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ITALIA

Ogni donna deve sentire vicine le istituzioni

Violenza contro le donne, Mattarella: è ancora emergenza pubblica

Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti, nell' 82 % dei casi chi la esercita vive in casa con loro.

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"La violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere. Le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti perché consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute". Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne affermando che "molto resta ancora da fare" e "ogni donna deve sentire le istituzioni vicine".

Tutti noi dobbiamo - afferma Mattarella - continuare ad adoperarci nella prevenzione del fenomeno, nel concreto sostegno delle vittime e dei loro figli,nella applicazione rigorosa degli strumenti esistenti, nel reperimento delle risorse necessarie e nell'elaborazione di ciò che serve per intercettare e contrastare i segnali del maltrattamento delle donne".   Nella sua dichiarazione il Capo dello Stato ricorda che "venti anni fa l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne per richiamare l'attenzione pubblica su una sistematica violazione dei diritti umani, ostacolo alla coesione e al pieno sviluppo di una società. Molto è stato fatto anche all'interno del nostro Paese: la violenza contro le donne è un tema all'attenzione del legislatore capace di animare singole iniziative e progetti collettivi". Tuttavia, "la violenza sulle donne non smette di essere emergenza pubblica e per questo la coscienza della gravità del fenomeno deve continuare a crescere".

La panchina rossa
La Camera dei Deputati celebrerà questa giornata  con una panchina rossa nel cortile di Montecitorio mentre la facciata la Presidente del Senato Elisabetta  Casellati farà illuminare di  rosso la facciata di Palazzo Madama.  Sulla facciata di Palazzo Madama illuminata di  rosso verrà proiettata la scritta ''No alla violenza”. Il ministro della giustizia Bonafede ricorda come con l’introduzione del 'Codice rosso' si toglie ogni possibilità di concedere attenuanti a chi usa violenza contro le donne.

Il tweet del Premier Conte
"Abbiamo approvato norme, sbloccato fondi, avviato confronti: la violenza contro le donne rimane un'emergenza. Lavoriamo per una svolta culturale, che parta dai giovani. Domani ne parlerò in una scuola a Roma insieme alla commissione d'inchiesta sul femminicidio #stopviolenzasulle donne". Così il premier Giuseppe Conte su twitter.



I dati della polizia  
Ma a venti anni dall’istituzione da parte dell'assemblea generale delle Nazioni Unite della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne per richiamare l'attenzione pubblica su una sistematica violazione dei diritti umani, ostacolo alla coesione e al pieno sviluppo di una società, a parlare sono i numeri
 
Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, una ogni 15 minuti, nell'82 % dei casi chi la esercita vive in casa con loro. Vittime e aggressori appartengono a tutte le classi sociali, economiche e culturali. Sono dati ufficiali diffusi dalla Polizia di Stato e non fanno solo riflettere: fanno paura.
 
Rapporto Eures
E sono implacabili i dati del rapporto  Eures su "Femminicidio e violenza di genere in Italia" relativi al 2018: sono 142 le donne uccise (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%); denunce per violenza sessuale in aumento (+5,4%); stalking (+4,4%) e maltrattamenti in famiglia (+11,7% nel 2018); percentuale di vittime femminili mai così alta (40,3%). Nel 32% dei casi si uccide per gelosia e possesso nel.  Una scia di sangue femminile che ha numeri da brividi: 3.230, le donne uccise dal 2000, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 assassinate dal proprio coniuge/partner o ex partner.
 
Più denunce
Sale il numero delle denunce aumentano negli ultimi cinque anni le violenze sessuali denunciate: 4.886 unità nel 2018,  con una crescita del 5,4% sul 2017 e del 14,8% sul
2014. Nel 25,9% dei casi del totale, 1.132, le vittime sono minorenni. Le vittime di violenza sessuale raggiungono nel 2018 il 92% del totale, in crescita rispetto all'89,9% dell'anno precedente.
 
Eures e  Istat un raffronto raggelante
Una realtà  drammatica che si aggrava, se si confrontano e incrociano le cifre EURES con quelle fornite dall'ISTAT sempre in tema di violenza sulle donne: 538 mila le donne vittime di violenza fisica o sessuale da ex partner anche non convivente, negli ultimi cinque anni. Il 30% dei maltrattamenti ha inizio in gravidanza, soprattutto tra nel 2 e 3 trimestre; il 69% delle donne maltrattate in precedenza continuano a esserlo anche in gravidanza e le donne che subiscono rapporti violenti rischiano 13 volte di più di manifestare depressione post-partum
('blue-syndrome').
 
La cabina di regia contro le violenze
La proposta arriva dalla Ministra per le pari oppotunità  Elena Bonetti in un intervista a Rai 1 “Noi attraverso la Cabina di regia vogliamo dare il via a dei Tavoli con le forze e i soggetti coinvolti per una contaminazione di competenze e di attenzioni". Ad essere coinvolti, in particolare saranno "il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per quanto riguarda - ha spiegato Bonetti – la gestione  del percorso della giustizia, il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, per la parte educativa nelle scuole e la componente formativa e i ministeri del Lavoro e della Pubblica amministrazione per quanto riguarda l'empowerment femminile". Secondo la ministra, "prospettare ad una donna un percorso possibile che sappia riconoscere anche la sua fatica nella genitorialità e di responsabilità di madre è fondamentale per arrivare ad un'efficace risposta”.