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CULTURA

Tivoli

Villa Adriana: dopo il "warning" Unesco, il Ministero boccia la lottizzazione Nathan

L'organismo dell'Onu ha richiesto chiarimenti al Ministero dopo un progetto edilizio, la cosiddetta "lottizzazione Nathan", a ridosso del complesso archeologico di Tivoli, minacciando di espellere la villa dai siti "Patrimonio dell'umanità". Adesso il Mibact boccia il piano di lottizzazione. Ma Barbara Mezzaroma, ad del gruppo Impreme, attacca: "Se arriva un diniego mi attivo per il risarcimento danni"

 

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Le "cento camerelle" di Villa Adriana
di Carlotta Macerollo
Non sarà facile per la "superba" Villa Adriana di Tivoli, a pochi chilometri da Roma, perdere la certificazione di "patrimonio dell'umanità" dell’Unesco: le uniche due maglie nere in 69 anni sono state Dresda e il santuario dell'Orice d'Arabia nel deserto dell'Oman. In più la procedura di cancellazione richiede tempi biblici.

Il warning dell'Unesco
Però, prima l'ipotesi, fortunatamente sventata, di costruire a ridosso della villa una discarica poi la cosiddetta "lottizzazione Nathan", il complesso edilizio di 191mila metri cubi progettato da Paolo Portoghesi per conto di Impreme, società del gruppo Mezzaroma, hanno messo in allarme la commissione dell'organismo dell'Onu, tanto da chiedere chiarimenti al governo italiano, minacciando di togliere il riconoscimento Unesco alla villa. Un'iniziativa duramente contestata dagli ambientalisti che riscontrano una violazione della cosiddetta "buffer zone", ovvero l'area di rispetto concordata tra Italia e Unesco all'atto della procedura di riconoscimento del "Patrimonio dell'umanità".

La "lottizzazione Nathan", cos'è
"Si era partiti da una lottizzazione da un milione di metri cubi a due passi dalla Villa, adesso siamo arrivati ad un ridimensionamento e questo non ci soddisfa perché il rischio è che l'Unesco che ha messo nel 2012 sotto monitoraggio la villa ci tolga il titolo e possiamo immaginare che danno sarebbe per la città di Tivoli e per l'Italia", ci spiega Gianni Innocenti, presidente di Legambiente Tivoli. Un'altra minaccia al sito dopo quella, fortunatamente sventata, di costruire a pochi passi la più grande discarica d'Europa, Corcolle.

Una vicenda che va avanti dal 1981
La vicenda della "lottizzazione Nathan" comincia nel lontano 1981. "Le cose in questo momento sono ferme perché c'è un ricorso al Tar di Italia Nostra che speriamo abbia un risultato positivo e che vuole che questa lottizzazione non si faccia - spiega Innocenti, Legambiente - Il Comune aveva rilasciato le autorizzazioni però non sappiamo ancora se è stata firmata la convenzione tra Comune e lottizzatori: è una vicenda molto complicata".

I chiarimenti richiesti dall'Unesco e la relazione del Ministero
Dopo la richiesta di chiarimenti da parte dell'Unesco indirizzata al Ministero dei beni e delle attività culturali (Mibact), quest'ultimo ha affidato ad un team di esperti l'incarico di predisporre una relazione sulla faccenda, valutazione che boccia senza mezzi termini la "Nathan", senza però avere il potere di fermare i lavori. Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali Franceschini, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare, ha detto che "vi sono i presupposti per rivedere la lottizzazione. Dal Ministero la posizione è netta e chiara". Nella relazione si legge poi che "il piano di lottizzazione avrebbe un forte impatto negativo sui vari aspetti del patrimonio all'interno del sito proclamato Patrimonio Mondiale dell'Umanità". "Comporterebbe il rischio di una decisione del World Heritage Commitee di far collocare Villa Adriana nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo (World Heritage in Danger List) e, in assenza della rimozione delle cause dell'impatto negativo, la sua successiva cancellazione. L'unica possibilità che lo Stato italiano ha per evitare una tale eventualità è di bloccare questo progetto di pianificazione urbanistica".

La parola passa adesso alla Regione Lazio e al Comune di Tivoli. "Il ministero ha fatto tutto nelle richieste della Commissione Unesco, abbiamo redatto un rapporto sullo stato di conservazione e comunque, come sito Unesco, dobbiamo redigere dei rapporti periodici sulle situazioni del bene iscritto - ci spiega Benedetta Adembri, direttrice di Villa Adriana - Comunque la questione è in corso". "Qui è tutto lasciato al degrado - spiega Innocenti, Legambiente - Possiamo pensare anche che sia intenzionale: perché poi l'opinione pubblica può pensare: meglio le palazzine che un degrado del genere che provoca animali…".

Barbara Mezzaroma: "Il nostro è un progetto di riqualificazione"
"Sono davvero convinta che il nostro sia un progetto di riqualificazione del territorio e mi dispiace di non essere stata coinvolta in un tavolo con le istituzioni, Comune di Tivoli, Regione Lazio e Ministero - spiega Barbara Mezzaroma, ad della Impreme - Ho dei diritti anche io, abbiamo fatto degli investimenti in più di 30 anni. Dalla nostra abbiamo anche il pronunciamento a favore del Tar, che nel 2006 ci ha dato ragione. Come succede in questi casi, è stato stimato un risarcimento danni che ci sarebbe dovuto se intentassimo una causa. Parliamo di circa 90 milioni di euro". Cosa fareste se arrivasse la bocciatura della lottizzazione da parte del Ministero? "Se arriverà un diniego mi attivo per il risarcimento danni: non metto in difficoltà la mia azienda che ha un indotto di mille dipendenti".