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EUROPA

Sassoli: basta disumanità

Crisi migranti, bimbo di un anno morto nella foresta tra Bielorussia e Polonia

I ministri degli esteri del G7: regime cessi campagna aggressiva. Ue conferma nuove sanzioni in arrivo. Dure critiche di Putin ai Paesi occidentali

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L'accampamento di migranti in Bielorussia al confine con la Polonia è stato sgomberato dalle autorità locali. Lo riferiscono i media di stato di Minsk. Le persone che da giorni si trovavano nella zona frontaliera tra il villaggio bielorusso di Bruzgi e quello polacco di Kuznica sono state trasferite in una struttura ad alcune centinaia di metri di distanza.Lo sgombero è stato confermato dalle guardie di frontiera polacche, secondo il Guardian.
Un centinaio dei migranti che si affollano ormai da giorni al confine tra la Polonia e la Bielorussia sono stati arrestati in Polonia nella notte fra mercoledì e giovedì. A riferirlo è il ministero polacco della Difesa.

Un bimbo morto nella foresta
Un bimbo di un anno è morto nella foresta al confine tra Bielorussia e Polonia, dove si trovava da un mese e mezzo con i genitori siriani, che speravano di riuscire a entrare nell'Ue.

Lo riferisce su Twitter il centro polacco per l'aiuto internazionale, che sono intervenuti sul posto la scorsa notte. I genitori del piccolo erano entrambi feriti: il padre aveva una lesione al braccio, mentre la madre una ferita da coltello alla gamba. Nel corso dell'intervento di soccorso, aggiunge l'Ong, è stato trovato anche un giovane in condizioni di disidratazione e denutrizione.



Sassoli: disumanità deve cessare
"Seguo le tragiche notizie dal confine tra Polonia e Bielorussia dove un bambino di un anno è stato trovato senza vita nella foresta. E' straziante vedere un bambino morire di freddo alle porte d'Europa. Lo sfruttamento dei migranti e dei richiedenti asilo deve cessare, la disumanità deve cessare", scrive su Twitter il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli.  

Ministri esteri G7: accesso immediato all'assistenza umanitaria
"Chiediamo al regime di cessare immediatamente la sua campagna aggressiva e di sfruttamento al fine di prevenire ulteriori morti e sofferenze. È necessario fornire alle organizzazioni internazionali un accesso immediato e senza ostacoli per fornire assistenza umanitaria".

Lo scrivono in una nota i ministri degli esteri del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America) insieme all'Alto rappresentante dell'Unione europea, condannando "l'orchestrazione della migrazione irregolare da parte del regime bielorusso attraverso i suoi confini. Questi atti insensibili stanno mettendo a rischio la vita delle persone. Siamo uniti nella nostra solidarietà con la Polonia, così come la Lituania e la Lettonia, che sono state prese di mira da questo uso provocatorio della migrazione irregolare come tattica ibrida".

Ue: altre sanzioni in arrivo
"Sulle sanzioni contro la Bielorussia assolutamente niente è cambiato, la nostra posizione rimane la stessa", ha detto il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, nel briefing con la stampa rispondendo a chi gli chiedeva se i colloqui con Minsk potevano significare un allentamento delle sanzioni.

"La Commissione concorda con il quadro allargato di sanzioni che include anche chi partecipa alla strumentalizzazione dei migranti. Sulla lista concreta dei soggetti per le nuove sanzioni c'è una discussione al Consiglio che rimane confidenziale", ha aggiunto il portavoce per gli affari esteri, Peter Stano.

Putin: occidente usa la crisi per fare pressioni
Pesanti critiche del presidente russo Putin contro l'Occidente per la crisi dei migranti e la situazione in Ucraina. "I Paesi occidentali stanno usando la crisi migratoria al confine tra Bielorussia e Polonia come un nuovo motivo di tensione in una regione vicina a noi, per fare pressione su Minsk", ha detto, per poi aggiungere che bombardieri occidentali hanno volato a 20 km dalle frontiere russe, mentre si tenta di "aggravare" le tensioni in Ucraina fornendo armi a Kiev e con "provocazioni" come le esercitazioni militari nel Mar Nero.

Ultimatum della Polonia
La Polonia ha lanciato oggi un ultimatum alla Bielorussia: se la situazione al confine non si stabilizzerà entro il prossimo 21 novembre, Varsavia sospenderà il traffico ferroviario attraverso il valico di Kuznica. E' quanto si legge in un comunicato del ministero dell'Interno."Su ordine del ministro dell'Interno, il comandante in capo della Guardia di frontiera ha inviato una lettera al presidente del Comitato statale per i confini della Repubblica di Bielorussia in cui ha informato la controparte che la parte polacca si aspetta la stabilizzazione della situazione riguardante la permanenza dei migranti vicino al valico di frontiera a Kuznica entro domenica 21 novembre - si legge nel comunicato - in caso di mancata risposta a tale appello, la Polonia, temendo per la sicurezza del traffico ferroviario, sospenderà il traffico ferroviario attraverso il valico di di Kuznica