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Coronavirus

Audizione alla Camera

Arcuri: sulle mascherine speculazione vergognosa

Il commissario all'emergenza coronavirus: imprevedibile la durata della crisi economica e sociale. A fine estate 100% dispositivi di protezione prodotti in Italia. Pronti a un picco superiore, ma non per l'apocalisse, che siamo convinti non ci sarà 

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"La situazione economico finanziaria è conosciuta, la crisi (da coronavirus) ha anzitutto caratteristiche, dimensione e durata del tutto imprevedibile, comuni a quelle di altre vissute nei decenni scorsi. La sua specificità è la 'disordinata durata': non riusciamo a prevedere per quanto tempo le attività economiche e sociali saranno condizionate e dovranno essere limitate". Così il commissario Domenico Arcuri - che è anche Ad di Invitalia - in video audizione alle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.

Su mascherine speculazione vergognosa, le compriamo a 0,38 euro
"L'obiettivo" del prezzo massimo di 50 centesimi per mascherina è stato fissato "nell'esclusivo interesse dei cittadini" per "annientare una speculazione vergognosa rispetto al bene primario della salute. E' una questione su cui abbiamo ragionato molto ed ha suscitato gli strepiti dei pochi che vengono danneggiati dal provvedimento, nel silenzio dei tanti cittadini che vengono avvantaggiati e che non hanno voce mediatica a differenza di altri", ha detto il commissario all'emergenza coronavirus. "Prima della crisi - ha spiegato - una mascherina costava in Italia 0,08 euro l'una. Durante i primi giorni della crisi il prezzo era arrivato a almeno 5 euro. Non esisteva una produzione nazionale di questi dispositivi, prima considerati beni di consumo marginale e diventati all'improvviso beni di consumo primari. Siamo partiti da 8 centesimi per mascherina e siamo arrivati a 5 euro. Le analisi dei nostri uffici mi dicono che il costo di produzione di una mascherina è 5 centesimi: si capisce qual è lo spazio di profitto della categoria. Il prezzo è stato fissato sulla base di alcuni parametri. Le 5 aziende italiane ci stanno già rifornendo le mascherine e arriveranno a darcene 660 milioni, e ci vendono i beni a un prezzo di 0,38 euro. Quindi mezzo euro è un prezzo che riteniamo 10 volte superiore al costo di produzione, a cui va aggiunto il costo di distribuzione, e del 20% superiore al costo al quale acquistiamo noi". 

Punire chi specula
"Ho chiesto che vengano previste delle sanzioni per chi, malgrado la norma, vende le mascherine a un prezzo più alto, dice il commissario per l'emergenza coronavirus.

Regioni hanno in deposito 47 milioni di mascherine
"Le Regioni hanno già in deposito sul territorio 47 milioni di mascherine fornite da noi, più di quante ne utilizzano", ha aggiunto Arcuri. "Gli uffici del commissario - ha ricordato - hanno quattro depositi di stoccaggio dei materiali da distribuire a seconda delle necessita'". 

A fine estate 100% dispositivi di protezione prodotti in Italia
"Alla fine dell'estate potremo liberarci di questo fardello (gli acquisti all'estero, ndr) e dire che abbiamo il 100 per cento di dispositivi di protezione individuale (dpi) prodotti in Italia, al momento è un quarto. Penso che in 40 giorni non io, ma gli italiani abbiamo fatto un buon lavoro", ha detto ancora Arcuri. 

Pronti a picco anche superiore, ma non all'apocalisse 
Con i ventilatori e le terapie intensive "siamo attrezzati a reggere picchi anche superiori a quelli della prima fase dell'emergenza; l'apocalisse non la regge nessuno, ma siamo tutti convinti che non ci sarà". Così il commissario Domenico Arcuri. "Abbiamo ora circa 1.980 posti occupati in terapia intensiva su una disponibilità di 9mila, abbiamo distribuito 4.200 ventilatori e potremmo raddoppiare il numero in pochi giorni - aggiunge -, ma non solo per ora non servono, ma non sappiamo dove saranno gli eventuali maggiori focolai" nella Fase 2.