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MONDO

La crisi

Venezuela. Madrid, Parigi e Berlino: elezioni libere o riconosciamo Guaidó. Scintille Lega-M5s

Dopo la Spagna anche Francia e Germania chiedono a Maduro di convocare le urne entro 8 giorni. Il leader dell'opposizione venezuelana ringrazia per il sostegno a nuove elezioni

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"Senza elezioni annunciate da qui ad otto giorni, noi saremo pronti a riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim". Praticamente in contemporanea con l'annuncio di Pedro Sánchez da Madrid, anche la Francia si unisce, insieme alla Germania, all'ultimatum dato a Nicolas Maduro per risolvere la pericolosa crisi politica in Venezuela. "Il popolo venezuelano deve poter decidere liberamente del proprio futuro", aggiunge il presidente francese, sottolineando che "si continua a lavorare con gli alleati europei".

Macron: il popolo venezuelano scelga liberamente il proprio futuro
"Il popolo venezuelano deve poter decidere liberamente il proprio futuro", ha scritto il presidente francese Emmanuel Macron, esprimendo una posizione simile a quella di Germania e Spagna. "A meno che non vengano annunciate elezioni entro i prossimi otto giorni, siamo pronti a riconoscere Juan Guaidó come presidente a interim", ha detto la portavoce del governo tedesco, Martina Fietz. "Non vogliamo instaurare o rimuovere governi, vogliamo la democrazia e elezioni libere in Venezuela", ha dichiarato il premier spagnolo Pedro Sánchez.

Anche Londra, il Portogallo e l'Olanda si sono poi aggiunte all'ultimatum europeo. Intanto, la Banca d'Inghilterra ha bloccato il governo di Maduro che voleva ritirare 1,2 miliardi di dollari in lingotti d'oro. Lo riporta l'agenzia Bloomberg. L'oro posseduto presso la Bank of England rappresenta una parte cospicua degli 8 miliardi di dollari di riserve detenute all'estero dalla banca centrale del Venezuela.

Ue: si voti a breve o prenderemo nuove misure 
"L'Ue chiede con forza si tengano urgentemente elezioni presidenziali libere, trasparenti e credibili in accordo con gli standard democratici internazionali e con l'ordine costituzionale del Venezuela. In assenza di un annuncio sull'organizzazione di nuove elezioni dotate delle garanzie necessarie nei prossimi giorni, l'Ue prenderà nuove misure, anche sulla questione del riconoscimento della leadership del Paese". Lo ha dichiarato l'alta rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, secondo quanto fa sapere una nota.

Guaidó ringrazia per il sostegno a nuove elezioni
Juan Guaidó in una serie di tweet ha ringraziato Francia, Germania e Spagna per la loro presa di posizione a favore di nuove elezioni. "Ringraziamo il governo della Germania per il suo impegno nei confronti del popolo venezuelano nella nostra lotta per una nazione libera e democratica", si legge in un tweet dell'autoproclamatosi presidente a interim del Venezuela. Rivolto al presidente francese Emmanuel Macron, Guaidó si è detto "molto grato" per l'impegno per "ottenere un governo transitorio e per avere elezioni libere". Apprezzamento anche per "le parole e l'impegno" del premier spagnolo Pedro Sanchez. Il leader dell'opposizione venezuelana ha anche fatto riferimento ai "progressi" compiti in seno all'Unione europea "per il pieno riconoscimento e il sostegno della nostra lotta legittima e costituzionale".

"Pronto a incontrare emissari Maduro"
L'autoproclamato presidente a interim del Venezuela si è poi detto disposto a incontrare funzionari del governo di Maduro per "mettere fine" a quella che considera una "usurpazione" della presidenza. Guaidó non ha al momento confermato incontri in programma.

No di Maduro all'Ue
Il Venezuela rigetta categoricamente l'ultimatum posto da numerosi Paesi europei, che si dicono pronte a riconoscere come presidente il capo dell'opposizione Juan Guaidó se il capo di Stato Maduro non convocherà entro 8 giorni nuove elezioni. "Nessuno ci può dire se delle elezioni vanno convocate oppure no", ha detto il ministro degli Esteri venezuelano Jorge Arreza intervenendo alla riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Sostegno a Maduro è giunto da Cuba, Nicaragua e Bolivia.

Comunità internazionale divisa
Al Palazzo di Vetro di New York, in corso la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, chiesta dagli Stati Uniti per discutere la situazione in Venezuela. E' presente il segretario di Stato americano, Mike Pompeo.

La Russia: gli Usa tentano il golpe 
"Un tentativo di golpe degli Usa in Venezuela": è l'accusa mossa dalla Russia nel corso della riunione dell'Onu. 

Pompeo mette in guardia Maduro: proteggi diplomatici
Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha avvertito il venezuelano Nicolas Maduro di proteggere l'ambasciata degli Stati Uniti, poche ore prima della scadenza per uscire dal Paese dei diplomatici americani fissata dallo stesso Maduro che non è più riconosciuto da Washington come presidente."Consentitemi di essere al 100% chiaro: il Presidente Trump e io ci aspettiamo che i nostri diplomatici continueranno a ricevere le protezioni previste dalla Convenzione di Vienna", ha detto Pompeo a una sessione speciale del Consiglio di sicurezza dell'Onu sul Venezuela. "Non mettete alla prova gli Stati Uniti nella sua determinazione per proteggere il suo popolo", ha intimato il capo della diplomazia Usa.

Cina: stop interferenze, questione interna 
"La situazione in Venezuela è una questione interna che non costituisce una minaccia per lapace e la sicurezza internazionale": lo ha detto il rappresentante cinese all'Onu intervenendo alla riunione del Consiglio di sicurezza. "Noi siamo per il rispetto della sovranità del Venezuela e siamo contro ogni interferenza".

Conte: auspichiamo riconciliazione nazionale ed elezione
"L’Italia sta seguendo con costante attenzione la situazione in Venezuela. Auspichiamo la necessità di una riconciliazione nazionale e di un processo politico che si svolga in modo ordinato e che consenta al popolo venezuelano di arrivare quanto prima a esercitare libere scelte democratiche". Così il premier Giuseppe Conte su Facebook. "In questo momento è di fondamentale importanza scongiurare una escalation della violenza all'interno del paese e al contempo cercare di evitare che il Venezuela, attraverso l'impositivo intervento di Paesi stranieri, possa diventare terreno di confronto e divisioni tra attori globali", aggiunge Conte. "L'Italia sta con il popolo venezuelano e auspica per esso migliori condizioni di vita politica, sociale ed economica", conclude.

Moavero: ci riconosciamo nella posizione Ue
"Ci riconosciamo pienamente nella dichiarazione comune che gli Stati membri dell'Ue hanno diffuso oggi sulla situazione in Venezuela, alla redazione della quale abbiamo partecipato. Chiediamo una vera riconciliazione nazionale e iniziative costruttive che scongiurino sviluppi gravi e negativi, assicurino il rispetto dei diritti fondamentali e consentano un rapido ritorno alla legittimità democratica, garantita da nuove elezioni libere e trasparenti". Lo afferma il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Il ministro sarà al Senato mercoledì 30 gennaio alle 18 per una informativa sul Venezuela. Lo si apprende da fonti parlamentari.

Di parere diverso il sottosegretario agli Esteri di M5s, Di Stefano, che su Twitter scrive: "Tra interventismo statunitense, freno tout court della Russia e inutili ultimatum Ue, l'Italia offre di mediare tra Maduro e opposizioni per una transizione politica verso nuove elezioni in Venezuela, nei tempi e nei modi più adatti. Gli ultimatum compattano solo il potere".

Salvini: spero Italia abbandoni Maduro
Francia e Germania "hanno fatto bene" a imporre un ultimatum a Maduro, in quanto questi "sta piegando con la violenza e con la fame un popolo e lo dico perchè ci sono anche tanti italiani in Venezuela che stanno soffrendo". Lo ha detto, arrivando a un evento a Milano, il vice premier Matteo Salvini, il quale ha aggiunto di sperare "che anche il governo italiano abbandoni ogni prudenza e sostenga il popolo venezuelano" e il suo "diritto a libere elezioni e alla democrazia". 

Di Battista attacca Salvini
"Firmare l'ultimatum Ue al Venezuela è una stronz.. megagalattica. E' lo stesso identico schema che si è avuto anni fa con la Libia e con Gheddafi. Identico. Qua non si tratta di difendere Maduro. Si tratta di evitare un'escalation di violenza addirittura peggiore di quella che il Venezuela vive ormai da anni. E mi meraviglio di Salvini che fa il sovranista a parole ma poi avalla, come un Macron o un Saviano qualsiasi, una linea ridicola". Lo scrive Alessandro Di Battista su Fb.

La controreplica del vicepremier
"Di Battista ignora e parla a vanvera: non solo milioni di Venezuelani, ma anche migliaia di Italiani soffrono da anni la fame e la paura imposti dal regime di sinistra di Maduro. Prima tornano diritti, benessere e libertà in #Venezuela, meglio sarà per il popolo", controreplica Salvini.

Tajani: vergogna Italia in silenzio
"Spagna, Francia e Germania hanno preso una posizione chiara e dura contro il dittatore Nicolas Maduro. L'Italia tace. E' una vergogna rimanere in silenzio e non avere il coraggio di scegliere di stare dalla parte di Guaido. #Venezuela #VenezuelaLibre", aveva scritto in precedenza su twitter il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, vicepresidente di Fi.

Renzi: l'Italia deve stare con l'Europa, non con Maduro 
"Parliamo il linguaggio della chiarezza: il regime che sta affamando il Venezuela non è democraticamente eletto. Il golpe non lo ha fatto Trump o l'Unione Europea: il golpe lo sta facendo Maduro. La gente muore di fame, non si trovano i medicinali, uno dei paesi più ricchi d'America è stato distrutto da una squallida dittatura populista: occorrono elezioni libere". Lo scrive su Facebook l'ex premier Matteo Renzi. "L'Unione Europa, con Macron, Merkel, Sanchez, ha scelto una linea politica chiara- aggiunge-: si vada subito alle elezioni. Il fatto che per la prima volta nella storia manchi la firma dell'Italia con gli altri grandi paesi europei è un fatto vergognoso. L'Italia deve stare con l'Europa, non con Maduro. Piaccia o non piaccia al Movimento Cinque Stelle".