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EUROPA

Crisi Austria

Il cancelliere Kurz dal presidente van der Bellen: "Mi difenderò da false accuse"

Sebastian Kurz è indagato per infedeltà e corruzione. Sono undici le persone indagate dalla Procura anticorruzione austriaca

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"Le accuse sono false, ma proprio perché sono false mi danno la forza per difendermi e per andare avanti". Lo ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz alla stampa prima di recarsi dal presidente van der Bellen.

"E' giusto che la giustizia indaghi contro chiunque, ma la presunzione di innocenza, almeno fino a ieri, è un pilastro della nostra democrazia", ha aggiunto Kurz. "L'Oevp - ha proseguito - si impegnerà per garantire stabilità nel Paese. Con i Verdi finora abbiamo governato bene, anche durante la pandemia, ma se ora ritengono di volersi cercare una nuova maggioranza sono liberi di farlo".

A colloquio con van der Bellen
Il cancellerie austriaco Kurz è stato ricevuto dal presidente Van der Bellen. Il suo vice, il verde Kogler ha già avuto un colloquio con il capo dello Stato austriaco sulla 'difficile situazione del Paese. Servono subito stabilità e trasparenza, ha detto. In una nota i Verdi hanno messo in discussione la 'capacità di azione' del cancelliere, alla luce dell'inchiesta su sondaggi e inserzioni pagati dalla mano pubblica.

Ministri Oevp: al governo solo con Kurz
I ministri Oevp hanno ribadito in una nota congiunta che "con profonda convinzione democratica" resteranno nell'esecutivo solo con il cancelliere Sebastian Kurz, che risulta indagato dalla procura anti-corruzione. Con questo chiarimento bocciano l'ipotesi di confermare la coalizione con i Verdi senza Kurz.

"Resta molto da fare di quanto previsto dall'accordo di coalizione che porta la chiara impronta di Kurz", proseguono i ministri del partito popolare. "Kurz è il cancelliere democraticamente legittimato ed espressione della volontà degli elettori, come dimostrano le due ultime tornate elettorali", conclude la nota.

Crisi di governo
Le indagini della Procura della Repubblica per l'Economia e la Corruzione austriaca (WKStA) contro il cancelliere Sebastian Kurz hanno innescato una vera e propria crisi di governo. La coalizione turchese-verde, nata durante le festività natalizie del 2020, è sempre più in bilico e saranno i Verdi a decidere se far proseguire il governo Kurz II.

I Verdi hanno messo in dubbio la capacità di agire del cancelliere e ora vogliono dialogare con le altre forze politiche. Sebastian Kurz, nel corso della trasmissione televisiva 'ZIB2' andata in onda sulla televisione di Stato, ha detto che "naturalmente" vuole restare cancelliere e, riferendosi alla coalizione con i Verdi, ha detto di "non poter immaginare altro".

Il ministro della Giustizia, la verde Alma Zadic dal Lussemburgo ha difeso gli inquirenti che erano stati nuovamente attaccati dall'OeVP prima delle perquisizioni domiciliari. I partiti di opposizione, SPOe (socialdemocratici), FPOe (liberali) e NEOS hanno chiesto in blocco le dimissioni di Kurz. 

I protagonisti dell'indagine 
Sono undici le persone indagate a seguito dell'indagine avviata dalla Procura della Repubblica per l'Economia e la Corruzione austriaca (WKStA) che ha visto coinvolti esponenti della OeVP, il Partito Popolare d'Austria, compreso il cancelliere federale, Sebastian Kurz. Quest'ultimo, che è anche leader della OeVP, è indagato per infedeltà e corruzione.

La maggior parte delle accuse rivolte risalgono all'epoca in cui Kurz era ancora giovane ministro degli Esteri ed era prossimo ad essere eletto cancelliere. Stessa accusa del primo ministro austriaco anche per Thomas Schmid che quando era segretario generale del ministero delle Finanze aveva fatto partire messaggi compromettenti: da qui l'inizio dell'inchiesta.

Indagati per infedeltà e corruzione, Johannes Pasquali, già a capo delle pubbliche relazioni del dipartimento delle finanze, e da circa cinque anni presidente distrettuale della OeVP a Vienna-Wieden, Johannes Frischmann, attuale portavoce del cancelliere Kurz e all'epoca dei fatti portavoce del dipartimento delle finanze, Gerald Fleischmann, ora capo del dipartimento dei media della Cancelleria federale, e Stefan Steiner, consigliere strategico del Partito popolare e coinvolto in quasi tutte le decisioni importanti.

Accusate di appropriazione indebita e corruzione Sophie Karmasin, sondaggista che all'epoca dei fatti lavorava nell'ufficio del ministro della famiglia, e Sabine Beinschab, fondatrice dell'istituto di ricerche di mercato 'Research Affairs', e ritenuto a stretto contatto con la famiglia Karmasin.

Di infedeltà e corruzione dovranno rispondere gli editori del gruppo media associato 'Oesterreich', i fratelli Wolfgang ed Helmuth Fellner.