Italia

La polemica

Fioramonti: "Crocifisso in aula? Scuola deve essere laica". Salvini: "Guai a chi lo tocca"

Le parole pronunciate dal ministro dell'Istruzione - durante il programma di Radio 2 "Un giorno da pecora" - hanno scatenato la dura reazione delle opposizioni. L'Arcivescovo di Monreale avverte: "Un aiuto a Salvini", la 'rimozione' "urterebbe la sensibilità di gran parte degli italiani"

L'idea di sostituire i crocifissi con le mappe geografiche del mondo nelle classi scolastiche provoca al ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti critiche feroci dall'opposizione, anche da quei leghisti che fino a un paio di mesi fa rappresentavano invece gli alleati di governo.

Matteo Salvini, per esempio, ci va giù duro: "La nostra cultura, la nostra identità, la nostra storia, in ogni ufficio comunale un crocifisso e guai a chi lo tocca". E aggiunge: "Prima l'idea di tassare merendine e bibite, adesso l'idea di togliere i crocifissi dalle aule: ma questo è un ministro o un comico???". Gioca la carta dell'ironia anche Giorgia Meloni, di Fratelli d'Italia, per la quale "dopo Toninelli, ora è il ministro Fioramonti a regalarci ogni giorno una perla di saggezza.

Dopo le tasse sulle merendine e le assenze per manifestazione giustificate dallo Stato, il Ministro dell'Istruzione ci dice che al posto del crocifisso in aula vedrebbe bene 'una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione'. Io invece vedo bene il crocifisso in aula, e la cartina del mondo con richiami alla Costituzione negli uffici del M5S, così imparano dove sta Matera e cosa dice l'art. 1 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo)".

Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera ma soprattutto ex ministro dell'Istruzione, spiega invece che "il crocifisso non è un elemento di arredo, ma la testimonianza delle radici del nostro Paese. La sua presenza sulle pareti delle aule scolastiche, contrariamente a quel che pensa il ministro Fioramonti, non impedisce di esprimersi agli studenti di altre culture e religioni, ma sta lì a ricordare che la laicità che il ministro liberamente rivendica è conseguenza diretta proprio delle radici cristiane dell'Italia e dell'Europa. La speranza è che nella sua smania di tassare non proponga di introdurre un balzello a carico di qualche professore con un crocifisso al collo o di giustificare uno sciopero contro i dirigenti scolastici che hanno mantenuto il simbolo della cristianità all'interno degli istituti".

Serracchiani: "No a inutili polemiche"
"Non ricominciamo polemiche inutili sul crocifisso e non apriamone di nuove sulla foto di Mattarella. Ci sono troppi problemi da risolvere nella scuola per andare a ingolfarsi in un dibattito di principio che abbiamo già visto".  Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), che aggiunge: "Questo governo ha già sul tavolo questioni molto concrete da affrontare ed è opportuno che tutte le energie siano rivolte là, a dare soluzioni. Credo si debba evitare di offrire munizioni all'artiglieria della destra sollevando questioni su cui il buon senso consiglia di non andare a dividere i cittadini".

Mons. Pennisi: "Togliere crocifisso? Aiuto a Salvini"
"Togliere il crocifisso dalle aule scolastiche? Servirebbe solo ad aiutare il leader della Lega Matteo Salvini". Lo dice l'arcivescovo di Monreale, Michele Pennisi, dopo le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti secondo cui "le scuole devono essere laiche". "Quel partito - aggiunge - utilizzerebbe la vicenda per la sua battaglia contro il governo che oltre ad aumentare le tasse urterebbe la sensibilità di gran parte degli Italiani".