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POLITICA

Regionali

Amministrative 2015. Corsa a cinque nelle Marche. Il caso del governatore Spacca imbarazza il Pd

Oltre al governatore uscente appoggiato da Forza Italia in corsa anche Luca Ceriscioli per il Pd, Edoardo Mentrasti per Altre Marche-Sinistra unita, Gianni Maggi per M5s e Francesco Acquaroli per Fdi-An e Lega 

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di Silvia Balducci
Elezioni insolite per le Marche, uno dei fortini rossi italiani. Per la Regione competono cinque candidati ma a far discutere è stata la decisione del governatore uscente Gian Mario Spacca, al secondo mandato con il Pd, di cambiare schieramento e correre per il terzo con una lista civica appoggiata da Forza Italia.

A Roma del caso si è interessato anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi a cui non è piaciuta in particolare la nuova legge elettorale regionale, in vigore da marzo 2015, che vieterebbe il terzo mandato, ma non dalle prossime elezioni. Vale a dire escludendo quelle dei 31 maggio. Probabilmente per questo a inizio aprile Palazzo Chigi ha anche valutato di impugnare la legge. Ipotesi poi scartata.

I cinque candidati
Alla Regione corrono cinque candidati. Il governatore uscente Gian Mario Spacca si ripresenta per conquistare il terzo mandato con la coalizione centrista Marche 2020 (dove sono confluisti gli esponenti di Area Popolare), appoggiata anche da Forza Italia. A sfidarlo per il centrosinistra e il Pd è Luca Ceriscioli, sindaco di Pesaro, risultato vincitore alle primarie. Ceriscioli è appoggiato anche da Uniti per le Marche e Popolari Marche-Udc. In campo ci sono poi Gianni Maggi del M5S, Francesco Acquaroli per Fdi-An e Lega ed Edoardo Mentrasti di Altre Marche - Sinistra unita.
 


Caso Spacca
Il caso Spacca ha creato fratture anche in giunta. A fine aprile cinque assessori dem si sono dimessi in polemica con la linea del governatore. E sulle polemiche relative al cambio di schieramento Spacca ha sottolineato: "Dopo il no (del pd al terzo mandato) avevamo due strade: far evaporare tutto o presentarci al giudizio degli elettori. Tutto questo non è per me, ma per i marchigiani".

Al voto 16 comuni, anche Fermo e Macerata
Il 31 maggio si vota anche in 16 comuni marchigiani, tra cui le città capoluogo Fermo e Macerata. Si vota poi a Cerreto d'Esi, Loreto e Senigallia in provincia di Ancona; Appignano del Tronto in provincia di Ascoli Piceno; Montefortino, Monteleone di Fermo, Montelparo, Monterubbiano, Monte San Pietrangeli, Montottone, Santa Vittoria in Matenano in provincia di Fermo; Petriolo nel Maceratese; Isola del piano e Sant'Angelo in Vado in provincia di Pesaro e Urbino.