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POLITICA

Commissione d'inchiesta sul sistema bancario

Bankitalia, Visco incontra Casini

Prima del governatore, il cui mandato scade il 31 ottobre, davanti alla Commissione dovrà essere ascoltato il capo della vigilanza di Via Nazionale, Carmelo Barbagallo

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Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha avuto nel pomeriggio un incontro di circa un'ora con il presidente della Commissione d'inchiesta sul sistema bancario, Pierferdinando Casini, e i due vicepresidenti, Renato Brunetta (Fi) e Mauro Marino (Pd). Visco "in spirito di collaborazione istituzionale, ha fornito alla Commissione l'elenco dei documenti richiesti", i quali arriveranno "non appena ultimata la classificazione di segretezza in corso da parte degli uffici della Banca d'Italia", come recita il comunicato ufficiale.

Mossa anticipata già lunedì in serata dopo la bagarre della mozione Pd di sfiducia quando si era detto disponibile a essere audito. Brunetta: "Abbiamo molto apprezzato la sensibilità del Governatore che non si è limitato ad una risposta formale ma è venuto personalmente a parlarci", lodandone poi il "senso dello Stato". L'incontro non è invece piaciuto al M5s che lo definisce "irrituale e gravissimo".

Prima del governatore comunque, il cui mandato scade il 31 ottobre, davanti alla Commissione dovrà essere ascoltato il capo della vigilanza di Via Nazionale, Carmelo Barbagallo. Si parla già della settimana prossima.

La Commissione d'inchiesta, viene comunque rilevato da diverse fonti, rappresenta per la Banca d'Italia un'occasione in più per fare luce e chiarezza sul suo operato. A Via Nazionale si guarderebbe quasi con sollievo all'avvio dei lavori. Più volte a livello informale si è sottolineato come i documenti sulle azioni di vigilanza svolte in questi anni fossero coperti dal segreto d'ufficio che ora l'avvio della Commissione può finalmente rimuovere. Una buona parte delle inchieste della magistratura, si spiega, scaturisce proprio dalle ispezioni di Bankitalia ma queste erano appunto non diffondibili.

Negli scorsi mesi l'istituto centrale è intervenuto diverse volte nel dibattito dei media pubblicando degli approfondimenti sulle azioni di vigilanza sulle principali crisi (le due venete, Mps, etc) ma senza appunto fornire alcuna documentazione. Documenti che, come consuetudine della Banca d'Italia, sono copiosi e minuziosi, comprendendo verbali ispettivi, resoconti di riunioni, rapporti tecnici e mail. Una mole di carte, contenenti date e cifre precise, nei confronti della quale potrebbe risultare difficile opporre testimonianze o accuse circostanziate.

Nel frattempo il mondo bancario assiste senza intervenire allo scontro politico-istituzionale. Negli ambienti finanziari c'è preoccupazione per eventuali ripercussioni sulla credibilità dell'Italia e delle autorità, più volte già finite sotto i riflettori dei media e opinione pubblica internazionale negli scorsi mesi.  Ma i banchieri riuniti per il comitato esecutivo dell'Abi a Roma hanno evitato ogni commento.