, ossia AstraZeneca e Pfizer.

Ancora indagini su 5 trombosi rare
Dopo la rassicurazione generale su AstraZeneca e Pfizer, con l'indicazione a proseguire le vaccinazioni, il capo della sicurezza vaccinale alla Mhra, Phil Bryan, ha precisato che l'autorità britannica sta conducendo indagini ulteriori su 5 singoli casi di trombosi più specifiche e gravi segnalate nel Regno fra persone sottoposte a vaccinazioni anti Covid. Bryan ha spiegato che i 5 casi specifici, "analoghi" ad altri registrati in Norvegia e Germania e "molto rari in natura", sono ancora oggetto di studio "per raccogliere più informazioni e determinare" con certezza se non siano "stati causati dal vaccino". 

"Al momento non vi sono prove di una relazione causale" con il vaccino di AstraZeneca neppure "riguardo a questi casi", che restano "un evento medico ancora estremamente raro", ha poi puntualizzato Bryan. "Mentre sappiamo che questi vaccini sono altamente efficaci per fronteggiare il peso tuttora enorme delle infezioni da Covid nella popolazione", ha rimarcato, notando come "quindi il bilancio costi benefici rimanga favorevole alle vaccinazioni". 

Sulla stessa lunghezza d'onda il professor Munir Pirmohamed, uno dei luminari britannici coinvolti nei controlli, e presidente della Commission on Human Medicines, secondo il quale, "avendo rivisto tutti i dati disponibili, possiamo concludere che non c'è nemmeno un rischio marginale d'incremento del rischio di tromboembolie venose" legate alla somministrazione di AstraZeneca o di qualunque vaccino anti Covid. È per questo - ha concluso Pirmohamed - "che noi continuiamo a raccomandare ad oggi a tutti coloro a cui il vaccino viene offerto di farsi vaccinare".