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ITALIA

Accolto il ricorso

Blocco UberPop, la vittoria dei tassisti: "Il giudice ha compreso le nostre ragioni"

Per l'avvocato delle associazioni di categoria dei tassisti, il Tribunale di Milano ha riconosciuto la "concorrenza sleale" di Uber-Pop nei confronti dei taxi

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Una prima "vittoria" dei tassisti italiani che per mesi sono scesi in piazza contro il servizio Uber da loro considerato "illegale". "Siamo dovuti arrivare in aula di giustizia perchè qualcuno decidesse, nessuno voleva prendersi questa responsabilità: prima di ricorrere in Tribunale ci siamo rivolti a Comune, Regione, al Governo, tutto inutile". Così Pietro Gagliardi, responsabile sindacale per la categoria dei tassisti dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano ha commentato la sentenza del Tribunale di Milano, che ha disposto il blocco in tutta Italia di Uber-pop, il servizio che, di fatto, permette a chiunque di diventare un autista-tassista, senza licenza.

"È una grande vittoria - ha spiegato Gagliardi - e non l'abbiamo fatto solo per noi e il nostro lavoro, ma anche per la sicurezza degli utenti". "Esistono delle regole, delle norme da seguire. Non può arrivare una società anche se è un'importante multinazionale a stravolgerle, in nome di cosa poi? Della tecnologia e dell'innovazione? Ma noi abbiamo tecnologia e innovazione da vendere".

Nonostante la decisione presa dal giudice della sezione specializzata imprese del Tribunale di Milano, Claudio Marangoni, i tassisti, come ha spiegato il rappresentante sindacale, non si fanno illusioni: "Intanto questo mi sembra un ottimo risultato perchè fino ad oggi nessuno si era voluto assumere questa responsabilità - ha aggiunto - E, ripeto, non è una difesa di categoria, noi ci preoccupiamo anche della tutela dei clienti: chi finora è salito su un taxi sa di avere a che fare con un professionista di questo lavoro e può stare tranquillo, diamo garanzie e sicurezza, si potrà dire lo stesso in futuro?".

Il legale: "Tribunale ha riconosciuto concorrenza sleale"
Soddisfazione per il risultato ottenuto anche da parte dell'avvocato Marco Giustiniani, uno dei legali delle associazioni di categoria dei tassisti che hanno presentato ricorso contro l'applicazione. "Siamo sinceramente soddisfatti del risultato ottenuto. Il Tribunale di Milano ha infatti pienamente compreso la situazione nonostante la sua complessità". Il Tribunale, ha aggiunto il legale, "Siamo convinti - ha concluso l'avvocato - che il Gruppo Uber vorrà dare un pronto adempimento a quanto stabilito dal giudice e che questa decisione spronerà le Amministrazioni a controlli più attenti di quelli sino ad oggi svolti".

Anche la Cooperativa Radio Taxi Genova e il Coordinamento sindacale tassisti genovesi esprimono "soddisfazione per la sentenza che farà giurisprudenza e che costituisce il primo passaggio fondamentale per mettere una volta per tutte la parola fine alla concorrenza sleale rappresentata da Uber Pop in Italia".

Le critiche nei confronti delle istituzioni
Se i tassisti hanno accolto positivamente la sentenza, non sono comunque mancate le critiche verso le istituzioni che non avrebbero fatto abbastanza. "Dovevano essere loro ad aiutarci, non i giudici", ha affermato un gruppo di conducenti di taxi all'esterno della stazione centrale di Milano. "A cosa serve l'assessore del Comune se per avere ragione dobbiamo andare in tribunale? - ha denunciato un altro tassista - Per i conducenti del servizio Uber-Pop non è richiesta nessuna licenza - ha aggiunto - Sono dei fuorilegge". "Intanto in questo periodo noi ci abbiamo rimesso i soldi per scioperare contro un'app che andava contro la legge", ha affermato una tassista donna.