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MONDO

Roma e Caracas

Venezuela, il vicepremier Luigi Di Maio: "Né con Maduro né con Guaidó: Italia deve essere neutrale"

"Noi dobbiamo semplicemente favorire il dialogo, noi non vogliamo creare un'altra Libia, il Venezuela ha la prima riserva di petrolio al mondo, è al centro di tutta questa attenzione anche per gli interessi economici che ci sono", ha  detto il vicepremier ospite di "Uno Mattina" su Rai Uno

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Il dossier Venezuela continua a non trovare una lettura condivisa nell'ambito della compagine del governo italiano, nonostante il forte richiamo arrivato dal Presidente Mattarella. Dopo la lettera con la quale l'autoproclamato presidente Guaidó sollecitava il nostro Paese a schierarsi dalla sua parte e contro il Presidente Maduro è arrivata ieri l'apertura del vicepremier Salvini, che la settimana prossima incontrerà una delegazione inviata da Guaidó proveniente da Caracas mentre oggi arriva la dichiarazione di neutralità dell'altro vicepremier Di Maio.

Di Maio: "Italia neutrale"
"L'Italia deve essere neutrale sulla questione venezuelana, né schierarsi con Maduro, per carità, néschierarsi con Guaidó. Noi dobbiamo semplicemente favorire il dialogo, noi non vogliamo creare un'altra Libia, il Venezuela ha la prima riserva di petrolio al mondo, e' al centro di tutta questa attenzione anche per gli interessi economici che ci sono". Lo ha detto il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, ospite di "Uno Mattina", su Rai Uno.

"Come Italia non parteciperemo alla partita 'chi con Maduro, chi con Guaidó - ha aggiunto Di Maio -. Sono con la linea che porta avanti Papa Francesco, quella del dialogo, cosa deve succedere lo devono decidere i venezuelani, non entriamo a gamba tesa come si e' fatto con la Libia".

La richiesta di Guaidó
Ieri il presidente autoproclamato del Venezuela Juan Guaidó aveva chiesto un incontro al ministro dell'Interno Matteo Salvini a Roma "nel più breve tempo possibile" con una delegazione ufficiale del Parlamento del Paese sudamericano "finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che stiamo vivendo in Venezuela". Lo si legge in una lettera che Guaidó  ha inviato a Salvini.

"Il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l'indizione di elezioni libere e trasparenti" e la soluzione dell'"attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100mila italiani che vivono in Venezuela" sarà illustrato dalla delegazione ufficiale venezuelana che Juan Guaidó intende inviare in Italia. Lo scrive lo stesso autoproclamato presidente nella lettera.

Allo stesso tempo il leader autoproclamotosi presidente ha chiesto un incontro anche all'altro vicepremier del governo italiano Luigi Di Maio, con le stesse finalità, "uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che sta vivendo il Venezuela". "Vorremmo poterle rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi e grazie al sostegno della comunità internazionale, a libere elezioni democratiche", si legge nella missiva.

Salvini vedrà delegati di Guaidó
Lunedì 11 febbraio al Viminale il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini incontrerà una delegazione venezuelana, così come chiesto da Juan Guaidó con una lettera ufficiale. L’appuntamento segue di qualche giorno la visita di alcuni rappresentanti della comunità venezuelana in Italia che sono stati ricevuti al ministero lunedì 4 febbraio.

Messico e Uruguay propongono "meccanismo" di dialogo
Uruguay e Messico hanno proposto oggi l'istituzione di un meccanismo di dialogo senza condizioni preliminari per facilitare una soluzione negoziata della crisi politica in Venezuela. Messico e Uruguay sono tra i pochi paesi latinoamericani che non hanno riconosciuto il presidente del Parlamento venezuelano Juan Guaidó come presidente ad interim del Paese dopo l'autoproclamazione del 23 gennaio.

Il ministro degli Esteri dell'Uruguay, Rodolfo Nin Novoa, e il suo omologo messicano, Marcelo Ebrard, hanno presentato il "Meccanismo di Montevideo" in una conferenza stampa nella capitale uruguaiana, che comprende diverse fasi e la mediazione di personalità di fama internazionale. Questa proposta non richiede lo svolgimento di elezioni presidenziali anticipate, come richiesto dall'opposizione venezuelana e da molti paesi.

"Se chiediamo le elezioni in questo e in quel momento, imponiamo condizioni che rendono difficile il dialogo. Sono il governo e l'opposizione in Venezuela che devono essere d'accordo", ha spiegato Nin Novoa, leggendo una dichiarazione congiunta dei due governi. "Proponiamo il Meccanismo di Montevideo sulla base del nostro legittimo interesse e della nostra disponibilità a contribuire ad una soluzione delle divergenze tra il popolo venezuelano e gli attori coinvolti", ha aggiunto.

La proposta congiunta sarà presentata giovedì ai partecipanti alla prima riunione di un gruppo internazionale di contatto a Montevideo, che riunisce l'Unione europea, sette paesi europei e quattro paesi dell'America latina, compreso l'Uruguay. Il Messico, il cui ministro degli Esteri parteciperà alla riunione di giovedì, non si è unito al Gruppo di contatto.