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Coronavirus

A Bolzano vaccino gettato perchè sanitari prenotati ci ripensano

Dopo una partenza un po' a rilento e le polemiche per l'elevata percentuale di sanitari 'obiettori', "per fortuna ora cresce il numero dei dipendenti dell'Azienda sanitaria disposti a farsi vaccinare", sottolinea il direttore generale dell'Azienda sanitaria Florian Zerzer

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 Fa discutere in Alto Adige il caso di quattro dosi di vaccino buttate perché gli addetti di una casa di riposo, che in un primo momento si erano prenotati, hanno cambiato idea e non si sono più fatti vaccinare. Il flaconcino era ormai scongelato. "Purtroppo è vero, in così poco tempo non è stato possibile trovare rimedio", dice all'ANSA il direttore generale dell'Azienda sanitaria Florian Zerzer, sottolineando che si tratta di una struttura che non fa parte dell'Asl.   Dopo una partenza un po' a rilento e le polemiche per l'elevata percentuale di sanitari 'obiettori', "per fortuna ora cresce il numero dei dipendenti dell'Azienda sanitaria disposti a farsi vaccinare", sottolinea Zerzer.
 
 
"Nel resto del mondo c'è chi ucciderebbe per avere una dose di vaccino prima degli altri. Qui in Alto Adige invece gli operatori sanitari rifiutano i lvaccino. A Bolzano siamo sotto il 60% del personale vaccinato, nelle valli ben sotto il 50%. I vaccini avanzati dal personale che non si presenta agli appelli vengono tranquillamente gettati nel pattume". Lo afferma il consigliere provinciale di Alto Adige Autonomia Carlo Vettori.   "Del tutto inutili - prosegue - sembrano gli appelli dei miei colleghi di maggioranza per sensibilizzare il personale sanitario: è ora di mettere via la carota e di usare il bastone. Chi rifiuta il vaccino abbia il coraggio di metterci la faccia: subito online i nominativi di chi ha rifiutato e rifiuterà il vaccino".   "Trovo davvero umiliante che tutto il sistema sanitario altoatesino debba essere ricordato per avere rifiutato le vaccinazioni, anziché rimanere alla storia come un sistema formato da medici, infermieri ed operatori che hanno affrontato la pandemia lavorando giorno e notte per aiutare i pazienti affetti da questo terribile Covid", conclude il consigliere provinciale.