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ITALIA

L'intervista alla madre del sospettato

Caso Yara, la madre di Bossetti: "La scienza ha sbagliato: Massimo è il figlio di mio marito"

Mentre Bossetti si dichiara estraneo al delitto e il gip non convalida il fermo, parla la madre del presunto assassino: "Massimo non è un killer ed è figlio di mio marito"

 

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"Massimo non è un killer ed è figlio di mio marito. La scienza ha sbagliato". La madre di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore 44enne accusato di avere ucciso Yara Gambirasio, sostiene il figlio nella sue affermazioni di estraneità al delitto. Secondo le analisi del Dna il presunto assassino non è il figlio di Giovanni Bossetti ma di Giuseppe Guerinoni, l’autista di autobus di Gorno morto nel 1999 che negli anni ’60 avrebbe avuto una relazione clandestina con la madre di Bossetti, che però continua a negare. Intanto il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo chiesto per il muratore 44enne perchè esisterebbero sussistenti indizi di colpevolezza, ma non il pericolo di fuga. Al momento a Bossetti è comunque applicata la misura della custodia cautelare in carcere. 

L'intervista
In un'intervista al Corriere della Sera Ester Arzuffi, la madre di Bossetti,  spiega che anche nel caso in cui suo figlio confessasse l'omicidio di Yara lei non gli crederebbe: "Non può accedere perché non è vero". E alla domanda sui test del Dna che indicano il legame padre-figlio tra Massimo e l'autista di Gorno risponde secca: "Non sono mai stata con Guerinoni" e continua "mi chieda pure perché io non ho nulla da nascondere". 

La madre di Bossetti, 67 anni, aggiunge: "So che la scienza sbaglia. Ne ho la prova. So che vado alla gogna, che mi criticheranno ma è così". Ester Arzuffi ammette di aver conosciuto Guerinoni, ma "era solo una conoscenza. Mio marito aveva chiesto a lui e a Vincenzo Bigoni di portarmi al lavoro, in auto. Poi la sera tornavo in autobus. Ma tra conoscere una persona e avere intimità con lei ce ne passa". 

Nel suo racconto Ester continua il suo trasferimento a Brembate di Sopra, paese di Yara: "Mio marito voleva cambiare lavoro. Lo abbiamo trovato lì e in una settimana abbiamo cambiato casa - continua - non ero incinta. Ci siamo trasferiti nel 1969 tra marzo e aprile e loro sono nati nell'ottobre del 1970. Come possono essere figli di Guerinoni? Le date non tornano". All'obiezione che avrebbe potuto mantenere comunque i rapporti con l'autista dice: "No, li ho interrotti".

Ester è sempre stata tranquilla, appassionata di Chi l'ha visto? ha sempre seguito il caso di Yara, se ne parlava in famiglia e non ha mai captato nessuna reazione strana da parte del figlio. "Massimo non ha fatto niente davvero. Con il carattere che ho se lo avessi visto lì fisso a guardare i servizi sulla bambina e avessi dubitato di lui gli avrei detto di andare dai carabinieri. Lo avrei trascinato".

La madre di Bossetti ha confermato anche con sua figlia di non aver avuto rapporti con Guerinoni: "In questura le ho detto che non era vera la questione del padre e lei mi ha risposto che mi crede - poi continua - Sono consapevole di cosa indica il Dna, ma dico che non è vero". E alla domanda sul fatto che invece la nuora dia credito alla scienza Ester risponde: "Lo so. Questo mi ha ferito".

C'è una spiegazione anche sui nomi dati ai gemelli, non quelli di Guerinoni e la moglie come molti hanno sostenuto: "È stato mio padre a dirmi 'Chiamalo come me' e la sorella avrei voluto chiamarla Nadia, poi mi è uscito di getto Laura e Letizia, come mia zia". 

Le ultime battute sono per i genitori di Yara:"Mi dispiace per la loro perdita. Li capisco, sono mamma e sto soffrendo anche io. Una persona mi ha anche detto che sono andati dal parroco e gli hanno detto che sono vicini alla nostra famiglia. Sono brave persone. Prima o poi andrò a trovarli e un abbraccio glielo devo dare".