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SPETTACOLO

L'attore morì per un problema cardiaco

Vent'anni senza Troisi, il Pulcinella di San Giorgio a Cremano

Il 4 giugno 1994 ci lasciava l'artista campano. Tanto teatro e cinema in carriera e l'oscar sfiorato con 'Il Postino'

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Massimo Troisi
“Si è più registi prima di andare a dormire, quando si va in bagno, parlando con la propria moglie, piuttosto che sul set”. Parlava così del suo lavoro, Massimo Troisi. Una frase che forse sintetizza come poche lo spirito dell’attore, regista, in una sola parola, artista. Definizione da accompagnare alla provenienza geografica: napoletano. O meglio, di San Giorgio a Cremano, dove era nato, nel 1953, in una casa piccola e sovraffollata, da condividere con cinque fratelli, due genitori, due nonni e cinque nipoti.

Una condizione che lasciava poche scelte: una periferia disastrata dove l’unica alternativa vera è il riscatto sociale. Un riscatto che purtroppo Troisi non ha potuto vedere perché vent’anni fa, il 4 giugno, se ne è andato per uno scompenso cardiaco alla valvola mitralica, a soli 41 anni. E ad appena 12 ore dopo la fine del suo film più impegnativo ‘Il Postino’, che gli sarebbe valsa una nomination agli Oscar come miglior attore protagonista.

Il cinema apparteneva alla seconda vita del Troisi attore: l’esordio con ‘Ricomincio da tre’ (1981) era arrivato dopo anni di teatro. Prima il gruppo i ‘Saraceni’, poi con gli amici Lello Arena e Enzo Decaro ne ‘La Smorfia’ aveva fatto il suo ingresso in tv e si era fatto conoscere sul palcoscenico nazionale. Con delle caratteristiche che appartenevano solo a lui: una parlata spesso incomprensibile e un volto come una maschera, in grado di adattarsi all’interlocutore e ai personaggi interpretati, fossero San Gennaro o l’arcangelo Gabriele.

Il successo sul piccolo schermo lanciò Troisi come regista e nelle sale: ‘Scusate il ritardo’ fu apprezzato dalla critica ma il trionfo di pubblico e di incasso, condiviso con Roberto Benigni, giunse con "Non ci resta che piangere" (1984). Dietro la macchina da presa continuò con “Le vie del Signore sono finite” (1987) e "Pensavo fosse amore... e invece era un calesse" (1991), poi fu Ettore Scola a chiamarlo come attore per calarsi nei panni di Pulcinella nel "Il viaggio di Capitan Fracassa" (1990) e consacrarlo alla mostra di Venezia con la Coppa Volpi per la miglior interpretazione in ‘Che ora è?’.
Premio che si aggiunse ai vari David e Nastri, fino al successo mondiale raggiunto con il ‘Postino’ che avrebbe reso Troisi una star internazionale con un Oscar. Ma anche senza la statuetta, il Pulcinella di San Giorgio a Cremano resta indimenticabile.