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ITALIA

Scontro sulle concessioni

Autostrade. Fonti M5s: no a multa, serve revoca e calo pedaggi

Reazioni dei pentastellati all'ipotesi di una maxi-multa al posto della revoca. De Micheli al Tg1: mai valutato ipotesi di una maxi multa

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"Maxi multa? Non scherziamo. Lo Stato non accetta carità, solo giustizia per le vittime. Per chi ha causato il crollo del ponte Morandi non ci saranno sconti. Ci sono le famiglie di 43 vittime che ancora attendono giustizia. La revoca della concessione ad Autostrade va inoltre nella direzione di un successivo abbassamento dei pedaggi. Bisogna cambiare il sistema degli affidamenti". Così fonti M5s.

Ieri si era appreso da fonti di governo che una delle strade allo studio per chiudere il dossier sulla concessione di Aspi aperto dopo il crollo del ponte Morandi a Genova sarebbe una maxi-multa nei confronti di Autostrade per l'Italia come possibile alternativa alla revoca.

De Micheli al Tg1: mai valutato ipotesi maxi multa
"Non abbiamo mai valutato né privatamente né pubblicamente l'ipotesi di una maxi multa. Nei prossimi giorni il governo assumerà i provvedimenti conseguenti nella sua piena collegialità". Lo ha dichiarato la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola Micheli, al TG1.

De Micheli a la Repubblica: giù i pedaggi per evitare revoca
Oggi sul quotidiano diretto da Carlo Verdelli viene chiesto il parere del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. "Aspi - dice Micheli - ha fatto diverse proposte anche al precedente governo" per evitare la rottura della concessione. "Le abbiamo ritenute insufficienti per le ricadute a vantaggio dei cittadini. I 700 milioni per la riduzione dei pedaggi? Ci saremmo aspettati una riduzione significativa delle tariffe ai caselli, senza modificare il piano di maggiori investimenti per la rete e per la manutenzione. La proposta è insufficiente".

"Autostrade comprende i 600 milioni della ricostruzione del Ponte Morandi nel risarcimento che offre allo Stato? Sono soldi già previsti per legge. Se la discussione comincia così non è solo insufficiente, è anche irricevibile", dice De Micheli, che sottolinea come l'adozione dell'eventuale revoca poggi "su due basi: giuridica ed economica. Vanno valutate entrambe. Le decisioni del caso verranno condivise con il premier e con i ministri".

Quanto ai tempi, "non mi sbilancio, ma la verifica è praticamente conclusa". Dalle carte, aggiunge, "sono emerse carenze nella manutenzione e nei controlli che non sono stati fatti a regola d'arte, come si dice in cantiere. E non riguardano solo il Morandi". Per la ministra, "al di là di Aspi, va rivista la cultura del rapporto tra il privato e il pubblico. Il pubblico ha un interesse prevalente e se non ha la forza di farlo valere si crea uno squilibrio che è un danno anche per il privato perché si abbassa la qualità. La tragedia di Genova purtroppo è una lezione", dice. "Anche lo Stato non può limitarsi a puntare il dito, deve farsi carico di una maggiore capacità di controllo". 

Boccia: non escludo nulla, revoca o multa
Sulle concessioni ad Autostrade per l'Italia "non voglio tirare somme, perché voglio aspettare l'istruttoria che Paola De Micheli presenterà in Consiglio dei Ministri. Conoscendo il suo rigore, consiglierei a tutti di aspettare l'istruttoria e poi ci esprimeremo. Non escludo nessun risultato, lo vedremo insieme quando avremo letto l'istruttoria. Non ho mai fatto analisi per slogan e non inizierò certo oggi. Non si può non tenere conto del fatto che ci sono aziende che non possono saltare per aria semplicemente per un totem. Se gli errori che sono stati fatti sono stati così macroscopici da porre una revoca, si seguirà quella strada. Se invece sono state fatte cose che possono consentire, attraverso una multa, il pagamento, non solo del ponte, ma anche di risarcimenti adeguati, faremo quello che è giusto fare nell'interesse del Paese e non nell'interesse di una forza politica o dell'altra". Lo ha detto a Start, su Sky TG24 il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

"Voglio dire con chiarezza ai colleghi del M5S - ha spiegato Boccia - che qui nessuno ha la verità in tasca e tutti stiamo lavorando per costruire meccanismi che consentano ai cittadini di vedere i loro diritti rispettati: abbiamo bisogno di autostrade più sicure e che costano meno e chi ha sbagliato deve pagare. Ovviamente sono in ballo decine di migliaia di posti di lavoro e il riconoscimento di diritti sacrosanti delle famiglie che hanno avuto dei danni".