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POLITICA

Via libera dal procuratore Lamanna

Berlusconi: esclusi arresti domiciliari va verso l'assegnazione ai servizi sociali

Il sostituto procuratore generale, Antonio Lamanna, ha dato parere favorevole alla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali del leader di Forza Italia. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano depositerà nei prossimi giorni la decisione. Renzi: "Nessuna preoccupazione per il cammino delle riforme"

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Il sostituto procuratore generale di Milano Antonio Lamanna ha dato il via libera alla richiesta degli avvocati di Berlusconi di affidamento ai servizi sociali. Si è conclusa così l'udienza davanti ai giudici del Tribunale di sorveglianza per il leader di Forza Italia, condannato a quattro anni (tre coperti da indulto) dalla Cassazione lo scorso 1 agosto nel processo 'Mediaset' sui diritti tv per frode fiscale e ora sottoposto a nuovo giudizio per determinare in che modo dovrà scontare l'anno di pena: arresti domiciliari o affidamento in prova ai servizi sociali.

Adesso il collegio dovrà depositare la decisione sull'affidamento in prova ai servizi sociali o gli arresti domiciliari e il parere della procura generale è obbligatorio ma non vincolante.  ''La decisione verrà depositata fra un minimo di 5 giorni a un massimo di 15 giorni' e quando sarà notificata verrà fatto un comunicato e lo farò io'' è stato il commento di Pasquale Nobile de Santis, presidente del tribunale di Sorveglianza.

Come da previsione il leader di Forza Italia non si è presentato in aula dove, a porte chiuse, si è tenuto il dibattimento. Nell’udienza in camera di consiglio, durata quasi due ore e presieduta da Pasquale Nobile de Santis, il giudice relatore Beatrice Crosti ha letto il fascicolo del condannato, alla presenza anche due esperti esterni: una ricercatrice di diritto penitenziario, Federica Brunelli, e la criminologa Silvia Guidali.

Dell'istruttoria ha fatto parte anche la relazione dell'ufficio esecuzione penale esterna e la relazione consegnata ai giudici nei giorni scorsi dal collegio difensivo. Dopo la relazione introduttiva, la parola è passata al pg Antonio Lamanna, quindi alla difesa, con gli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini. 

Le reazioni
Il primo commento sul parere della Procura generale è arrivato da Giovanni Toti. Il consigliere politico di Berlusconi non ha voluto fare previsioni aggiungendo che i giudici "si rendano conto della persona, del suo valore umano e politico per milioni di moderati e non vogliano con una decisione incidere sulla vita del paese", facendo riferimento alla campagna elettorale delle europee e augurandosi che il leader di Forza Italia abbia "tutta l'agibilità politica per farla". "Nessuna preoccupazione sul cammino delle riforme" invece si è limitato a dire il presidente del Consiglio Matteo Renzi.