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MONDO

Tutte le ipotesi al vaglio degli inquirenti

Aereo scomparso, del copilota le ultime parole

Ricerche in 11 Paesi, coinvolti 26 Stati. Del volo MH370 Kuala-Lumpur Pechino non si sa più nulla da ormai 10 giorni. L'ipotesi più accreditata è il dirottamento: il co-pilota nelle sue ultime comunicazioni con i controllori di volo aveva detto che tutto procedeva bene, 'buona notte'. Ma il sistema Acars era già stato disabilitato

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Un uomo che mostra la foto del figlio a bordo dell'aereo scomparso
Kuala Lumpur
I conti non tornano e i sospetti che uno dei piloti del volo MH370 Kuala Lumpur-Pechino possa essere coinvolto nella scomparsa dell'aereo si fanno sempre più forti. È dall'8 marzo che del Boeing 777-200 della Malaysia Airlines non si hanno più notizie. Intanto la compagnia aerea fa sapere che sarebbe stato il co-pilota a pronunciare le ultime parole ricevute a terra: "Tutto bene, buona notte".

Parole pronunciate nonostante che uno dei sistemi di comunicazione (l’Acars) fosse già stato disabilitato. Tanti i dubbi, i sospetti: forse il capitano o il co pilota sono stati costretti da qualcuno a dire che tutto stava procedendo bene. Oppure - come sostiene il governo malese - il volo, con a bordo 239 persone, sarebbe stato dirottato volontariamente e potrebbe aver volato sino all’Asia centrale o a sud nell’Oceano indiano.

Acars e trasponder disabilitati
Secondo le autorità qualcuno a bordo avrebbe disabilitato l'Acars 30 minuti dopo il decollo. Circa un'ora dopo avrebbe anche disattivato il transponder, che identifica l'aereo con i sistemi radar commerciali. Già questo potrebbe dar da pensare: il fatto che i due sistemi siano stati disattivati separatamente fa pensare quindi a una volontà, a una intenzione. 

Indagini sui due piloti
Ma le autorità malesi stanno anche concentrando le loro indagini sul fronte interno ed in particolare sui due piloti, dopo aver confermato che il Boeing 777 ha potuto volare per 7 ore e mezzo dopo che era stato disattivato il transponder che segnala la posizione
dei velivoli. Le abitazioni dei due piloti sono state perquisite, e nella casa del capitano è stato trovato un simulatore di volo. Inoltre, si è ricominciato a controllare tutti i passeggeri a bordo, soprattutto per verificare se tra di loro vi fosse qualcuno con un addestramento da pilota. 

L'ultimo segnale dopo 7 ore e mezzo dal decollo
Il sistema Acars, anche se messo fuori uso, emette comunque un impulso ogni ora. Un impulso registrato da un satellite. L'ultimo è stato rilevato 7 ore e mezza dopo il decollo e la localizzazione del jet, in quel momento, era tra Kazakistan e il sud delll'Oceano Indiano.

Ricerche in11 Paesi. Coordinamento all'Australia
 Il ministro dei Trasporti malese ha fatto sapere che ora le ricerche vengono effettuate in 11 paesi e nell'Oceano e che sono coinvolti 26 Paesi vista l'estensione territoriale. Anche esperti dell'aviazione francese "metteranno a disposizione le loro conoscenze in base all'esperienza fatta con la ricerca del volo 447 dell'Air France", l'aereo precipitato nell'Atlantico nel 2009. L'Australia ha già iniziato le ricerche nel Sud dell'oceano Indiano e prenderà, su indicazione della Malesia, il controllo delle operazioni.

Nelle immagini postate su Youtube da News News, ci sono quelle che potrebbero essere le ultime immagini del capitano Zaharie e del co pilota  Fariq Hamid durante l'attraversamento del metal detector all'aeroporto di Kuala Lumpur. Sarebbero state riprese dalle telecamere di videosorveglianza presenti nello scalo.



L'ipotesi del fanatismo politico
Il comandante Zagarie Ahmad Shah, hanno riportato alcuni giornali britannici, era un fanatico sostenitore del leader dell'opposizione locale, Anwar Ibrahim, condannato lo stesso giorno della partenza dell'aereo a 5 anni di reclusione per sodomia. Vittima, secondo i suoi fedelissimi, di una campagna diffamatoria. Secondo il britannico Mail on Sunday di ieri, Shah era nell’aula del tribunale quando, sempre il 7 marzo, è stata letta la sentenza contro Ibrahim. Sette ore dopo era ai comandi del Boeing 777-200 di cui si sono misteriosamente perse le tracce. Shah, 53 anni, sarbbe rimasto sconvolto dalla sentenza. In una sua  foto, riporta sempre il Daily Mail, indossava una t-shirt con su scritto "La democrazia è morta".

Ipotesi suicidio di uno dei due piloti
Un'altra possibile possibile ricostruzione dei motivi dietro la scomparsa dell’aereo è che uno dei piloti (al momento sono entrambi indagati, ndr)  volesse suicidarsi e abbia trascinato con sé le altre 238 persone a bordo compiendo così un sacrificio di massa. Il pilota e il co pilota del volo MH370, da quanto emerge dalle indagini, non volevano viaggiare insieme. Nella casa del capitano, che condivideva con moglie da cui era separato e tre figli, è stato trovato poi un simulatore di volo. Gli investigatori hanno anche sequestrato un computer portatile che credono abbia dati importanti. Secondo il Daily Mail il giorno prima della partenza del volo, la famiglia del pilota Zagarie Ahmad Shah, avrebbe lasciato la casa.

Indagati anche gli ingegneri
La polizia malese sta indagando anche sugli ingegneri che pooltre che su pilota e copilota, ingegneri che potrebbero avere avuto contatti prima del decollo. Lo riferisce il ministero dei Trasporti della Malesia.

La lista dei passeggeri
Proseguono intanto le indagini sui passeggeri a bordo del volo. Riguardano eventuali legami con gruppi terroristici, competenze nell’aviazione o prove di precedenti contatti con i piloti, perché viene valutata anche l’ipotesi di responsabilità dei passeggeri nella scomparsa dell’aereo.