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ITALIA

Uccisione di un cittadino marocchino 38enne

Voghera, Gip conferma arresti domiciliari assessore. Adriatici trasferito in una località segreta

A chiederlo sono stati i legali dell'assessore leghista in allarme per la sua incolumità dopo che sui social è stato indicato l'indirizzo della sua abitazione. Un testimone: ha mirato prima di sparare

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Il Gip del tribunale di Pavia, Maria Cristina Lapi, ha confermato la misura cautelare dell'arresto ai domiciliari per l'assessore Massimo Adriatici, accusato di eccesso colposo di legittima difesa in relazione all'uccisione di Youns El Boussetaoui a Voghera, avvenuta martedì sera con un colpo di pistola in piazza.

​Secondo quanto confermato da fonti legali all'agenzia LaPresse, sono cadute le motivazioni dell'inquinamento probatorio, ma resta il pericolo della reiterazione del reato.

Adriatici trasferito per motivi di sicurezza
Massimo Adriatici è poi stato trasferito dalla sua abitazione, dove era ai domiciliari, in un luogo segreto. Lo riferiscono fonti investigative. A chiederlo sono stati i suoi legali in allarme per la sua incolumità' dopo che sui social è stato indicato l'indirizzo della sua abitazione.

Il trasferimento del politico leghista in un luogo segreto e sicuro è stato deciso "per il serio e fondato pericolo per l'incolumità della sicurezza dello stesso", scrive il giudice pavese nell'ordinanza, secondo quanto apprende l'agenzia Askanews.

Teste modifica versione: Adriatici ha mirato prima di sparare
Era già stato sentito dai pm e dai carabinieri mercoledì scorso l'uomo di cui i legali dei famigliari di Youns El Boussetaoui hanno depositato la testimonianza in cui afferma di aver visto il politico prendere la mira e sparare. Agli inquirenti però, a quanto si apprende, non aveva riportato questa circostanza. 

Corteo a Voghera per la vittima
Oltre 500 persone hanno partecipato al corteo per Younes El Boussetaoui e si sono radunate tra canti e slogan in piazza della Liberazione a Voghera. Qualche momento di tensione solo quando i manifestanti avrebbero voluto superare lo sbarramento delle forze dell'ordine per raggiungere la sede del Comune. La sorella della vittima: siamo in piazza perché vogliamo giustizia.