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MONDO

Dal laboratorio al supermercato

Venduta carne dei cavalli usati per creare anticorpi contro rabbia e tetano. La polizia ha arrestato 21 persone. L'Enpa: "Anche l'Italia è a rischio".

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Scandalo in Francia
Roma
Avrebbero venduto carne equina ottenuta da cavalli da laboratorio, bestie usate per creare anticorpi contro rabbia e tetano. Queste le accuse per 21 persone arrestate in Francia: in manette, i responsabili della vendita di carne di animali usati in laboratori della società farmaceutica Sanofi-Pasteur.

Cavalli da laboratorio finiti in macelleria
Il ministro delegato all'Economia sociale e ai consumi, Benoit Hamon, ha detto alla radio Rtl che si tratta di una questione di sicurezza alimentare, non solo di una frode. "C'erano - ha spiegato - dei cavalli che dovevano essere uccisi e invece sono finiti in macelleria".

La Sanofi collabora con le indagini
La casa farmaceutica Sanofi a fatto sapere, tramite un comunicato, che l'azienda sta collaborando con le autorità su una "possibile frode" e che negli ultimi tre anni sono 200 gli animali venduti a centri veterinari, ippici o a singoli individui. Secondo fonti della polizia, gli animali in questione potrebbe essere stati usati per fornire sangue per vaccini o testare medicine ancora in fase di sviluppo.

I precedenti
L'ondata di arresti segue l'ampio scandalo che all'inizio dell'anno aveva portato al ritiro dal mercato in tutta Europa di vari alimenti contenenti carne di cavallo non specificata
nelle etichette. Questo caso, tuttavia, è più grave: come sottolinea il governo francese, gli animali usati potrebbero rappresentare un rischio per la salute.

L'Enpa: Italia a rischio
Intanto L'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) torna a chiedere al Ministero della Salute controlli urgenti per evitare che tali traffici colpiscano anche l'Italia: "Purtroppo, la frequenza con la quale tali fatti si verificano, sembra confermare che non siamo di fronte a fenomeni episodici, ma ad un vero e proprio racket che interessa diversi Stati membri dell'Unione Europea. Anche l'Italia è a rischio", spiega il direttore scientifico Ilaria Ferri.