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ITALIA

Protezione civile: ondata di piena si esaurirà in Piemonte nelle prossime 24 ore

Notte di paura in Piemonte e in Liguria, c'è un disperso. "Peggio dell'alluvione del 1994"

A Perosa Argentina un disperso. Il Po straripa ai Murazzi, fino sabato scuole chiuse in tutto il cuneese. I presidenti delle regioni Piemonte e Liguria, Chiamparino e Toti: "Chiederemo lo stato di calamità". Renzi giunge a Torino: "L'emergenza ancora non è finita"

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È stata una notte di apprensione quella trascorsa dagli abitanti dei Comuni di Piemonte e Liguria investiti dalla eccezionale ondata di maltempo delle ultime ore.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è recato a Torino nella sede della Protezione civile regionale, assieme al presidente della regione, del sindaco della città capoluogo piemontese e del capo del Dipartimento Curcio. "La fase di emergenza non è terminata, attendiamo ancora la piena dei fiumi ad Asti e Alessandria" - ha detto Renzi - "nessuno può
al momento può permettersi di tirare un sospiro di sollievo".  




A Perosa Argentina, nel torinese, si segnala una persona dispersa: secondo le prime informazioni si tratterebbe di un uomo caduto nelle acque del Pellice in seguito al cedimento di una strada. Il disperso, che i vigili del fuoco stanno ancora cercando in Val Pellice, è un settantenne che insieme al figlio stava cercando di recuperare i propri cavalli nei pressi del Rio Albona, quando l'argine è franato e lo ha trasportato via. Il figlio è incolume.

L'acqua caduta copiosissima ha creato moltissime situazioni critiche in tutto il Nordovest del paese. 

In mattinata due battelli si sono scontrati a Torino, sul Po
Valentino e Valentina, i due battelli per la navigazione turistica sul Po, a Torino, sono stati trascinati via dalla forza del fiume, che ha rotto i loro ormeggi. Le due imbarcazioni si sono incastrate sotto le arcate del ponte della Gran Madre, nel centro del capoluogo. Il ponte è stato chiuso. 



L'incubo del 1994
Il ricordo dell'alluvione di 22 anni fa, che causò una settantina di morti e danni per oltre 20 mila miliardi delle vecchie lire, è rimasto indelebile da queste parti. Ed ora che i fiumi tornano a far paura, gonfiati dalle incessanti piogge dell'allerta rossa, è inevitabile tornare a quei drammatici giorni. "Abbiamo paura, si sta rasentando la situazione del '94", è l'allarme di Sergio Di Steffano, sindaco di Garessio, tra i comuni della provincia di Cuneo più colpiti da questa violenta ondata di maltempo. "Abbiamo chiuso tutti i ponti, le fabbriche e le scuole - racconta al telefono con la voce affannata -. I bar e i negozi del centro sono allagati".

L'acqua invade strade e case, i fiumi che scavalcano i ponti, abbattono gli alberi e si mangiano pezzi di asfalto. Oggi come allora, l'aria umida del mare ancora caldo che aumenta il carico di pioggia. "Sembra di essere tornati ai giorni dell'alluvione del '94, abbiamo paura", conferma Alfredo Vizio, primo cittadino di Ceva, altro centro della valle Tanaro flagellata dalle piogge. "La situazione e' grave - dice -. Abbiamo chiuso tutti i ponti, temiamo di restare isolati".    "I danni sono tutti da verificare - sottolinea il primo cittadino - adesso mi interessa soltanto l'incolumita' delle persone: sara' una notte senza fine". Dodici ore, o forse qualcosa di piu', "di tribolazione per gestire una emergenza che puo' soltanto aumentare, soprattutto se dovesse mancare la luce". La corrente elettrica va e viene, dando al paese un aspetto spettrale.  

 Dal '94, tuttavia, la prevenzione ha fatto grandi passi avanti in Piemonte e la macchina della Protezione Civile e' una delle meglio organizzate in Italia. "Questa volta le precipitazioni sono state piu' intense di allora, ma di fatto la situazione e' stata migliore grazie agli interventi fatti nel frattempo", sostiene il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "In valle Tanaro ci sono persone evacuate, negozi, opifici e campi allagati. I danni sono gia' evidenti, la situazione e' assai critica. Ma quella tragedia - sottolinea evidenziando le differenze tra oggi e 22 anni fa - ci ha insegnato: il letto del fiume e' piu' pulito, non ci sono piu' materiali e non si e' verificato l'effetto diga sui ponti che, almeno per ora, hanno tenuto; sono state create aree di esondazione".

Situazione difficile nel Ponente ligure
E' emergenza maltempo nel Ponente della Liguria, soprattutto nell'Imperiese e nel Savonese, dove ha diluviato per molte ore, facendo esondare vari fiumi e costringendo un centinaio di persone a lasciare le proprie case per motivi precauzionali. Varie le frazioni isolate e difficolta' per la viabilita' e per i trasporti ferroviari soprattutto in direzione del Piemonte, investito da un'ondata di maltempo ancora piu' imponente di quella ligure. La permanenza della perturbazione sul territorio ligure ha indotto la protezione civile regionale a prorogare l'allerta rossa a Ponente fino alle 12. In quella zona le scuole resteranno chiuse. Malgrado le piogge intense e i venti forti - per il governatore ligure Giovanni Toti si tratta della perturbazione peggiore degli ultimi dodici anni - non si sono registrate vittime dirette. Un pescatore e' stato dato per disperso dopo essere caduto in acqua a Lavagna mentre pescava sugli scogli alla foce dell'Entella e uno studente di 16 anni e' morto a Spezia in un incidente stradale avvenuto sotto la pioggia.     Sorvegliati speciali per tutta la giornata sono stati il Bormida, il Neva, il Centa, il Varatella e il Maremola nel Savonese. Il Bormida ha fatto crollare il ponte delle Fucine in localita' Pallareto a Murialdo, lasciando isolate 40 famiglie nelle frazioni di Borgate Conradi e Pallareto. Il fiume Neva ha inghiottito un ponte a Cisano. Borghetto Santo spirito e' stata allagata dalle acque del Varatella. Il Bormida ha allagato anche Cairo Montenotte. Invasi dall'acqua case fondi e negozi a Dego, Carcare, Calizzano e Cengio. Il Maremola ha allagato Pietra Ligure travolgendo dieci auto parcheggiate.